OROSCOPO
martedì 18 dicembre 2018

MONDIALI2014: IL GIUSTO TRIONFO TEDESCO E IL TONFO BRASILIANO

15/07/2014 12.30

di FRANCO ZUCCALA'

RIO DE JANEIRO (BRASILE) (ITALPRESS) - Ha vinto, per la prima volta in Sudamerica, il calcio europeo e quello tedesco ha dimostrato la propria superiorita': la sua vittoria e' meritata, anche se e' arrivata al 113' (bel gol di Goetze) dopo una finale equilibrata contro l'Argentina che ha dimostrato come il calcio moderno si presti a diverse interpretazioni e a una domanda: l'equilibrio eccessivo e' un pregio o un difetto? Nella fase a eliminazione diretta ben otto partite sono andate ai tempi supplementari, quattro ai rigori. Se avesse vinto l'Argentina, avremmo lodato il capolavoro tattico di Sabella che ha saputo fermare un avversario più forte, colpendo al momento opportuno. In effetti la partita non e' stata esaltante, ma il finale e' stato elettrizzante e Mario Goetze del Bayern ha risolto la contesa, con tanti saluti alla "impenetrabile" difesa "albiceleste" e ai centomila argentini piombati a Rio in attesa del miracolo di Messi. Miracolo che non c'e' stato: la "Pulce" ha sbagliato un gol fatto e resterà per sempre dietro a Maradona nella graduatoria dei valori. Quello tedesco e' stato il trionfo del gioco di squadra e in ogni caso, la Germania ha meritato: ha segnato piu' di tutti (18 gol in sette partite, media 2,57), ha tentato sempre di giocare, riuscendovi spesso. L'Argentina si e' vista in contropiede, ha fallito clamorosamente qualche occasione (Higuain, Palacio lo stesso Messi). La vittoria tedesca e' il frutto di un lungo lavoro della federazione che ha investito nei vivai e nella scuole di calcio. Sei dei titolari erano nell'Under 21. E' stato il Mondiale dei gol: 171, come in Francia nel 1998. I più belli sono stati per noi quello di Van Persie di testa alla Spagna, quello di James Rodriguez all'Uruguay e di Goetze in finale.
Klose si e' laureato goleador assoluto dei mondiali con 16 gol, superando Ronaldo (15). Un record e' anche quello di Mondragon, portiere colombiano, che ha giocato a 43 anni qualche scampolo di gara. Ripercorrendo il cammino di questo Mondiale, la cosa che ha più impressionato e' stato il crollo del Brasile nella fase a eliminazione diretta: la squadra di Felipao Scolari aveva faticato già in quella a gironi, poi ha eliminato il Cile ai rigori, la Colombia molto fortunosamente, infine si e' schiantata contro la Germania e l'Olanda, due europee, subendo dieci gol davanti ai suoi esterrefatti tifosi. L'infortunio a Neymar e la squalifica di Thiago Silva hanno influito, ma nulla aveva fatto presagire un tonfo così rovinoso. Scolari non aveva squadra, idee, nulla. Certo, erano usciti di scena anche buone squadre come Francia, Usa, Belgio, Uruguay e Algeria che avevano superato il primo sbarramento. Prima ancora avevano dovuto tornare a casa senza molta gloria la Spagna campione del mondo uscente, l'Italia, la Russia, il Portogallo, il Ghana, la Costa d'Avorio, l'Inghilterra e la Croazia. Le "rivelazioni" sono state l'Algeria, la Costa Rica, la Colombia e - in qualche maniera - l'Iran. Sul piano individuale, dei grandi assi (Cristiano Ronaldo, Neymar, Benzema ecc.) solo Messi, Muller e Klose sono rimasti in lizza sino alla fine. Ma si sono affermati anche James Rogriguez (capocannoniere con 6 gol), Robben (il giocatore più brillante dell'Olanda), Campbell (sorpresa della Costa Rica), il cileno Aranguiz, il colombiano Cuadrado, lo svizzero Shaqiri, i francesi Matuidi e Pogba, l'argentino Di Maria, l'americano Yedlin, il belga De Bruyne, l'algerino Feghouli, i portieri Neuer (abile anche fuori area), Romero, Howard, Navas e Ochoa.
Una menzione spetta pero' al pararigori Krul dell'Olanda. Fra gli arbitri, oltre al "finalista" Rizzoli, citeremmo solo l'inglese Webb e l'americano Geiger. Ci sono stati episodi poco chiari, come il rigore regalato al Brasile nella partita d'esordio dal giapponese Nishimura, la misteriosa espulsione di Marchisio nella partita con l'Uruguay e la mancata punizione per il cannibale Suarez, autore del morso a Chiellini, non visto(?). Ma in generale non e' andata malissimo. Ha esordito la tecnologia con il "Goal control", che ha evitato ai direttori di gara di vedere dentro palle che non erano entrate e viceversa. Bene anche la bomboletta spray per segnalare il punto del tiro delle punizioni e quello della posizione della barriera. Se verra' rieletto, Blatter presidente della Fifa vedremo presto la moviola in campo: lo ha detto pubblicamente. Non sarà facile dimenticare il momento del canto dell'inno nazionale brasiliano: commovente. E nemmeno l'accoglienza del Brasile che e' stata buona per i tifosi, anche se i prezzi degli hotel sono saliti alle stelle e non sono mancati gli episodi di delinquenza comune. Gli stadi, nuovi, hanno funzionato. Ma che ne faranno a Manaus e in altre città dopo il Mondiale? La gente e' corsa alle partite con entusiasmo, rimandando le protreste a dopo. Non ci sono stati episodi gravi. Anche se i brasiliani sono rimasti delusi, non e' morto nessuno. Nel 1950 ci furono dei suicidi per il famoso "Maracanazo", stavolta la sconfitta rovinosa del Brasile e' stata assorbita bene. Ormai per il calcio non s'ammazza nessuno: e' già qualcosa...
(ITALPRESS)