SETTIMO GIORNO IN MARE PER LA NAVE OPEN ARMS

Ancora senza soluzione la vicenda dei migranti a bordo della nave Open Arms, ferma nel Mediterraneo, in acque internazionali. “Settimo giorno senza un porto – scrive la Ong su Twitter -. A bordo, uomini, donne e bambini fragili, traumatizzati da violenze e abusi. E’ rimasto ancora qualcuno a difendere i diritti e la vita? Serve subito un porto sicuro”.

La posizione del governo italiano non cambia, anche a fronte del ricorso della Ong alla Procura dei minori. Secondo quanto riferiscono fonti del Viminale, “la nave è spagnola e gli immigrati a bordo sono sotto la diretta responsabilità di Madrid. Non si comprende la richiesta alla magistratura italiana, a meno che non si voglia mettere in pratica l’ennesima provocazione per portare gli immigrati nel nostro Paese, magari dopo aver precostituito le ‘condizioni di necessità’. Condizioni maturate dopo aver tenuto dei naufraghi in mare aperto per giorni e giorni, come fatto da Carola Rackete prima di speronare una motovedetta della Guardia di Finanza”.

Il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli ha scritto una lettera al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, per sollecitare una soluzione: “Se l’Unione si mostrasse indifferente sarebbe come aggiungere sofferenza a sofferenza e sono certo che questo non sia lo stato d’animo dei custodi dei Trattati europei”, scrive Sassoli.

 

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