OROSCOPO
sabato 20 ottobre 2018

CALCIO: "TUNNEL DOCTOR" IN PREMIER,AVRÀ ULTIMA PAROLA SU INFORTUNI GRAVI

11/08/2014 19.32

Di FRANCO ZUCCALA'

MILANO (ITALPRESS) - Arriva il "tunnel doctor", ma in Inghlterra e non in Italia. Mentre da noi si fa incetta di vecchi campioni e si pensa all'elezione del presidente federale e a portare avanti interessi di bottega, in Premier League e' stata presa un'interessante iniziativa che non mancherà di far sorgere discussioni e polemiche. E forse provochera' un intervento della Fifa, visto che prelude a un cambiamento delle regole. Chissà se un giorno la decisione degli inglesi farà proseliti anche nel mondo e in Italia. Si tratta del cosiddetto "tunnel doctor", come accennato, e cioè di un medico che staziona fra spogliatoi e campo e decide se un giocatore e' in grado di riprendere il gioco dopo un colpo alla testa o un infortunio grave. A sua disposizione ci saranno mezzi tecnici per esaminare anche le immagini degli eventuali incidenti. L'arrivo della moviola e' sempre più vicina, insomma. La delicata decisione della sostituzione di un elemento che è stato vittima di un serio infortunio al capo, non verrà presa dall'allenatore o addirittura dallo stesso giocatore ("Come stai?" :"Bene"), bensì da un medico specializzato. Ricorderete come ai Mondiali l'uruguaiano Alvaro Pereira, nel corso della gara con l'Inghilterra, dopo aver preso un colpo, si riprese e mandò a quel paese il dottore della nazionale di Tabarez che lo voleva fermare. Sempre in Brasile, il tedesco Kramer, nella finale con l'Argentina, rientrò dopo un infortunio alla testa e chiese all'arbitro Rizzoli come stava andando la partita: evidentemente era un po' suonato.
Ora gli inglesi hanno capito che è meglio affidare le decisioni più delicate a un dottore qualificato piuttosto che a un tecnico cui magari, in un preciso momento della gara, serve quell'elemento e non sta molto a guardare il capello. Ovviamente la questione non sarà digerita facilmente dai tecnici, che spesso si ergono a giudici supremi di ogni accadimento del campo. Voi ce lo vedete un Mourinho che si inchina alla decisione di una dottoressa (gia', il doctor puo' essere anche una donna, perche' no?) che decide di togliergli un campione come Fabregas o Diego Costa, perché si è fatto male e vuole tuttavia rientrare? Noi no. E comunque sarà cosi' in Inghilterra, dove nello scorso campionato tutti sono rimasti impressionati dall'incidente capitato al portiere francese del Tottenham Hugo Lloris, che continuo' a giocare dopo aver perso conoscenza per uno scontro sul campo. In Premier League continuano a vedere in campo Petr Cech col baschetto, retaggio di un vecchio incidente al capo dopo uno scontro con Hunt. Anche in Italia si sono avuti dei casi del genere e per tutti ricordiamo lo scontro fra il portiere del Genoa Martina e Giancarlo Antognoni, che - colpito alla fronte - lascio' il campo, facendo temere per la sua vita. Il giocatore viola non rientro' subito, ma altri giocatori sono tornati in campo, invece, con conseguenze postume.
Le domande che si sono posti alcuni, dopo la decisione della Lega inglese sono queste: a) una sostituzione decretata dal "Tunnel doctor" costringerebbe gli allenatori a sostituzioni indesiderate o complicate: e' giusto?; b) i tecnici eviterebbero di fare sostituzioni nelle parti iniziali della gara per evitare di rimanere con la propria squadra in dieci alla lunga: questo non sarebbe lesivo della loro professionalità?; c) la difficile attuazione del terzo cambio per paura di un infortunio nel finale della gara non ridurrebbe l'effetto benefico delle scelte dalla panchina che talvolta ha cambiato i destini di una gara? Così si è già cominciato a parlare di quarto rimpiazzo o altre ulteriori sostituzioni per l'intervento del "doctor". E questo gia' potrebbe forse essere oggetto delle decisioni del "board" e della Fifa. Insomma, la decisione della Lega inglese potrebbe portare ad altri cambi del regolamento, alla lunga. Il calcio rischia di diventare come altri sport, dove c'e' una maggiore rotazione di giocatori. D'altro canto, il gioco sta diventando sempre più veloce, i contrasti frequenti, l'importanza delle partite legata a interessi economici consistenti. Purtroppo c'è anche una questione di lealtà che si incrocia e collide spesso con l'importanza del risultato, legato anche alle scommesse legali e no. In altre parole: non e' facile mettere insieme lo spirito del gioco con il business che gira attorno alle partite. Ed e' giusto chiedersi quante e quali federazioni imiteranno gli inglesi, che si sono già chiesti chi dovrà pagare per questa novità. La risposta e' stata ovvia: i clubs. Figuriamoci la faccia dei nostri dirigenti se la novita' venisse introdotta anche da noi...
(ITALPRESS)