CONAD GRANDE VIAGGIO, TAPPA A SALERNO

Nell’area compresa tra Salerno e Napoli il cuore dell’industria conserviera del pomodoro Conad ha deciso di fissare il primo appuntamento dell’edizione 2019 del Grande Viaggio Insieme, che si tiene fino a domani nel capoluogo campano e affronta quest’anno il tema delle filiere agroalimentari.
Non è difficile immaginare perché il pomodoro in scatola sia tra i principali ambasciatori del tricolore all’estero. L’Italia è il secondo trasformatore al mondo dell’ortaggio, e il primo esportatore di polpe e pelati. Su circa 38 milioni di tonnellate di prodotto che ogni anno sul pianeta vengono destinate alla trasformazione, ben 5,5 sono coltivate e lavorate nel Belpaese. E di queste, circa il 60 per cento è destinato ai mercati esteri.
Per la tappa salernitana Conad ha affidato all’istituto di ricerca Aaster il compito di realizzare uno studio di tipo socio-economico sul comparto e sulle dinamiche che ne regolano il funzionamento, individuandone criticità, potenzialità e buone pratiche da imitare. Il lavoro sarà presentato oggi nel corso della tavola rotonda Dialoghi con le meraviglie del Paese al Teatro Augusteo, dove si partirà con il racconto delle evidenze emerse dall’indagine Aaster. Ricchissimo l’elenco dei contributi.

Dopo i saluti di apertura del sindaco Vincenzo Napoli, coordinati dalla giornalista Marianna Aprile, si confronteranno sul palco l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese, il sociologo e direttore Aaster Aldo Bonomi, il presidente Regione Campania Vincenzo De Luca. A raccontare la loro esperienza ci saranno Giuseppe Pagano, vice presidente del Consorzio NCO (Nuova Cooperazione Organizzata), Fabio Palo direttore commerciale di Finagricola, Antonio Ferraioli presidente e amministratore delegato de La Doria Spa e presidente Anicav (Associazione Nazionale Industriali Conserve Alimentari Vegetali di Confindustria) e Ettore Prandini presidente nazionale di Coldiretti. Saranno poi proiettati gli interventi video di Francesco Mutti, amministratore delegato della nota azienda di conserve, e di Giuseppe Savino, tra i fondatori di VaZapp, startup rurale di Foggia, esempio virtuoso di valorizzazione della filiera e di innovazione. Presenti anche gli studenti dell’istituto Alberghiero Roberto Virtuoso, con il dirigente scolastico Gianfranco Casaburi che avranno modo di esporre i progetti attivati a scuola. La serata proseguirà con una piccola degustazione di prodotti Sapori&Dintorni e con il concerto dal maestro Peppe Vessicchio e i Solisti del Sesto Armonico.

«Quello del pomodoro è uno dei comparti più rappresentativi dell’agroalimentare italiano, che coinvolge qualcosa come 160 mila persone lungo tutta la filiera. Come dimostra l’indagine che Conad ha commissionato all’istituto di ricerca Aaster, il settore presenta ancora molte criticità, e molto resta ancora da fare per risolvere inefficienze ed eliminare gli abusi, nonostante l’impegno crescente portato avanti da diversi soggetti», annota l’amministratore delegato di Conad Francesco Pugliese. «Con questo studio Conad vuole però mettere l’accento su ciò che di buono è stato fatto fino a oggi e su ciò che funziona, mostrando che gli attori possono mettere in pratica soluzioni sostenibili per creare valore lungo tutti gli anelli della catena, dal campo allo scaffale».
Per la sua indagine Aaster ha intervistato grandi aziende, cooperative, coltivatori e trasformatori, e oltre a scattare una fotografia della filiera ha raccolto pareri e buone pratiche, scavando a fondo tra i problemi di un settore assai complesso. Un comparto dove pesano la piaga del caporalato, ma anche l’incapacità per molte organizzazioni di produttori, di pianificare le produzioni e creare sistemi mutualistici per gli associati, utilizzando correttamente lo strumento dei finanziamenti comunitari. A queste grandi questioni si sommano altri temi, come la stagionalità del prodotto, o l’incapacità cronica dei produttori, specie nel Mezzogiorno, di abbandonare posizioni individualistiche per trovare piani d’azione comuni, meno costosi e più efficienti e sostenibili.

Indagando e raccogliendo le testimonianze sul campo, Aaster ha però trovato proposte ed esperienze positive, la dimostrazione concreta che con volontà, idee e impegno i grandi ostacoli che frenano uno sviluppo più equilibrato della filiera si possono superare.
Ne sono un esempio i diversi progetti locali avviati nel Sud Italia per ridurre l’impatto del caporalato, come Lavoro senza frontiere, il piano di integrazione dei lavoratori migranti nato in Capitanata dall’accordo tra la multinazionale Princes Industrie Alimentari di Foggia e la Caritas, che ha contribuito a stabilizzare una parte dei braccianti agricoli immigrati nel processo di trasformazione industriale. O le storie di cooperazione e inclusione come quella di Nco, consorzio d’imprese sociali che opera nel settore agricolo nelle terre di Gomorra, dando lavoro a ragazzi con disagio psichico.
Un caso virtuoso di collaborazione e valorizzazione della filiera è invece quello del foggiano Va’Zapp piattaforma di incontro tra agricoltori, aspiranti agricoltori, aziende ed esperti del settore, che ha l’obiettivo di dare vita a progetti di valorizzazione per i prodotti del territorio e promuovere servizi innovativi.

Anche la tecnologia può diventare elemento su cui costruire una filiera più trasparente, più equa e più sostenibile dal punto di vista economico e sociale. E sono proprio i protagonisti del comparto a proporre spunti interessanti sulle soluzioni da intraprendere, dalle “etichette narranti” all’utilizzo di tecnologie che forniscono garanzia di tracciabilità.

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