OROSCOPO
domenica 19 maggio 2019
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ITALFIORETTO TRIONFA IN COPPA DEL MONDO

27 gennaio 2019

L'Italia di fioretto maschile torna sul gradino più alto del podio. Dopo i due secondi posti conquistati nelle prime due gare stagionali, a Bonn ed a Parigi, il quartetto italiano vince la tappa di Tokyo del circuito di Coppa del Mondo di fioretto maschile. La sfida finale ha visto la squadra azzurra composta da Daniele Garozzo, Alessio Foconi, Giorgio Avola ed Andrea Cassarà, superare gli Stati Uniti col punteggio di 45-43. Un successo che interrompe un digiuno in Coppa del Mondo che durava dal 22 gennaio del 2017, quando i quattro aflieri azzurri conquistarono il podio di Parigi. Da quel momento in poi, l'inno di Mameli è risuonato "solo" ai Mondiali di Lipsia2017 e Wuxi2018. La soddisfazione per il successo è condensata nelle parole che il Commissario tecnico, Andrea Cipressa ha scritto sui suoi profili social al termine della gara. "Sono orgoglioso di questi ragazzi - dice il ct - In questi sei anni abbiamo vinto tanto, moltissimo. Sono in questo ambiente da quasi tutta la vita, questo sport che non è solo lavoro ma passione, è mescolato al mio sangue, è me stesso, mai avrei pensato di poter arrivare fino a qui. Ho sempre "tirato" e poi "allenato" con entusiasmo, gioia, amore verso i miei atleti ma sempre con molta, molta umiltà, tanto è che, a chi continuamente mi diceva che siamo i più forti in assoluto, sorridevo rispondendo "facciamo del nostro meglio, speriamo bene". Ogni  genitore conosce il proprio figlio, ma non conosce tutti i ragazzi che alleno; io li conosco tutti, uno per uno, conosco i loro problemi, i loro pensieri, le loro paure, le loro gioie, le loro avventure, cosa mangiano e cosa non mangiano, le loro barzellette, a volte senza senso, i loro sorrisi, i loro pianti quando perdono, i lividi dopo una stoccata, li conosco bene, tutti, non perché io sia uno psichiatra o qualcosa del genere ma perché li "sento". Sento quando sono a disagio o quando non sono perfettamente in forma, non so dirvi il perchè ma lo sento, lo vedo, lo intuisco e questo che io chiamo, fortunato dono, deriva solo ed esclusivamente dal "cuore". Voglio bene a tutti loro come se fossero miei. Questi anni - aggiunge ancora Cipressa - sono stati "speciali ", ho visto delle trasformazioni importanti in molti di loro. Li ho visti accettare le mie scelte anche quando queste lasciavano loro l'amaro in bocca e li faceva incazzare. Li ho visti stringere i denti e andare avanti. Ricordo tutto, vedo tutto, non mi sfugge nulla di questi ragazzi che vengono ad allenarsi con la febbre, che tirano anche soffrendo, ma tirano! Allora anche se non avessi vinto, oggi o in passato, io la mia vittoria l'avevo già avuta! I miei ragazzi mi hanno ricambiato con tutto il loro affetto e rispetto e io so di aver insegnato loro tutto quello che potevo e sapevo: la tecnica, il rispetto, l'affetto e, soprattutto, l'umiltà di rimanere "piccoli" pur essendo immensi!". La squadra azzurra aveva conquistato il pass  per la finalissima grazie alla vittoria in semifinale contro la Russia per 45-29, prendendosi una "rivincita" dopo la sconfitta subìta per mano russa nella finale della tappa di Parigi di due settimane fa. Gli azzurri avevano iniziato superando l'Australia per 45-33 e poi avendo la meglio contro la Cina col punteggio di 45-21.


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