OROSCOPO
martedì 18 dicembre 2018

CALCIO: UN ITALIANISSIMO WEEK-END CHIUSO DAL TRIS DELLA JUVE SULL'INTER

03/02/2014 12.30

ROMA (ITALPRESS) - Hernanes a parte, temo che per Mazzarri - e per l'Inter - il peggio debba ancora venire. La Juventus ha faticato un po' a venire a capo dell'antica odiosa sfida non tanto per virtù dell'avversario, quanto per aver preferito alla risaputa e sfiancante intensità il controllo assiduo, esasperante dell'avversario, aspettandolo prima di tentare di ferirlo con i lanci smarcanti di Pirlo (nasce così il gol perfetto di Lichtsteiner) e le reazioni in contropiede di Pogba e Vidal, meno ficcanti e punitive del solito. Il gol del raddoppio, firmato da Chiellini all'inizio della ripresa, è nato dalla sventatezza di Nagatomo, peraltro sintomo della sudditanza psicologica imposta dagli juventini agli avversari disarmati e spaventati. Vidal li ha addirittura ridicolizzati col terzo gol, prima che Rolando accorciasse le distanze. Il resto è senza storia... Troppo decisa la differenza di qualità fra Juve e Inter e non so come potrà Mazzarri giovarsi dei piedi buoni e dell'intelligenza di Hernanes privo di un riferimento offensivo potente. Palacio è esausto. Milito è un'ombra. Un bomber non si inventa. Una squadra neppure. Dice bene Thohir: per quest'anno è andata, pensiamo al futuro...(Ma ci sarà ancora Mazzarri o si accontenterà di aggiungere un capitolo all'autobiografia intitolato "Anno sabbatico"?).

Non so se Brera avrebbe continuato a definire "Derby d'Italia" una partita in cui una delle due contendenti - la Beneamata Inter - si è presentata senza un italiano e l'altra - la Signora Juventus - ne ha esibiti cinque su undici. A parte questo sconcertante dettaglio, resta italianissimo un week-end (un fine settimana?) dominato da belle imprese delle squadre provinciali che da sempre amo definire la vera inequivocabile e insostituibile sostanza del nostro campionato. Italianissima l'impresa dell'Udinese a Bologna dove svettano due personaggi tricolori come l'inesauribile bomber Totò Di Natale e il baby portiere friulano Scuffet, diciassette anni di realtà. Italianissima l'impresa del Toro di Immobile e Cerci, scatenata voglia di Nazionale, mentre arranca il Milan privo del suo italico goleador Balotelli. Abbondantemente italiana è l'Atalanta di Colantuono che umilia e travolge il Napoli del Senor Sicumera Benitez, per dieci undicesimi straniero dopo aver spedito in esilio capitan Cannavaro e inchiodato alla panca Insigne. Esemplare anche la partita di Catania: al Massimino, là dove si sono affrontate due formazioni "miste" (ma ricordo che il Paulinho del Livorno è "anche" italiano) è tuttavia andata in onda una brillante esibizione di calcio...all'italiana, con sei gol costruiti non approfittando di svarioni ma esaltando contropiede e piedi buoni. Cose nostre. Per finire, guardate Toni, pedatore degno di una saga tricolore, erede di antichi guerrieri dei campi verdi, testimone di un calcio eterno. La maggioranza degli appassionati guarda alle lotte di vertice, speranzosa di veder almeno la Roma capace di tener testa alla Juve. Ma il campionato delle emozioni è quello che si vivrà in coda, dove settimanalmente si alternano i presunti condannati alla B, oggi raggruppati in sette punti se si considerano pericolanti Catania, Sassuolo, Livorno, Bologna, Chievo e Sampdoria. Slogan delle provinciali: nessun dorma!
Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com) (ITALPRESS).