OPEN ARMS, PRIMA NOTTE SULLA TERRA FERMA

Alle 23,35 di ieri si è conclusa l’odissea della Open Arms. Poco prima della fine del 19mo giorno di stasi davanti Lampedusa, gli 83 migranti rimasti a bordo della nave della Ong spagnola sono sbarcati. 

Prima di attraccare le persone a bordo hanno cantato e ballato. Si è conclusa con l’arrivo al porto una giornata lunga e complessa, segnata dalla “fuga” dalla nave di 15 migranti che hanno tentato di raggiungere la costa a nuoto. Ogni naufrago, prima di lasciare l’imbarcazione, è stato salutato da un lungo abbraccio con ogni singolo componente dell’equipaggio. La prima a scendere è stata una donna, poi via via tutti i migranti hanno messo piede sulla terraferma. Dopo essere stati sottoposti a delle visite mediche, sono stati accompagnati all’hotspot di contrada Imbriacola. Le condizioni dei naufraghi sono state ritenute buone dal personale medico. Ad attendere sul molo alcuni contestatori, perlopiù simpatizzanti della Lega, molti dei quali hanno mosso delle dure critiche ai cronisti presenti.

Piccoli screzi si sono registrati tra pro e contro migranti. Una leggera tensione, subito rientrata, al momento in cui il gruppo di contestatori ha tentato di posizionare uno striscione con impressa la scritta “scafisti” e che è stata immediatamente rimossa. La situazione della Open Arms si è sbloccata dopo l’arrivo sull’isola del capo della Procura di Agrigento Luigi Patronaggio, il quale dopo un’ispezione a bordo ha disposto il sequestro preventivo dell’imbarcazione oltre allo sbarco immediato. L’ipotesi di reato configurato dalla Procura agrigentina, in questo momento a carico di ignoti, è quella di omissione o rifiuto di atti di ufficio, articolo 328 del Codice penale. La nave, a seguito del sequestro, raggiungerà nelle prossime ore il porto di Licata.

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