OROSCOPO
martedì 23 luglio 2019

CALCIO: SERIE A. DOPO LE ELEZIONI SPERANZE (E BUGIE) DEL PRECAMPIONATO

18/08/2014 12.30

Di Franco Zuccalà

MILANO (ITALPRESS) - Ora che il presidente federale Tavecchio ha cominciato a lavorare e il ct della Nazionale Antonio Conte a pensare in chiave azzurra, aspettiamo altri fatti. Dopo le parole, le guerre delle "idee", ma soprattutto degli interessi; ora che forse si potra’ mettere un po’ d’ordine in giro, non senza discussioni e polemiche, si puo' forse parlare meglio di calcio. C’è chi si è già giocato una fetta di coppa, chi è in attesa del Messia proveniente dall'iperuranio del calciomercato e chi ha raccontato favole temporeggiatrici per non confessare piccoli fallimenti. Sono arrivati attempati campioni e scartine, in mezzo a qualche giovane promessa. Il "campionato" ferragostano e' pressoché immutato da secoli. Ma la gente che si è fatta furba crede sempre meno alle panzane canicolari e aspetta il calcio vero per prendere posizione. Per ora due o tre scudetti possono essere distribuiti senza fatica, ma quando ci sarà da far sul serio, la musica cambierà. I favoriti sono quelli che hanno concluso nelle prime posizioni il campionato della scorsa stagione. Cioè Juventus, Roma e Napoli. A seguire tutti gli altri. Il calciomercato sta spostando qualcosina nella scala dei valori, ma fin quando non vedremo arrivare i Cristiano Ronaldo, i Muller, i Messi ecc. non crederemo ai mutamenti profondi che i trombettieri di regime promettono. Piuttosto, qualche domandina bisogna porsela, al di la' dei risultati delle prime partite.
Per esempio: come reagirà la Juventus alla cura Allegri, ben diversa da quella che Conte aveva appioppato alla Juventus, con risultati egregi? Le basteranno gli Evra, i Morata, i Pereyra e i Romulo per poter aspirare a maggiori soddisfazioni europee?
E la Roma, con i suoi acquisti di qualità (Ashley Cole, Iturbe, Astori), colmerà il "gap" che la divideva dalla squadra bianconera? Il quasi-immobilismo del Napoli alla lunga sarà un vantaggio? Tifosi e scriba filosofeggiano sugli argomenti di maggiore attualità, ma saranno le prove da tre punti a darci responsi attendibili. Il fatto e' che l'attesa vuole essere ingannata e occorre pur dire qualcosa, in attesa delle risposte concrete. I grandi interrogativi che circondano le squadre milanesi incendiano intanto i giudizi che si pronunciano sotto gli ombrelloni o le fresche frasche delle montagne nostrane. Saprà il giovane Pippo Inzaghi, adeguatamente sostenuto ideologicamente, rinverdire i trionfi ottenuti da giocatore giocatore, con quello (Diego Lopez, Alex, Armero, Menez) che gli è stato fornito in dotazione? E il rampante Mazzarri riuscirà a far dimenticare agli interisti le delusioni della scorsa stagione con Vidic, Dodo’, Medel ecc.? Tutti i piccoli acquisti operati in questi giorni sono stati accolti alla stregua di nuovi Pelè o Maradona, ma in realtà occorrerà vedere se Milan e Inter sapranno reinserirsi nella lotta ad alti livelli, da cui per ora sembrano esclusi. E la Fiorentina (Basanta, Marin e i recuperati Rossi e Gomez) che ruolo ricoprira' dopo una stagione di un certo spessore?
Anche la Lazio, che ha preso De Vrji, Parolo e Djiordievic, potrebbe dire qualche parola importante. Come si vede, si va avanti più a colpi di interrogativi, in attesa di certezze.
Visto da fuori, il nostro calcio appare come un piccolo e lontano puntino. La gente all'estero si ricorda del trionfo tedesco, della delusione di Brasile e Spagna dei trionfi spagnoli nelle Coppe. Dell'Italia e' più facile che si ricordino per gli spaghetti e le malefatte dei politici, non per il suo calcio un po’ spento. E questo e' un guaio grosso. Ma vertici vecchi e nuovi del pallone tirano dritto per la loro strada.
(ITALPRESS)