OROSCOPO
lunedì 19 agosto 2019

LA JUVE E I "GOL" DEI MANAGER

20 luglio 2015

Il calco italiano e' ciclicamente alla prese con processi, campionati in discussione (parliamo di serie B), campagna acquisti, polemiche fra televisioni, amichevoli dall'altro capo del mondo che non fanno bene alla preparazione dei giocatori, ma benissimo alle casse sociali. C'è chi ha stigmatizzato le politiche contraddittorie di Berlusconi che aveva prima detto di volere un Milan "italiano" e invece sta rimpinzando ulteriormente la squadra rossonera di stranieri. Ma ognuno puo' fare quel che crede, anche cambiare idea. De Laurentiis ha sempre parlato di un Napoli di dimensione europea, perdendo Benitez (che guidera' il Real Madrid) e ingaggiando Sarri che e' bravissimo, ma non ha molta esperienza in campo internazionale. Qualche malumore estivo si e' verificato anche in casa della Roma, quando Garcia ha parlato di ambizioni ridotte dei giallorossi in fatto di scudetto. Ma se arrivera' Dzeko, tutti vivranno felici e contenti, col perenne Totti in attesa del gol n.300. Siamo stati in Indonesia, di passaggio, nei giorni scorsi, e abbiamo scoperto che Thohir e' molto considerato: laggiu' sono sicuri che il patron nerazzurro portera' in alto la sua Inter. Non e' vero che e' uno squattrinato: ha capito che prima di guadagnarci, col calcio italiano, dovra' cacciare fuori il grano. Insomma, tanti sono i pareri e vengono formulate le previsioni piu' disparate sul prossimo campionato. Noi ci rifacciamo a un modo di pensare piu' "moderno" (anche se con un certo rimpianto) e siamo del parere che, nonostante diverse perdite importanti (Tevez e Pirlo, oltre alla vicenda Vidal ), la squadra da battere resta la Juventus, anche se i campioni stanno cambiando la loro identita' tecnica.
Il club  bianconero puntera' a ripetere l'impresa degli anni Trenta del secolo scorso, quando vinse cinque scudetti di fila (anche il "grande Torino" e l'Inter sono stati pentacampioni), pure se si trattava di un altro calcio, non legato strettamente ai fattori economici, che tuttavia erano importanti. Oggi i soldi invece equivalgono ai successi sportivi e basta guardarsi intorno per rendersene conto. Proprio per questo, i club stranieri dominano spesso la scena, anche se quelli inglesi sono rimasti fuori dalle fasi cruciali della Champions League. Intendiamoci: questo calcio ci piace molto meno di quello del passato, quando -come detto- il fattore economico aveva un certo peso (la Juventus con i soldi degli Agnelli compero' negli anni campioni come Sivori, Platini, Pablito, Boniek, ecc.), ma ora e' quasi scontato il fatto che chi ha piu' possibilita'  in banca, e' destinato ad andare piu' lontano. Tanto vale non giocare nemmeno: prima di cominciare, bastara' fare i conti in banca e chi e' piu' ricco verra' dichiarato vincitore di Champions, titolo nazionale e buona notte. Lo scudetto, quando il calcio era piu' "umano" era stato vinto anche dal Verona, dalla Sampdoria, dal Torino e da club che si dimostrarono in grado di sconfiggere le "grandi potenze".
Oggi la maggior parte delle nostre squadre sono costrette a far da sparring partners dei club piu' titolati e quando qualcuna riesce a raggiungere una buona posizione, come la Lazio quest'anno, si parla di miracolo. In campo internazionale i club spagnoli, che hanno molte facilitazioni in fatto di tasse, arrivano lontano e il Barcellona ha fatto meglio del Bayern Monaco che forse in assoluto e' il club meglio gestito d'Europa. E' stata la latitanza delle squadre inglesi, a portare la Juventus alla finale di Champions. Ma, al di la' dell'assenza di Chelsea, Manchester ecc. , la squadra di Allegri ha mostrato di avere meriti sportivi che l'hanno giustamente premiata. Ma questo prodigio bianconero, che ci ha tenuto col fiato sospeso sino al giorno della finale di Berlino, potra' ripetersi ? L'assalto a Pogba e a qualche altro pezzo grosso juventino (Vidal in partenza), induce a pensare che molte corazzate del calcio europeo sono in grado di fare qualsiasi sforzo economico laddove la Juve deve invece pensarci su. Il club bianconero ha infatti  dominato la scena italiana con un fatturato di 279 milioni di euro, ma e' andata molto al di sotto di Real (549), Manchester Utd (518), Bayern (487) e Barcellona (484). La Juventus (come le milanesi e la stessa Roma) fara' nell'immediato futuro una politica piu' espansionistica in campo internazionale, tentando di conquistare "mercati" che le daranno la possibilita' di aumentare il proprio fatturato e tentare di inserirsi fra i club piu' forti economicamente e -di conseguenza- puntare piu' stabilmente a una leadership mondiale. Per adesso e' in buona posizione, ma per permettersi qualche "lusso" dovra' rafforzarsi finanziaramente cercando di trovare soldi dal merchandising, dagli sponsors piu' importanti, dai diritti tv, dal commercio elettronico ecc. Direte: cosa c'entra questo con i gol, la classifica ecc. ? C'entra, c'entra, lo sapete benissimo. Una volta a segno andavano i giocatori, ora i finanzieri  del calcio, i ragionieri della pedata. Del resto, come ci si puo' presentare (anche avendo il consenso di un campione) a trattare con club piu' ricco se non facendo proposte adeguate ? Qualcuno attualmente tenta persino di...risparmiare. Ma si puo' ?  Lo slogan della Rolls Royce era: "Se chiedi il prezzo delle nostre automobili, vuol dire che non puoi permettertele". E i grandi club ripetono sempre: noi non vediamo, compriamo soltanto. Inoltre l'indimenticabile Vujadin Boskov diceva: "Se grande società ti vende giocatore, chiedi perchè a night club di sua città".       
(ITALPRESS)


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