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martedì 17 settembre 2019
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I CIBI ANTI-INFLUENZA

16 febbraio 2016

Mal di gola, influenza, raffreddore e tosse, a volte associati persino a febbre, sono inconvenienti di stagione che spesso fanno perdere anche diverse giornate di lavoro. In questi casi, il riposo è il primo aiuto per combattere i piccoli malanni, ma la ripresa vera e propria - è importante dirlo - è correlata soprattutto allo stato nutrizionale: bisogna evitare di indebolirsi ulteriormente, disidratandosi e perdendo massa muscolare. Acqua, sali minerali, carboidrati e proteine sono, quindi, indispensabili per una buona guarigione.

La terapia alimentare

A pranzo e a cena, non far mancare carboidrati e proteine. Durante i giorni di febbre, infatti, si verifica nell'organismo una tempesta metabolica: l'uso dei carboidrati porta, invece, a un contenimento della produzione di radicali liberi dell'ossigeno all'interno delle cellule.

Via libera a riso o cereali integrali, in bianco o conditi con verdure al vapore e poco olio extravergine di oliva. La febbre, inoltre, disturba il normale rinnovamento delle cellule dei tessuti, accelerandone la distruzione e rallentandone la ricostruzione.

Le proteine ad alto valore biologico sono indispensabili: gli aminoacidi essenziali entrano, infatti, nelle difese immunitarie che l'organismo influenzato deve approntare contro i virus influenzali. Per assimilarli completamente, puoi ricorrere a un buon bollito o a un brodo di carne. L'importante è tenere a mente semplici accorgimenti utili a conservare pressoché inalterate le proprietà organolettiche.

Per esempio, per ottenere un buon bollito occorre immergere la carne in acqua già bollente: le sue proteine si denaturano rapidamente insolubilizzandosi, creando uno strato superficiale impervio alle sostanze contenute all'interno della carne e proteggendo così le sue qualità nutrizionali. Per ottenere, invece, un buon brodo bisogna immergere il taglio scelto in acqua fredda portata, poi, lentamente a ebollizione. Il problema è che, con la cottura in acqua, in genere si assiste a una diminuzione dell'apporto vitaminico della carne. E a essere maggiormente coinvolte sono le vitamine idrosolubili del complesso B (utilissime perché aiutano a ricostruire le cellule danneggiate), che si possono disperdere fino al 50% con una lunga cottura prolungata. Il consiglio è quello di usare la pentola a pressione che, nonostante cuocia il cibo a una temperatura più elevata, permette una maggiore conservazione del patrimonio vitaminico rispetto alla classica pentola. Una volta pronto, si può aggiungere al brodo del parmigiano, olio e pastina o riso (non integrali) per ottenere un sanissimo e ricostituente piatto unico.

(ITALPRESS).

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