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	<title>La Barba al Palo di Italo Cucci Archivi - Italpress</title>
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		<title>Messi e CR7, i &#8220;soliti noti&#8221; brillano nel Mondiale più spettacoloso di sempre</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>Mondiali2026 al via, come e perchè l&#8217;Italia resta ancora a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:05:09 +0000</pubDate>
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		<title>Baldini ct e italiani di origine straniera, così l&#8217;Italia può rinascere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arriva la notizia: l&#8217;Italia Under 17 di Daniele Franceschini ha battuto a Tallinn il Belgio ai rigori ed è diventata campione d&#8217;Europa. Come nel 2024. Pochi minuti dopo, al 18&#8242; di Grecia-Italia, Pio Esposito ha reso omaggio agli azzurrini con il bel gol vittorioso che ha confermato il buon lavoro di Silvio Baldini definito &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva la notizia: l&#8217;Italia Under 17 di Daniele Franceschini ha battuto a Tallinn il Belgio ai rigori ed è diventata campione d&#8217;Europa. Come nel 2024. Pochi minuti dopo, al 18&#8242; di Grecia-Italia, Pio Esposito ha reso omaggio agli azzurrini con il bel gol vittorioso che ha confermato il buon lavoro di Silvio Baldini definito &#8211; ci sta anche questo nella sua turbinosa carriera &#8211; il ct ad interim a scadenza rapida: due impegni, tertium non datur. L&#8217;ospite dopo tre partite puzza. Meglio evitare. Può venir fuori uno scemo del villaggio che chieda la conferma alla guida della Nazionale e scoppia un casino che magari finisce per coinvolgere anche Abodi e Malagò. Fantascienza? No, nella primavera dell&#8217;82 un grande giornale mi definì lo scemo del villaggio. Perchè difendevo con le unghie e coi denti &#8211; quasi solitario &#8211; il ct Enzo Bearzot. E perchè continuavo a dire e a scrivere che saremmo diventati Campioni del Mondo. E così fu. Silvio, solo tu potresti far rinascere la Nazionale, oggi ti raccomando ct mentre i Grandi Incompetenti sono pronti a ingaggiare l&#8217;inutile Conte coprendolo di milioni: ci ha già provato, ha fallito. Come Spalletti. Come Gattuso. <br />Io sono&#8230;federale da sempre, dai tempi del pur criticatissomo Valcareggi. Dopo il Sudafrica 2010 mi permisi di segnalare la grave crisi della Nazionale. Accusavo da anni l&#8217;eccesso di giocatori esotici nei ruoli più importanti delle nostre squadre e mi piacque un&#8217;idea federale suggerita e sostenuta da Prandelli: arruolare fin dalle giovanili i ragazzi italiani di origine straniera. Non successe nulla, anzi, sempre peggio. Finchè&#8230;Le formazioni delle Under sono anche socialmente importanti. Prendi al volo la Under  di Baldini e capisci subito che gli allenatori di Coverciano fanno sul serio: lui ha un&#8217;Italia Open con numerosi &#8220;Balotelli&#8221; (citato come esemplare d&#8217;integrazione dal governatore di New York): Ahanor belga, Chiarodia tedesco, Ndour senegalese, Koleosho statunitense, Ekhator nigeriano, Fini ivoriano. Ragazzi italiani di origine straniera anche nella rosa di Daniele Franceschini e nelle altre Under. Il calcio è riuscito dove non sono riuscite le istituzioni politiche e sociali. <br />Italo.cucci@italpress.com</p>
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		<title>Mister Curriculum e la sua Giovane Italia, crescere a dispetto dei disfattisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:55:03 +0000</pubDate>
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		<title>Pozzo, Valcareggi e Bearzot, quelli senza curriculum proprio come Silvio Baldini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 11:04:02 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Eupalla e sirene: la notte che ha deciso tutto</title>
		<link>https://www.italpress.com/tra-eupalla-e-sirene-la-notte-che-ha-deciso-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invocato l&#8217;aiuto di Eupalla anche questo campionato è finito. Non senza emozioni, come insegna l&#8217;antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d&#8217;un fiato, la notizia: la Roma con Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l&#8217;adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Invocato l&#8217;aiuto di Eupalla anche questo campionato è finito. Non senza emozioni, come insegna l&#8217;antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d&#8217;un fiato, la notizia: la Roma con  Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l&#8217;adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la Cremonese con un poker. Il Milan e la Juve finiscono in Europa League. La Juve sfortunata protagonista dell&#8217;ultima puntata. Mancavano giusto gli incidenti di Torino per chiudere il campionato più confuso di sempre. Giorni e giorni a discutere come evitare eventuali incidenti per il derby di Roma, ecco improvvisamente una falla nella sicurezza a Torino. All&#8217;inizio ne esce ferita la Juve &#8211; soprattutto per quel tifoso portato in ospedale in codice rosso &#8211; la cui partita ha rischiato di non essere giocata. Spalti vuoti per violenza e paura. Poi al 23&#8242; &#8211; mentre gli altri giocavano la fase bollente dei cinquanta &#8211; un gol di Vlahovic, come una dolce vendetta del serbo perseguitato da tre allenatori, ha riaperto le braccia alla felicità. E adesso spazio alla giostra delle panchine. Conte e Spalletti su tutti. Cerchiamo di evitare il Conte Azzurro. Finirebbe come Spallettone. Finito? No, personalissimi complimenti al Lecce di Sticchi Damiani, Pantaleo Corvino, Eusebio Di Francesco e Lamek Banda. Ma questa è un&#8217;altra (bella) storia.<br />(Dicevo dei Cinquanta, direi il bello del calcio da raccontare minuto per minuto. Al 51&#8242; lo 0 a 2 del Como a Cremona; al &#8217;54 risponde la Cremonese, 1 a 2. Al 56&#8242; la Roma passa a Verona e suonan le campane. Al 56&#8242; batosta per il Milan, segna Rodriguez, 1 a 2 per il Cagliari. A Milano suonan le sirene.<br />&#8220;Era un presagio dolce e lusinghiero<br />Il Piave mormorò: &#8220;Non passa lo straniero&#8221;<br />Ho l&#8217;età per avere nostalgie scolastiche, quando ancora non era sicuro &#8220;il Canto degli Italiani&#8221; e ogni tanto fra i banchi o in gita ci si esibiva nella &#8220;Canzone del Piave&#8221;. Naturalmente non immaginavo  che un giorno ne avrei usato due versetti per una patriottarda battaglia calcistica ma in queste ore è risuonata una volta di più la richiesta disperata: la grande sfida per due posti nella futura Champions (Inter e Napoli già promossi) visto che nessuna squadra italiana è arrivata fino in fondo nel Continente, Europa League, Conference League e derivate comprese. Questo, dopo essere stati cacciati per la terza volta dal Mondiale. Eccomi, a gridare &#8220;Non passa lo straniero!&#8221; perchè mi ascolti Malagò , futuro leader del pallone, trovando il modo &#8211; c&#8217;è, sicuramente &#8211; di smettere di sprecare risorse plurimilionarie per ingaggiare campioni presunti e bufale certe. Con tanti giovani italiani appiedati, club e Nazionali demoliti.</p>
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		<title>Nel &#8220;mezzogiorno di fuoco&#8221; della Serie A spicca la decadenza della Juve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Milan e Nazionale, il corto muso non basta</title>
		<link>https://www.italpress.com/tra-milan-e-nazionale-il-corto-muso-non-basta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[State attenti. La sconfitta rimediata dal Milan &#8211; nonostante i due gol di Pavlovic e Nkunku trovati a fine partita e in Zona Var &#8211; non è solo un problema dei rossoneri, finanziatori compresi: è un attentato Nazionale. I padroni americani stanno cercando da tempo di nasconderlo, questo povero Milan, addirittura facendolo giocare a San [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>State attenti. La sconfitta rimediata dal Milan &#8211; nonostante i due gol di Pavlovic e Nkunku trovati a fine partita e in Zona Var &#8211;  non è solo un problema dei rossoneri, finanziatori compresi: è un attentato Nazionale. I padroni americani stanno cercando da tempo di nasconderlo, questo povero Milan, addirittura facendolo giocare a San Siro in maglia gialla; ma tentano soprattutto di scaricare Allegri alla Federazione, come fece Berlusconi con Matarrese quando decise di &#8220;liberare&#8221; Sacchi. I trombettieri di sponda Milan hanno già fatto sapere che il Max piacerebbe a Malagò. Se è per il corto muso e il realismo tattico piace anche a me, ma giù le mani dalla Nazionale, abbiamo pagato fin troppo gli errori dei federali illusi dai panchinari vip. Escluso il Lippi 2006 &#8211; che schierò un&#8217;Italjuve &#8211; e il Mancini Euro2021, ispirato da Azeglio Vicini e dal&#8230;covid, nessun Divo da cinquant&#8217;anni a questa parte ha vinto qualcosa, lasciando all&#8217;Under la difesa dell&#8217;orgoglio azzurro. Elenco i panchinari più famosi: Sacchi, Trapattoni, Donadoni, Prandelli, Conte, Ventura, Spalletti. Zero.<br />La palla adesso passa a Silvio Baldini, l&#8217;uomo dell&#8217;Under 21, e io gliela lascerei, almeno il tempo che occorrerà per ricostruire un&#8217;Italia degna del suo blasone. Presentato Allegri, applausi all&#8217;Atalanta che ha dato spettacolo a San Siro con i gol di Ederson, Zappacosta e Raspadori, il mio caro Giacomino. Leggo che Percassi vorrebbe al posto di Palladino Thiago Motta ma la verità è che qualcuno il degno sostituto di Gasperini vuole portarglielo via. E adesso scusatemi ma non sono di quelli che scesero in strada a gridare entusiasmo per Paris St Germain-Bayern 5 a 4. Per alcuni neofiti l&#8217;apoteosi del calcio moderno. S&#8217;erano persi Italia-Germania 4 a 3 del &#8217;70. Soprattutto non sapevano che &#8220;moderno&#8221; è un termine che s&#8217;usava già ai tempi dei Romani. E che in realtà certe goleade rispondono a una scarsa organizzazione della partita. E infatti il match di ritorno &#8211; gestito tatticamente con juicio &#8211; decise il successo del PSG con un 1 a 1 &#8220;pieno di giuoco&#8221;. Come si diceva ai miei tempi. Da quali porto anche il giudizio estetico ed emotivo naturale che mi fa sottolineare la bellezza di Parma-Roma, cento minuti di festa. Prima quella di Mandela Keita che, segnato il gol del 2 a 1, ha iniziato un ballo a distanza con la madre in tribuna, forse l&#8217;immagine più spontanea e felice prodotta nella giornata della mamma. Poi l&#8217;espressione guerriera di Donyell Malen che firma al minuto 101 la carica giallorossa dopo averla avviata al 22&#8242;. Faccio finta di apprezzare questo finale dedicato all&#8217;Europa anche se da sempre mi fanno ridere le tre squadre aggiunte oggi all&#8217;Inter come se avessero vinto qualcosa. A Napoli Conte è invitato a firmare il secondo posto con un Bologna disarmato, ma io non dimentico quel che mi disse un giorno lo sportivo eccellente Enzo Ferrari:&#8221; Il secondo è solo il primo degli ultimi&#8221;.</p>
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		<title>Marotta l&#8217;oro di Milano, lui e Chivu gli artefici dello scudetto dell&#8217;Inter</title>
		<link>https://www.italpress.com/marotta-loro-di-milano-lui-e-chivu-gli-artefici-dello-scudetto-dellinter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un tricolore che ricorda quello della stagione 1988-89 col Trap e Matthaus]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>San Siro ha festeggiato l&#8217;Inter vittoriosa sul Parma (1 a 0 di Thuram al 46&#8242;, doppiato da Mkhitarian all&#8217;80&#8217;) e il suo ventunesimo scudetto con una passione ch&#8217;è naturale ricchezza della Beneamata ma anche del suo tempio che mani profane vogliono abbattere. San Siro ha festeggiato l&#8217;Inter e il suo miracoloso scudetto nonostante i veleni che sono stati sparsi sul suo ultimo percorso da chi sognava di accoglierla nella Calciopoli della VAR. <br />Per dare subito un&#8217;identità a questo ventunesimo scudetto dell&#8217;Inter dirò che mi ha ricordato il tricolore da record di Trapattoni, campionato 1988-89, vinto con 4 giornate d&#8217;anticipo, star Lothar Matthàus. Lasciando a 11 punti il Napoli di Maradona.  Presidente Ernesto &#8220;Buonsenso&#8221; Pellegrini, ds Giancarlo Beltrami, anima Peppino Prisco.  <br />L&#8217;Inter di oggi è ristretta: allenatore Cristian Chivu, il primo giocatore che vince lo scudetto anche da allenatore; presidente Giuseppe Marotta, Ds Ausilio. E poeu pu. I quattrini chi li mette (e li incassa)? Dal 22 maggio 2024, il fondo statunitense Oaktree Capital Management che ha assunto il controllo del 99,6% delle azioni ex Suning. <br />Ma il bello di Marotta è che può governare da solo, spendendo energia, competenza (e soldoni altrui) da quando a 19 anni arrivò al Varese di Giovanni Borghi. Già. Non è un caso che il Beppe abbia reso al meglio da governatore di fiducia di grandi famiglie, dall&#8217;Atalanta di Percassi, alla Sampdoria di Garrone, alla Juve di Agnelli, all&#8217;Inter di&#8230;Sì, Moratti disse otto anni fa che l&#8217;avrebbe preso volentieri: &#8220;L&#8217;arrivo di Marotta sarà molto utile alla società. Ha esperienza e una conoscenza a 360 gradi del calcio e quindi credo possa essere utilissimo. E&#8217; un professionista, credo che gli sia stato utile lavorare a Torino e portare a casa tante vittorie. Poi sono i calciatori a portare a casa i risultati, speriamo che rinforzando la società i giocatori possano ottenere i risultati che l&#8217;Inter merita per quello che ha costruito&#8221;. <br />Già, i calciatori. Certo ha avuto fortuna, Marotta, trovando alla Pinetina, in splendida forma, Lautaro Martinez, senza dubbio il Bomber Scudetti, a oggi 263 partite con 131 gol. A parte gli allenatori vincenti di scudetti come Conte e Simone Inzaghi, l&#8217;uomo che ha inventato molti campioni (ma ha chiuso con la Juve per non &#8220;firmare&#8221; il mitico Cristiano Ronaldo), a Casa Inter ne ha portati, di Valorosi. Mostrando, contemporaneamente, di possedere la virtù di Moggi, bravissimo a vendere. Ultimo, ma non per importanza, Cristian Chivu. Quasi perfetto. Infatti i &#8220;nemici&#8221; sono riusciti a trovargli difetti solo nelle evoluzioni dialettiche, consentite e comunque dipendenti soprattutto da domande sciocche. Ci hanno messo mesi, i critici, prima di prenderlo sul serio. Marotta no. Gli ho chiesto chi gliel&#8217;ha suggerito, il mister giovane e vincente &#8211; il primo nerazzurro scudettato da giocatore e da allenatore &#8211; e mi ha risposto ridendo: &#8220;Marotta!&#8221;. L&#8217;oro di Milano.</p>
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		<title>Quando il Var spegne la passione del calcio</title>
		<link>https://www.italpress.com/quando-il-var-spegne-la-passione-del-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so voi. Io le ultime partite, culminate in Torino-Inter e Juve-Milan, le ho seguite con un certo disagio. Lo scandalo esploso nel weekend mi ha smontato. Non è ch&#8217;io segga in poltrona con bandierine, caccavella e putipù &#8211; neppur quando gioca l&#8217;amato ma ormai spento Bologna &#8211; ma ci metto curiosità e passione da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so voi. Io le ultime partite, culminate in Torino-Inter e Juve-Milan, le ho seguite con un certo disagio. Lo scandalo esploso nel weekend mi ha smontato. Non è ch&#8217;io segga in poltrona con bandierine, caccavella e putipù &#8211; neppur quando gioca l&#8217;amato ma ormai spento Bologna &#8211; ma ci metto curiosità e passione da oltre mezzo secolo. Sempre. Sì, il Napoli mi aveva già divertito con un pizzico di suspense, poi Genoa-Como &#8220;alla Cesc&#8221; m&#8217;è piaciuta, ma arrivato all&#8217;Inter ero già inquieto e per fortuna il vecchio Toro mi ha rinvigorito. Con fatica ho affrontato Juve-Milan. Ero pronto a raccontare l&#8217;ultima storia di Allegri, gran protagonista sulle due sponde, ma il gol pur legittimamente annullato dal VAR al 35&#8242; a Thuram mi ha spento. E ributtato<br />nelle miserie del passato. Dopo, ho visto una partita standard, accademica, con spruzzi di emozioni per giustificare il biglietto. Yildiz all&#8217;80&#8217;? Ma mi faccia il piacere, Lucio&#8230;<br />Qual è l&#8217;elemento più importante della partita di calcio? Una volta era il gol &#8211; bello o brutto che fosse &#8211; da oggi (terza e triste ripetizione) la credibilità. Che dovrebbe produrre fiducia. E reputazione. Una reputazione ahinoi pregiudicata. Con<br />ripetute sentenze di condanna che hanno realizzato Calciopoli, ovvero &#8220;un giro di corruzione e frode sportiva atto a pilotare<br />risultati. Il termine è usato anche per indicare la manipolazione del Campionato attraverso il controllo degli arbitri&#8221;. E ci<br />siamo. Senza risalire alla preistoria degli imbrogli, nel 2006 fu protagonista la Juventus, e pagò. L&#8217;odierna denuncia,<br />scaturita dall&#8217;ennesima leggerezza della magistratura che consente la perversione dell&#8217;Indagato in Accusato, tira in ballo<br />l&#8217;Inter, come se il ventennale rosicare degli juventini avesse raggiunto lo scopo. Ma a parte il fatto che escludo per principio la colpevolezza dell&#8217;arbitro Rocchi e dell&#8217;Inter il nuovo caso è gravissimo perchè coinvolge la VAR, un sistema realizzato per<br />sicurezza e giustizia oggi rivelatosi come facile vittima di manipolazioni. Con una parola. Con uno sguardo. Nella mia campagna quasi solitaria contro la VAR ne ho denunciato l&#8217;irrilevanza sul piano decisionale con un primissimo intervento ai tempi del presidente federale Tavecchio al quale dissi pubblicamente che non poteva esistere uno strumento di<br />estrema sicurezza se a gestirlo fossero comunque degli uomini. Oggi aggiungo, dopo che la categoria è stata ridicolizzata da quel mezzo, ch&#8217;è peggio ancora la gestione della VAR affidata al mondo arbitrale da sempre avvelenato da gelosie e invidia. E dal denaro. Attualmente, un arbitro di Serie A guadagna circa 90.000<br />fissi annui più circa 4.000 a partita, mentre i VAR ricevono compensi minori, pari a circa 1.700. Prima erano praticamente dilettanti. Son diventati professionisti &#8211; tenetevi! &#8211; dopo Calciopoli 2006. Il lavacro. L&#8217;acqua non manca. Avanti il prossimo. Costerà di più?</p>
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		<title>Giochi Champions quasi finiti, De Rossi rimpianto Roma</title>
		<link>https://www.italpress.com/giochi-champions-quasi-finiti-de-rossi-rimpianto-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;era una volta Juve-Bologna. Se si giocava la domenica, il sabato sera il presidente rossoblù in carica aveva la sua quasi immancabile consolazione: cena con l&#8217;Avvocato, paillard, insalatina e una tazzina di caffè. Soddisfatto Giuseppe Gazzoni &#8211; menù nobile che trovai anche a casa sua &#8211; Luciano Conti, operaio imborghesito, chiese anche un&#8217;aranciata. La domenica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta Juve-Bologna. Se si giocava la domenica, il sabato sera il presidente rossoblù in carica aveva la sua quasi immancabile consolazione: cena con l&#8217;Avvocato, paillard, insalatina e una tazzina di caffè. Soddisfatto Giuseppe Gazzoni &#8211; menù nobile che trovai anche a casa sua &#8211; Luciano Conti, operaio imborghesito, chiese anche un&#8217;aranciata. La domenica, immancabile sconfitta. Ma era grande calcio e la Juve Gran Signora. A modo suo. Ieri sera il Bologna ormai poco Italiano (a parte i tre indigeni ormai inservibili presentati all&#8217;inizio, proprio come la Juve) ha fatto lo sparring partner, e molto bene, visto che Spalletti ha potuto offrire ai suoi ammiratori due gol (David fulmine dopo un minuto, Thuram beffardo al 56&#8242;) una bella partita. Finta ma bella. Tre punti per la Champions. Probabilmente insieme al Milan, al Napoli e alla Beneamata. Bravo Lucio. Oh come ci siamo divertiti.<br />L&#8217;Inter virtualmente tricolore ha lasciato solo la Zona Europa, ma rispetto ai bei tempi la lotta per un posto nella Champions tristemente ridimensionata sembra sottotono. Là dove abitualmente può far danno la stanchezza, con i relativi danni fisici, oggi manca soprattutto la fiducia. L&#8217;aria che tira è quella di un altro squallido &#8220;tutti a casa&#8221;. E dire che quando a metà anni Novanta si decise di abolire l&#8217;unica, vera, effettiva Coppa dei Campioni la riforma (parolaccia troppo in uso da queste parti) fu decisa per orgoglio e per lucro. L&#8217;orgoglio di poter salire a fine torneo sul podio, la moltiplicazione di incassi in una giostra fruttasoldi. O mangiasoldi, come si è visto. Perchè i pur celebrati allenatori d&#8217;Italia, incapaci di scoprire e lanciare talenti nazionali, s&#8217;affidano a manager che s&#8217;inventano Pippe &#038; Bufale con l&#8217;ottusa benevolenza di certa critica. Arrivo a immaginare che non tutti i presidenti, in questi giorni, sognino un posto in Champions. Il fallimento stagionale è commentato dai perdenti in un solo modo: &#8220;Alla mia squadra sono mancati giocatori di valore&#8221;. E i presidenti pagatori sanno già cosa vuol dire valore: non capacità, solo euro milioni.<br />Per finire, un pensierino alla coda: complimenti a Daniele De Rossi, salvatore del Genoa. Visto quel che succede alla Roma fra Gasperini e Ranieri sarebbe stato meglio tenerselo&#8230;<br />italo.cucci@italpress.com</p>
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		<title>L&#8217;Inter doma e ribalta l&#8217;esotico Como e vede il tricolore</title>
		<link>https://www.italpress.com/linter-doma-e-ribalta-lesotico-como-e-vede-il-tricolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Lautaro e Politano, il calcio italiano si interroga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Inter ritrova Lautaro, i suoi gol, e straccia la Roma. Pasqua senza sorprese, il Napoli in Pasquetta si porta a sette punti, esalta Politano, l&#8217;italiano sicuro. E in poche ore di festa &#8220;privata&#8221; fingiamo di dimenticare il lutto Nazionale. Il radiocronista &#8211; ch&#8217;io sempre seguo davanti alla tv &#8211; sintetizza con due nomi non solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Inter ritrova Lautaro, i suoi gol, e straccia la Roma. Pasqua senza sorprese, il Napoli in Pasquetta si porta a sette punti, esalta Politano, l&#8217;italiano sicuro. E in poche ore di festa &#8220;privata&#8221; fingiamo di dimenticare il lutto Nazionale. Il radiocronista &#8211; ch&#8217;io sempre seguo davanti alla tv &#8211; sintetizza con due nomi non solo una partita, Napoli-Milan, ma il calcio del Bel Paese:&#8221;Ecco, scendono  in campo anche loro, De Bruyne e Modric, due calciatori, due campioni, due monumenti carichi di trofei&#8230;il Maradona esulta&#8230;&#8221;. E&#8217; un momento cinematografico, &#8220;Da qui all&#8217;eternità&#8221;, ma è pura retorica. Capirei se fossi io, che li ho visti giovani e forti, a godere nel Jurassic Park, no, sono i critici dell&#8217;ultim&#8217;ora che se li godono, a Napoli come a Milano, disinteressati agli italiani, al destino di Vergara, spacciato per bocia &#8211; avrebbe detto Rocco &#8211; ma già maturo, e di Camarda, infortunato a Lecce, ritornato al Milan, forse smarrito. Comunque merito di Allegri se il cronista descrive un&#8217;effettiva collaborazione  fra il quarantenne Modric e il ventenne Bartesaghi. Così sono arrivato al dunque, alla Nazionale. Per giustificare la vergogna dell&#8217;addio al Mondiale &#8217;26 sento dire che tanto ormai gli italiani non amano più l&#8217;Azzurra, si esaltano solo per la propria squadra in campionato: fosse vero, li capirei, visti i disastri messi in scena per dodici anni da una Federcalcio esautorata dalla Lega. Non è vero, lo conferma lo psicodramma mediatico che ha gonfiato quotidiani, telegiornali, social e politica. Per non dire lo tsunami di commenti spesso insopportabili per stupidità, banalità o incompetenza. Mi soddisfa, in attesa della New Way Malagò, la decisione di affidare il ruolo di traghettatore a Silvio Baldini (secondo me il miglior ct su piazza) dandogli la panchina per le prossime amichevoli, ma con giudizio. Un autorevole foglio quotidiano propone &#8220;Due mesi senza ct. Dalla Bosnia alla doppia amichevole con Lussemburgo e Grecia a giugno: due mesi persi, perchè il ct che siederà in panchina sarà un traghettatore. Un ct ad interim. Potrà anche vincere 10-0 entrambe le partite, ma quello vero arriverà a fine giugno, scelto nella ristretta lista dei big da Nazionale&#8221;. I big da Nazionale che non hanno mai vinto, escludendo Lippi che nel 2006, non voluto dai maestrini dalla penna rossa, vinse con l&#8217;Italjuve. <br />Di Baldini so una cosa, chiederà di lavorare con la sua Under 21 reduce dalla vittoria esterna per 4-0 sulla Svezia. Gli azzurri di Gattuso li lascerà a casa tutti tranne l&#8217;under 21 Marco Palestra. Lancio per lui lo slogan di Pier Capponi:&#8221;Voi sonerete le vostre trombe, noi soneremo le nostre campane&#8221;.</p>
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		<title>Malagò presidente giusto per la rinascita con competenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 16:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Italo CucciMi dicono che per la presidenza della Federcalcio è fatta per Giovanni Malagò. E ci credo. Non può esistere &#8211; se non nell&#8217;immenso bar sport vociferante che nelle disgrazie s&#8217;affolla di consigliori, guitti, nani e ballerine &#8211; chi non lo ritenga opportuno. Anzi indispensabile. Altri nomi sono frutto di fantasia o di privato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Italo Cucci<br />Mi dicono che per la presidenza della Federcalcio è fatta per Giovanni Malagò. E ci credo. Non può esistere &#8211; se non nell&#8217;immenso bar sport vociferante che nelle disgrazie s&#8217;affolla di consigliori, guitti, nani e ballerine &#8211; chi non lo ritenga opportuno. Anzi indispensabile. Altri nomi sono frutto di fantasia o di privato livore. Gli è stato impedito di cogliere in veste di Presidente del Coni il meritato successo per la magistrale realizzazione dei Giochi Invernali, è inevitabile affidargli non dico la salvezza ma la ricostruzione del calcio italiano. Non solo della Nazionale che è fallita perchè ignorata dalla Lega Padrona oggi istigatrice dell&#8217;eterno alibi di Roma Ladrona. Circola addirittura l&#8217;idea che in fondo non sia successo quel dramma annunciato dai titoloni e dalle grida perchè per fortuna torna il campionato e le disgrazie azzurre vanno in sottordine. Traduzione: l&#8217;Italia non è più amata. Arrivano sulla scena del teatro dei Burattini anche gli psicologi che vaticinano la fuga dei piedi e dei cervelli giovani. Ma non è colpa della Nazionale. Loro guardano il tennis e vedono Sinner vittorioso. S&#8217;avvicinano alla Formula 1 e colgono la felicità del coetaneo Antonelli. Seguono curiosi il rombo dei motori e incontrano Bagnaia, Bezzecchi e tant&#8217;altra gioventù. Perchè seguire uno sport spalmato nella settimana e ritornato al possesso esclusivo degli sciagurati riccastri?<br />E allora io credo che sia arrivato il momento di bloccare la minzione ideologica. Ho sentito Allegri &#8211; fra l&#8217;altro indiziato di panchina azzurra &#8211; parlare di affidare la Rinascita ai ruoli di competenza quand&#8217;è chiaro che si tratta di asili d&#8217;incompetenza. Ricchi, poveri, geni e scemi son tutti presenti, come nel &#8217;58, prima esclusione dai Mondiali che ottenne la mitica sentenza di Giulio Onesti. Ho sentito anche De Rossi sostenere il contrario, chiedere silenzio, lavorare e basta. Bravo, quello che affligge e spaventa i padroni del vapore è il lavoro. Fidatevi di uno che nell&#8217;82 sposò la dottrina di Bearzot e gioì insieme a lui per la vittoria; e che nel 2006, respinta la richiesta delle penne rosse perchè l&#8217;Italia restasse a casa, colse insieme a Lippi e un gruppo di campioni un successo incredibile. <br />I predicatori di sventura sono tanti, parla un nesci qualunque e titolano &#8216;Così parlò Zarathustrà. Poi ci son quelli che attribuiscono ogni guaio a Gravina, il capro espiatorio. Arriverà il suo dossier e si leggeranno &#8211; documentate &#8211; le responsabilità dei club, del presunto sindacato calciatori e del governo che avrebbe approvato provvedimenti di legge per distruggere il calcio non avendo competenza in materia. E&#8217; arrivata la politica, amici miei, a far danni insieme ai tanti dilettanti allo sbaraglio. E contro gli eccessi politicanti serve solo chi nello sport ha già dimostrato capacità manageriale. Viene dal virtuoso Olimpo dei Giochi ma conosce il Verbo di Boniperti che da tifoso non ha amato: vincere è l&#8217;unica cosa che conta. Benvenuto Malagò.<br />Buona Pasqua a tutti.</p>
<p>PS &#8211; Un&#8217;altra volta parleremo del CT. Per ora buon lavoro al traghettatore Silvio Baldini: la sua Under 21 avrebbe sconfitto la Bosnia.</p>
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		<title>Ciao America e ciao Mondiale, in 20 anni dissipato l&#8217;oro della storia azzurra</title>
		<link>https://www.italpress.com/ciao-america-e-ciao-mondiale-in-20-anni-dissipato-loro-della-storia-azzurra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;Italia va, il primo passo verso il Mondiale è fatto</title>
		<link>https://www.italpress.com/litalia-va-il-primo-passo-verso-il-mondiale-e-fatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non è finita finchè non è finita!&#8221; (&#8220;It Ain&#8217;t Over &#8216;til It&#8217;s Over &#8220;) by Lawrence Peter &#8216;Yogì Berra. Tonali al 56&#8242;, Kean all&#8217;80&#8217;. Vittoria ritrovata dopo lunghe stagioni di pena. Vittoria che subito cancella l&#8217;incubo di Belfast del 1958, quando gli irlandesi del Re ci negarono il Mondiale di Svezia. E&#8217; un&#8217;Italia che va, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non è finita finchè non è finita!&#8221; (&#8220;It Ain&#8217;t Over &#8216;til It&#8217;s Over &#8220;) by Lawrence Peter &#8216;Yogì Berra. Tonali al 56&#8242;, Kean all&#8217;80&#8217;. Vittoria ritrovata dopo lunghe stagioni di pena. Vittoria che subito cancella l&#8217;incubo di Belfast del 1958, quando gli irlandesi del Re ci negarono il Mondiale di Svezia. E&#8217; un&#8217;Italia che va, il primo passo verso il Mondiale è fatto. Un&#8217;altra sfida con la Bosnia (vittoria ai rigori sul Galles) e poi&#8230; Grazie Ringhio, l&#8217;ho promesso. Ci voleva un umile col cuor di leone per ridarci il diritto a esibire quattro stelle offuscate da due tornei perduti senza combattere. All&#8217;inizio un&#8217;Italia non spaventata ma incerta. Poi ha cominciato a costruire la vittoria un&#8217;Italia bifronte: da una parte il volto ringhioso di Gattuso, dall&#8217;altra la faccia da gol di Tonali che ha scelto &#8211; parola sua &#8211; di somigliare al ct. Direte: dove? Nella grinta che può favorire sembianze da guerriero o da killer.<br />Nella concretezza che Rino veste di rudezza e Sandro di eleganza. Volendo, li unisce anche un tocco di scuola britannica, Gattuso che cresce nei Rangers a Glasgow, Tonali che si completa al Newcastle. <br />L&#8217;ex milanese esiliato in Inghilterra era il più atteso, anzi, era diventato indispensabile rappresentante di un calcio di qualità che faticava ad esibire il resto della squadra. Ma non è stato facile cogliere il successo, il che incoraggia ad affrontare i prossimi avversari, sicuramente arditi nello spirito, inferiori nel gioco. Bergamo è stata calda come Roma, come Napoli anche se la morte beffarda aveva appena rubato a lei e all&#8217;Italia Beppe Savoldi, un bomber storico. E un amico. Grazie Beppegol, ti ho sentito con noi.</p>
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		<title>Gattuso, vai e vinci. Nessuno ti può giudicare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha parlato Rino Gattuso. &#8220;E&#8217; la partita più importante della mia carriera, mi gioco tanto. Sono giovane e ho un Paese sulle mie spalle. Sono sette mesi che tutti i giorni mi sento dire &#8220;mister portaci al Mondiale&#8221;. La pressione c&#8217;è ma è una pressione a cui sono abituato da tantissimi anni&#8221;. L&#8217;ho ascoltato sorridendo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha parlato Rino Gattuso. &#8220;E&#8217; la partita più importante della mia carriera, mi gioco tanto. Sono giovane e ho un Paese sulle mie spalle. Sono sette mesi che tutti i giorni mi sento dire &#8220;mister portaci al Mondiale&#8221;. La pressione c&#8217;è ma è una pressione a cui sono abituato da tantissimi anni&#8221;. L&#8217;ho ascoltato sorridendo. M&#8217;è tornato in mente Montanelli che nei lontani Cinquanta raccontò di quelli che andavano dal Re, dal Duce, dal presidente Einaudi &#8211; lo fece Mussolini e dopo la Liberazione lo ribadì Ferruccio Parri &#8211; portandosi l&#8217;Italia sulle spalle (o altrove). Ma ha ragione, sono con lui e non lo disturbo. Ha parlato serenissimo &#8211; Dio l&#8217;aiuti &#8211; e subito dopo un giornalista (?) ha detto: &#8220;Lo giudicheremo dopo la partita!&#8221;. E&#8217; un triste modo di dire molto ascoltato, in questi giorni, al quale mi oppongo con fermezza. Sarà giudicato? Da chi? Da qualche criticonzo che galleggia nell&#8217;azzurro mar da decenni, impunito, perseverante mozzo della scombussolata navicella italiana? O da quelle signorinelle che parlano di Irlanda del Nord-Italia come se fosse una sfilata di Dolce &#038; Gabbana? Noi, sempre, campioni d&#8217;incompetenza e disfattismo. Dice una &#8211; vocetta carina &#8211; che ce la faremo perchè &#8220;l&#8217;Irlanda del Nord  tira solo dei calcioni, mentre noi&#8230;&#8221;. Sa cosa ci dico io? Che il 15 gennaio del 1958, nell&#8217;odiosa Belfast (ci son tornato con la Juve, in Coppa dei Campioni, un inferno di armati fino ai denti) l&#8217;Irlanda del Nord ci sconfisse 2-1 in una partita di spareggio e ci vietò di andare al Mondiale di Svezia che vidi in tv solo perchè c&#8217;era Pelè. Io mi sono divertito per anni a usare i film per titolare i pezzi e nei primi anni d&#8217;attività mi son servito dell&#8217;intera produzione di Andrè Cayatte &#8211; famoso regista francese dei Cinquanta &#8211; per cominciare a raccontare le avventure della Nazionale. In quel &#8217;58 diventai giornalista e fui subito colpito dalla notizia-bomba: l&#8217;Italia esclusa dal Mondiale. Commento di Vittorio Pozzo per La Stampa: &#8220;Una Nazionale irrazionale che non ha tenuto il ritmo degli avversari&#8221;. Commento di Brera: &#8220;Foni è un pirla. Ha sempre vinto con l&#8217;Inter facendo catenaccio, s&#8217;è fatto qualunquista e ha affrontato l&#8217;Irlanda con quattro punte&#8221;. E che punte. Finì 2-1: gol di McIlroy e Cush, e uno per gli azzurri, di Da Costa. Un italiano brasiliano. Ghiggia invece era uruguagio come Schiaffino, poi Montuori, bomber argentino. Chiesi di Bean, un altro goleador, al mio amico Pivatelli, puntero di qualità che c&#8217;era, a Belfast: &#8220;Xe veneto anca lu&#8221;. Ma secondo moda del tempo (stranieri oriundi a gogò) Foni aveva messo insieme lo squadrone della disfatta. Il pres del Coni, Giulio Onesti, s&#8217;indignò e disse a Rizzoli, Mondadori, Agnelli, Lauro, Dall&#8217;Ara: &#8220;Ricchi scemi&#8221;. Io titolai &#8211; da Cayatte &#8211; &#8220;Giustizia è fatta&#8221;. Ma col tempo conobbi meglio la mia categoria. L&#8217;aria del tempo avevano cancellato i &#8220;duceschi&#8221; mondiali di pizzo, &#8217;34 e &#8217;38. Tanti anni dopo, altri disfattisti guidati da Belle Gioie, mal digerito il Mondiale dell&#8217;82 infangarono anche il titolo del 2006. E l&#8217;Europeo del 2021? Covid. Due volte fuori dai Mondiali? Semplice. Titolo di Cayatte: &#8220;Siamo tutti assassini&#8221;. Dice Gattuso: &#8220;Per vincere servono testa e gambe, loro fanno pochissime cose ma credono tantissimo in quello che fanno&#8221;. Loro. Rino, vai e vinci, se puoi. Certo lo vuoi. Stiamo insieme fino in fondo. Nessuno ti può giudicare.</p>
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		<title>Il romanzo scudetto e un finale da scrivere, ma ora&#8230;speranze azzurre</title>
		<link>https://www.italpress.com/il-romanzo-scudetto-e-un-finale-da-scrivere-ma-ora-speranze-azzurre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 12:05:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<title>La notte della Lazio: Milan ko e polemiche sul Var</title>
		<link>https://www.italpress.com/la-notte-della-lazio-milan-ko-e-polemiche-sul-var/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Lazio-Milan, uno tsunami di retorica, un&#8217;insalata di pseudo sentimenti e si gioca all&#8217;Olimpico una partita bellissima con la gente &#8216;daalaziò precedentemente assente. Ma quel che conta è che c&#8217;è la squadra di Sarri, in grande spolvero come in altre occasioni con un portiere fenomeno, il ventunenne Edoardo Motta che para tutto quel che il Milan [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lazio-Milan, uno tsunami di retorica, un&#8217;insalata di pseudo sentimenti e si gioca all&#8217;Olimpico una partita bellissima con la gente &#8216;daalaziò precedentemente assente. Ma quel che conta è che c&#8217;è la squadra di Sarri, in grande spolvero come in altre occasioni con un portiere fenomeno, il ventunenne Edoardo Motta che para tutto quel che il Milan spara con furore. E il gol bello e decisivo di Isaksen. Il ritrovato calore del popolo ha fato il resto, attribuendo alla Lazio un ruolo nuovo: giustiziera della notte. Così ferisce il Milan, lo blocca e restituisce all&#8217;Inter quel che la VAR le aveva rubato l&#8217;altra sera. Benedetto quel lettore che due anni fa, quando il Como fu promosso in A, mi avvertì:&#8221;Lo segua, vedrà un bel calcio&#8221;. Premessa: una squadra importante è quella che fa giocar bene anche l&#8217;avversaria. La Roma è andata felicemente in vantaggio, purtroppo (si fa per dire) spingendo il Como a reagire con la somma di attenzione e genialità già rivelata: passione per la verticalità, capacità di regressione fulminea, accortezza difensiva, quasi &#8220;italica&#8221;. E Nico Paz. Gli perdòno gli inizi &#8220;dal basso&#8221;. Cesc diventerà più sicuro e brillante. La Roma, pur piacevole, ha un solo problema: Malen ha bisogno di aiuto, Pisilli ci prova ma non basta. <br />Per la prima volta, dopo essermi sintonizzato su Como-Roma, mi sono soffermato sulle immagini &#8211; offerte prima della partita &#8211; del centro VAR di Lissone, cuore tecnologico della Serie A dal 2021. Da questa sede si gestiscono in tempo reale le immagini di tutte le partite di Serie A. A tutto ciò corrisponde la peggior stagione degli arbitri italiani, depotenziati e spesso ridicolizzati dallo strumento che oggi li destituisce episodicamente in attesa dell&#8217;Arbitro Robot del prossimo futuro. L&#8217;occasione di parlarne, oggi, è l&#8217;ultimo sgarbo riservato all&#8217;Inter nel derby con l&#8217;Atalanta. <br />I giudici dei moviolisti concordano: sarebbe stato corretto concedere un calcio di rigore all&#8217;Inter. Chivu ha protestato, è stato espulso. O.F.R. (On-Field-Review) è l&#8217;acronimo del nuovo giudice tecnologico. Una burla, il mondo arbitrale declassato.  Io sono cresciuto con l&#8217;avvocato Alberto Barbè (Novara, 1924-2002), una figura centrale della giustizia sportiva italiana che ha ricoperto il ruolo di Giudice unico della Federcalcio  per ben 27 anni. Gravina non lo ha conosciuto, se vorrà gliene parlerò.</p>
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		<title>Segnali di stanchezza Inter nel derby, Milan a -7 sognando la 2^ stella</title>
		<link>https://www.italpress.com/segnali-di-stanchezza-inter-nel-derby-milan-a-7-sognando-la-2-stella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2026 12:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quelli della Juve il giorno della Donna &#8211; anzi della Signora &#8211; l&#8217;hanno felicemente anticipato al 7 marzo con la clamorosa vittoria sul disperato Pisa; i bauscia hanno celebrato l&#8217;8 a San Siro, in Casa Milan, soffrendo insieme alla Beneamata, sconfitta e riesposta al pubblico ludibrio per l&#8217;ennesima &#8220;carezza&#8221; di Bastoni al nemico Rabiot, uscito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quelli della Juve il giorno della Donna &#8211; anzi della Signora &#8211; l&#8217;hanno felicemente anticipato al 7 marzo con la clamorosa vittoria sul disperato Pisa; i bauscia hanno celebrato l&#8217;8 a San Siro, in Casa Milan, soffrendo insieme alla Beneamata, sconfitta e riesposta al pubblico ludibrio per l&#8217;ennesima &#8220;carezza&#8221; di Bastoni al nemico Rabiot, uscito in barella. Chivu prudentemente ha fatto uscire anche lui, protagonista di un &#8220;giallo&#8221; a puntate, e ha invocato Frattesi, ma l&#8217;Inter ha lanciato segnali di stanchezza malcelata con la rudezza di molti interventi difensivi. Marcatura o uomo, catenaccio d&#8217;antan. Inutilmente. Non è riuscita ad annullare il bellissimo gol realizzato con un fulminante sinistro del mitico Estupinan al 35°. Beffa al 93&#8242;, il pareggio segnato a gioco fermo. E ancora un infelice derby con il Milan di Max che adesso, a -7, sogna la seconda stella. Magari firmata Modric il Divino. Il resto è Zona Champions, la lotta di chi ha usurpato la mitica Coppa dei Campioni. E così la caduta della Roma sul campo dell&#8217;antico Genoa è trattata soprattutto come occasione mancata da Gasperini alla ricerca del quarto posto, oggi minacciato davanti dal Como, dietro dalla Juve. <br />E invece &#8211; se l&#8217;avete visto in faccia mentre vittorioso lasciava il campo &#8211; è stato il giorno di Daniele De Rossi. Un guerriero che non spreca sorrisi perchè ha un tumulto nel cuore: ha sconfitto e danneggiato la sua &#8220;Magica&#8221; che non si è fidata di lui, l&#8217;ha congedato mentre una parte del popolo giallorosso l&#8217;incoraggiava, definendolo &#8220;non all&#8217;altezza&#8221; della Roma. E lui se n&#8217;è andato col cuore infranto, sì, ma deciso ad affrontare un grave impegno, la salvezza del Genoa, per dimostrare quel che vale. Ci sta riuscendo e per i rossoblù pionieri del folber &#8211; Brera docet &#8211; è tornato Capitan Futuro. <br />Questa è una favola, l&#8217;altra è quella di De Bruyne il cui ritorno ha trasformato in evento il successo del Napoli con il Torino. Doveva essere l&#8217;Uomo Scudetto, è tornato dopo 28 partite saltate, Conte l&#8217;ha richiamato dalla panchina, il popolo azzurro ha iniziato ad alzarsi in piedi e non appena lo speaker ha annunciato il suo ingresso in campo dal Maradona s&#8217;è levato un grido solo: &#8220;De Bruyne&#8221;. E la favola continua. <br />Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)<br />(ITALPRESS).</p>
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		<title>Inter marcia scudetto, che spettacolo fra Roma e Juve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 12:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Credete alle profezie? Mi diceva un amico filosofo &#8211; non è giornalista, nè opinionista -: &#8220;Adesso che l&#8217;Inter ha praticamente vinto lo scudetto, possiamo finalmente vedere e commentare calcio vero, ripulito dalle scorie della classifica&#8221;. Un antico direttore mi avrebbe impedito di scrivere una tale bestialità: mai mollare, mai mettere in dubbio il risultato finale, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Credete alle profezie? Mi diceva un amico filosofo &#8211; non è giornalista, nè opinionista -: &#8220;Adesso che l&#8217;Inter ha praticamente vinto lo scudetto, possiamo finalmente vedere e commentare calcio vero, ripulito dalle scorie della classifica&#8221;. Un antico direttore mi avrebbe impedito di scrivere una tale bestialità: mai mollare, mai mettere in dubbio il risultato finale, bisogna tener vivo il campionato. E il lettore. Sabato sera, in realtà, non ho goduto la partita del Bentegodi solo perchè il Napoli ha fatto di tutto per tenere acceso un lumicino almeno per la Champions, no, mi è piaciuto il Verona combattente con il pareggio di Akpa Akpro dopo Hojlund, e la super difesa fino al gol del resuscitato Lukaku, al 97&#8242;. Per dire il bello del calcio. <br />Ci stavo pensando da solo, poi m&#8217;è tornata in mente per forza Verona-Napoli 3 a 1, prima giornata del 16.09.1984: esordio di Maradona in Serie A, gol di Briegel, Galderisi e Di Gennaro contro la firma solitaria di Bertoni. Scrissi che Briegel stava addosso a Diego come un cappotto. Da una parte c&#8217;era Bagnoli, fu suo lo scudetto. Dall&#8217;altra Rino Marchesi che ci ha lasciato da poche ore e rende il ricordo non solo triste ma sereno, com&#8217;era lui. Anche il Ferragosto dell&#8217;84, quando raggiunsi il Napoli a Reggiolo, dov&#8217;era in ritiro, per la prima intervista italiana al Pibe de Oro che si mangiava le unghie, spaventato. Dissi a Rino: &#8220;Bello avere Diego&#8221;. E lui: &#8220;Una bella responsabilità&#8221;. E infatti non vinse. Ma aveva già portato prima aria nuova al Napoli con un quasi scudetto nell&#8217;81. Fu anche all&#8217;Inter, poi alla Juve di Boniperti che gli affidò Platini. Diego e Michel, il bello del calcio. Ciao Rino.<br />E adesso cosa faccio? Torno in pista a raccontar favole. Questo è il campionato, dal 23 agosto al 24 maggio (quando canterò ancora, inutilmente, &#8220;Non passi lo straniero!&#8221;). Non è &#8211; ho parlato di  cantare &#8211; il Festival di Sanremo, una settimana e via. A proposito, Sal Da Vinci &#8211; grande tifoso del Napoli &#8211; s&#8217;è messo avanti per un successo insieme ma non ha trovato Conte. Io lo conoscevo bene, Sal, abbiamo fatto campagne pubblicitarie insieme per il giornale &#8220;Roma&#8221; che l&#8217;aveva già battezzato una ventina d&#8217;anni fa. Torno all&#8217;Inter che lascio alla gioia forzata per la marcia scudetto. Fuori dalla Champions con il Bodo non è una vergogna come dicono gli incompetenti, resta comunque il fatto che s&#8217;associa a tutte le altre contendenti italiane sparite insieme a lei. Con titoli roboanti per la Dea che ha massacrato il Borussia Dortmund e poi, tornata Atalanta, si è fatta battere dal Sassuolo. <br />Prima di sera il Milan ha battuto la Cremonese spendendo i gol di Pavlovic e Leao negli ultimissimi minuti. Complimenti a Max l&#8217;Incompreso ma dieci punti dalla Beneamata affliggono i rossoneri. Con sette &#8211; dice la storia &#8211; si può fare; così ci deve andare nella Coppa dei Campioni riservata a tre perdenti su quattro. <br />E allora divertiamoci con Roma-Juve. Bella partita, la vivo in diretta, come se fossi lì, senza condizionamenti mentali, sì, c&#8217;è di mezzo la Zona Champions ma le due signore possono confrontarsi con la storia, con i giorni di Boniperti e Viola, di Totti e Del Piero. E i due goleador che si presentano per primi &#8211; Wesley al 39&#8242; con un gol a giro portentoso e Conceiçao al 47&#8242; con un&#8217;altra magia &#8211; cercano di esserne degni. Al 54&#8242; Evan N&#8217;Dicka, ottimo lavoro di Pellegrini e Pisilli, l&#8217;Olimpico esplode per loro, 2-1. Per tutti, please, è una rara partita vera. Vuole chiuderla Malen. Un 3 a  1 prodigioso. Da olandese d&#8217;antan. Ma la Juve non molla e al 77&#8242; è il 3 a 2 realizzato da Boga. Un gol più bello dell&#8217;altro. Emozioni a gogò. E infatti Gatti fra 3 a 3 al 93&#8242;. La partita più bella dell&#8217;anno (nuovo). Grazie ragazzi. Grazie Gasperson e Spallettone.</p>
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		<title>La grande fuga dell&#8217;Inter onora la chiusura dei Giochi Invernali</title>
		<link>https://www.italpress.com/la-grande-fuga-dellinter-onora-la-chiusura-dei-giochi-invernali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 12:05:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La grande fuga dell&#8217;Inter onora la chiusura dei Giochi d&#8217;Inverno, il record delle trenta medaglie, le Donne d&#8217;Oro, la grande organizzazione voluta da Malagò e la città di Milano (tradita solo dal Milan). Sognavo un turno di campionato &#8220;pulito&#8221; perchè il calcio-fango non fosse ulteriormente accostato ai Giochi Invernali più belli della storia. Purtroppo nel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La grande fuga dell&#8217;Inter onora la chiusura dei Giochi d&#8217;Inverno, il record delle trenta medaglie, le Donne d&#8217;Oro, la grande organizzazione voluta da Malagò e la città di Milano (tradita solo dal Milan). Sognavo un turno di campionato &#8220;pulito&#8221; perchè il calcio-fango non fosse ulteriormente accostato ai Giochi Invernali più belli della storia. Purtroppo nel Calciovar ci siamo fatti riconoscere e per fortuna Milano (Cortina e dintorni sono bellezze&#8230;immacolate) è stata se non altro celebrata dalla Beneamata rispolverata per le grandi occasioni. Per molti &#8211; in particolare i napoletani, ovviamente esclusi i bergamaschi &#8211; l&#8217;ennesimo errore della VAR in Atalanta- Napoli è un danno esiziale che potrebbe allontanare la squadra di Conte dalla Champions. Un gol annullato, un rigore negato e gli azzurri costretti a inginocchiarsi davanti alla Dea. Alla fine, comunque, una sentenza: per perdere lo scudetto l&#8217;Inter dovrebbe ritirarsi. Milan, Napoli, Roma, Juventus, Como e Atalanta hanno cominciato un campionato a parte, quello del business di una Coppa dei Campioni riservata agli sconfitti. C&#8217;è molta retorica nel confronto fra i Giochi e il Calcio, tuttavia la verità è innegabile. A parte la straordinaria qualità dell&#8217;organizzazione fra il Cittadone lombardo, Cortina e le altre meraviglie delle nevi &#8211; dettaglio dedicato agli italici disfattisti &#8211; il successo degli atleti e il record delle trenta medaglie hanno un immenso valore storico e sociale: poi abbiamo le donne più forti (e più belle) del mondo in attività sportive che richiedono un impegno fisico e mentale straordinario.<br />Il caso Brignone è esemplare: la si ritiene  perduta per sempre dopo una rovinosa caduta e invece dopo dieci mesi è la Regina dei Ghiacci con due medaglie d&#8217;oro. Ho proposto una medaglia anche a chi l&#8217;ha curata in un mondo, quello olimpico, che ha rivelato non solo la forza sportiva degli atleti ma anche il trionfo scientifico. La rapida guarigione di Goggia e Brignone mi ha ricordato il Mondiale USA del &#8217;94: Baresi fu fermato da un menisco, l&#8217;ortopedia americana ce lo restituì in pochi giorni. Stupore, allora. Oggi il CONI le sue federazioni e le benemerite Armi che gestiscono gli atleti hanno trovato taumaturghi anche in Italia.<br />Mentre scrivo c&#8217;è qualche allenatore che lamenta numerosi giocatori infortunati, fa tenerezza il ritorno a Napoli &#8211; dopo mesi di cure &#8211; del grande Kevin De Bruyne con il trasportino dei gatti, la famiglia e un saluto sorridente ai tifosi. Si fece male il 25 ottobre scorso, segnando un gol su  rigore la cui esecuzione gli procurò una lesione muscolare gravissima. Il suo gol nella vittoria per 3 a 1 sull&#8217;Inter. Un segno del destino.<br />(Nel frattempo suggerisco alla città di Napoli e alla sua squadra di dedicarsi con passione all&#8217;evento che sposterà l&#8217;attenzione del mondo dall&#8217;Italia del Nord al golfo per la 38ª edizione della prestigiosa Americàs Cup di vela in programma il 10 luglio 2027).</p>
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		<title>Derby d&#8217;Italia e polemiche tra La Penna e Bastoni, serve una svolta</title>
		<link>https://www.italpress.com/derby-ditalia-e-polemiche-tra-la-penna-e-bastoni-serve-una-svolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 12:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>A Reggio Emilia l&#8217;Inter cala un pokerissimo che sa di tricolore</title>
		<link>https://www.italpress.com/a-reggio-emilia-linter-cala-un-pokerissimo-che-sa-di-tricolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 12:05:02 +0000</pubDate>
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		<title>La sfida resta ancora tra Inter e Napoli</title>
		<link>https://www.italpress.com/la-sfida-resta-ancora-tra-inter-e-napoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Notizia per casa Elkann: la Juve sembra guarita, la quotazione e la salute restano alte in campo, nei cuori bianconeri e anche in Borsa. S&#8217;annunciano offerte. Vietato annoiarsi. Vedremo. Nel frattempo, Lautaro e Zielinski hanno risolto i problemi dell&#8217;Inter a Cremona con disinvoltura. Applausi a Chivu non solo per il lavoro che sta facendo &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Notizia per casa Elkann: la Juve sembra guarita, la quotazione e la salute restano alte in campo, nei cuori bianconeri e anche in Borsa. S&#8217;annunciano offerte. Vietato annoiarsi. Vedremo. Nel frattempo, Lautaro e Zielinski hanno risolto i problemi dell&#8217;Inter a Cremona con disinvoltura. Applausi a Chivu non solo per il lavoro che sta facendo &#8211; ormai lo conosciamo bene &#8211; ma per le parole dette a fine partita: &#8220;Non vedo l&#8217;ora che il mercato finisca&#8221;. Ha messo il cuore in pace ai suoi ragazzi, ha  ribadito agli avversari la forza di uno squadrone con i nervi distesi, ha vieppiù rasserenato i tifosi nerazzurri mentre altrove s&#8217;agitano gruppuscoli inquieti. Fra Inter e Napoli, oggi, a parità di partite, ci sono 9 punti. Una volta, prima che Maradona insegnasse cos&#8217;è il calcio, si considerava chiusa la sfida di campionato. Prima lacrime napulitane, che Mario Merola mi raccontava come se si trattasse della sua pièce, poi cominciava l&#8217;altra sfida, quella locale, fra innocentisti, colpevolisti e fatalisti. Per questo un giorno dissi che i giornalisti napoletani erano narratori succosi e coloriti. Si liberavano in fretta di inquietudini, ci offrivano racconti con frutta e fiori. La lezione di Diego &#8211; per un pò malintesa magia &#8211; ha collocato Napoli prima fra le signore del pallone, poi con Ferlaino e De Laurentiis nel salotto buono dove gli ultimi arrivati prendono anche fregature. Loro no. Ecco, dunque, perchè la sfida tricolore resta ancora fra Inter e Napoli, nonostante quei nove punti. Altri, come il Milan, fanno sapere per bocca di Allegri che il traguardo è la Champions. Anche se&#8230;<br />Napoli ancora in corsa, dico io, sempre che Conte smetta di piangere. I guai del Napoli sono chiari a tutti da tempo e l&#8217;infortunio di Di Lorenzo ha aggravato la situazione, ma se ci guardiamo intorno troviamo che gli stessi problemi li ha avuti l&#8217;Inter, li hanno il Milan, la Roma, la Juve, la Lazio che come altri club minori tirano avanti con lagrimucce o alti lai. Conte cerca di volare alto, dice di difendere tutti i calciatori sottoposti a dannoso superlavoro, mio Dio si gioca troppo. Come nel resto d&#8217;Europa, dico io. Conte fa il Landini del calcio e non mi convince. Le condizioni di lavoro sono le stesse di quando lui vinceva scudetti a gogò. Anzi, gli ricordo che le sempre esistite Coppe una volta si giocavano con squadre di 15 uomini, oggi di venticinque. E se è fin banale &#8211; come fa lui neo sindacalista &#8211; accusare la vergogna del calcio business, non si può ignorare che i club accettano di giocare partite su partite perchè hanno bisogno d&#8217;incassare per pagare ingaggi quelli sì vergognosi. Il calciofollìa non riguarda solo il Napoli, Conte invece di lamenti porti serenità fra i suoi uomini, alcuni veri campioni impassibili e applicati al lavoro come McTominay, Hojlund, altri, come Vergara, portati dalla fortuna. In campo avverso Chivu fra varie e incontestabili virtù esibisce l&#8217;arma migliore per far gruppo, solidarietà, fiducia: una grande serenità. Se fate caso, la Juventus passata allegramente e giocando bene a Parma con doppietta di Bremer, McKennie e David, non solo ricava dal successo il titolo di partecipare alla gara scudetto con tre\quattro sorelle ma Spalletti lo dice praticamente ds quando è arrivato a Torino. Dove ha trovato una squadra super depressa, la cui guarigione mi fa dire  &#8211; ormai fino alla noia &#8211; che questo calcio faticoso e isterico ha bisogno di una riscossa psicologica. Tutti al mercato dell&#8217;Intelligenza naturale.</p>
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		<title>Allegri ha comunque diritto di cercare lo scudetto</title>
		<link>https://www.italpress.com/allegri-ha-comunque-diritto-di-cercare-lo-scudetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 12:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dite quel che vi pare, adesso tocca a Max Allegri sbattere la sua verità sul muso dei detrattori: ha voglia di scudetto e ha il diritto di cercarlo con il non ricco gioco che ha, il gioco che può. Alla Massimino: IO PUO&#8217;. Il pareggio romano lo lascia al secondo posto dietro all&#8217;Inter e lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dite quel che vi pare, adesso tocca a Max Allegri sbattere la sua verità sul muso dei detrattori: ha voglia di scudetto e ha il diritto di cercarlo con il non ricco gioco che ha, il gioco che può. Alla Massimino: IO PUO&#8217;. Il pareggio romano lo lascia al secondo posto dietro all&#8217;Inter e lo incoraggia a insistere, anche se è riuscito solo a imporre per pochi minuti il vantaggio del suo Milan alla volonterosa Roma di Gasperini con la dura forza di Rabiot che ha costruito lo spirito vincente nel quale è maturato l&#8217;assist di Modric l&#8217;Eterno per il gol di De Winter al 62&#8242;. Che non è bastato, un rigore indiscutibile ha permesso a Pellegrini di pareggiare al 73&#8242;. Roma fortunata. Curiosità, alla prova ufficiale dei due bomberoni appena trovati: al 68&#8242; entra Fùllkrug per Leào, al 69&#8242; esce Malen, entra Vaz. E va bene per la Roma che di lì a poco trova il rigore che Pellegrini trasforma in pareggio, 1-1. La domenica è finita con un match più che discreti. <br />Ma il meglio l&#8217;avevamo già visto in una tre giorni emozionante. Nulla di gratuito e banale come spesso è accaduto. <br />Bombardamenti crudeli come l&#8217;Inter-Pisa del pazzo 6-2, Como-Torino 6-0 (povero caro Toro) e Atalanta- Parma 4-0 (con la firma anche di Giacomino Raspadori, bentornato a Casa Italia); imprese del Cagliari a Firenze (1-2, la crisi viola continua) e del <br />Genoa sullo sbadato Bologna 3-2 (De Rossi rimonta partita e classifica). Ma la festa grande l&#8217;ha fatta la Juventus e non solo con la drammatica punizione del Napoli &#8211; apparso un giocattolo rotto, un meccano smontato &#8211; ma con il gol del 2-0 realizzato da Yildiz, un capolavoro che riporta alla ribalta il Dieci, il sopravvissuto eroe di un&#8217;armata perduta. Kenan non è Sivori, non è Platini, non è Baggio nè Pogba, ma sì, ha la linguaccia di Del Piero e anche certe sue movenze, pur vantando &#8211; rispetto ad Alex &#8211; un&#8217;innata semplicità. Segna gol da manuale, Yildiz, e sta costruendo una storia di Bellezza cui manca solo la firma di Valentino che tradiva il suo Rosso soltanto col Bianconero. <br />Vale la pena ricordare il suo esordio in gol, un medaglione nella galleria dei Supercampioni, un gioiello per la Rinascente Signora. Era il 29 dicembre 2023: Kenan Yildiz diventò in Frosinone- Juve il marcatore straniero più giovane della storia della Juventus in Serie A (18 anni e 233 giorni). Era la sua prima partita da titolare esaltata con un gioiello assoluto: dribbling secco a liberarsi di tre avversari e poi destro potentissimo sul primo palo che non lasciò tempo di reazione a Turati. Quadro, cornice, in mostra insieme all&#8217;ultimo capolavoro.<br />Gioisce Spalletti, sadico demolitore del suo ultimo e importante successo. E si prende anche l&#8217;abbraccio di Conte, l&#8217;inventore dell&#8217;Intensità improvvisamente disarmato. Non dico altro, lascio a lui la spiegazione di un Napoli imbrocchito senza una valida spiegazione. Un Napoli come Lukaku: VORREI MA NON POSSO.</p>
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		<title>Allegri c&#8217;è, l&#8217;omaggio a Commisso, Dybala che Joya</title>
		<link>https://www.italpress.com/allegri-ce-lomaggio-a-commisso-dybala-che-joya/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2026 12:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Max Allegri c&#8217;è. Chiamatelo pure inventore del Corto Muso &#8211; e anche dotato di fortuna in una delle sue colorite accezioni &#8211; ma intanto il suo Milan è secondo in classifica e fa sognare ai casciavit l&#8217;ennesima sfida coi bauscia nerazzurri per lo scudetto ultra stellare. La critica ha giustamente scoperto Chivu e la sua [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Max Allegri c&#8217;è. Chiamatelo pure inventore del Corto Muso &#8211; e anche dotato di fortuna in una delle sue colorite accezioni &#8211; ma intanto il suo Milan è secondo in classifica e fa sognare ai casciavit l&#8217;ennesima sfida coi bauscia nerazzurri per lo scudetto ultra stellare. La critica ha giustamente scoperto Chivu e la sua instancabile e serena Inter passata anche sabato con un golletto a Udine; ma inspiegabilmente avversa Allegri che si è presentato a San Siro promettendo un posto in Champions &#8211; come desiderano i padroni esotici &#8211; ma cercando uno scudetto bis. Ha faticato con il Lecce &#8211; un condensato di generosità, di rabbia, di onesto calcio e di sfiga &#8211; ma alla fine due giocatori alfieri del passato e del futuro gli hanno dato la vittoria al 76&#8242;: assist di Saelemaekers &#8211; il fedelissimo di Pioli felicemente sopravvissuto a una valanga di errori &#8211;  gol di Fullkrug, 1.90&#215;90 kg, attaccante di peso, nazionale tedesco, quel che ci voleva al tempo giusto. Inter e Milan insieme contro il Napoli. Ci sarà da divertirsi.<br />C&#8217;era anche Bologna-Fiorentina, c&#8217;era il ricordo di Rocco Commisso, c&#8217;era Vincenzo Italiano con il cuore infranto: lui, come un figlio di Rocco, stavolta ha perso con la divisa del Bologna, ma è come se avesse dedicato tre punti alla pericolante Fiorentina ch&#8217;è salita di un gradino sulla scala rossa della paura verso la salvezza. Un dovuto omaggio a un presidente generoso e deluso. Ricordo un giorno così, mille anni fa, con Bulgarelli a porgere una mano a De Sisti. Bologna-Fiorentina si chiamava Derby dell&#8217;Appennino. Si fa per dire. Un derby quasi fraterno. Ultras viola sono protagonisti di una rissa sull&#8217;autostrada verso Bologna. Ma con tifosi della Roma in viaggio verso Torino. Dementi a piede libero.<br />Con Torino-Roma c&#8217;erano i giallorossi decisi a farsi restituire la vittoria arraffata dai granata pochi giorni prima in Coppa Italia. Ci sono riusciti. Una curiosità, questi Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo che Spielberg avrebbe ribattezzato &#8220;fra deluse permanenti&#8221;. C&#8217;era il surgelato Gasperini pronto a sciogliersi dopo la disiata vittoria, ma c&#8217;era soprattutto   Paulo Dybala a farlo felice e a portare la Roma solitaria al quarto posto prima con un assist prezioso al neogiallorosso Malen, poi con un gol bello come il suo sorriso. Dopo 84 giorni, che Joya.<br />A Cagliari non c&#8217;era la Juventus. <br />(Un&#8217;altra notizia: Igli Tare ha fatto capire che Camarda rientra al Milan. E&#8217; infortunato, ne avrà per mesi, nulla può fare per il Lecce inguaiato. Il futuro è ancora suo).</p>
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		<title>Scott McTominay, 007 con licenza di &#8216;deciderè al gran teatro di San Siro</title>
		<link>https://www.italpress.com/scott-mctominay-007-con-licenza-di-decidere-al-gran-teatro-di-san-siro/</link>
		
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		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 12:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;Inter torna Inter, ma anche Allegri e Conte sono lì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 12:04:03 +0000</pubDate>
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		<title>Gli allenatori i veri protagonisti: Conte uomo dell&#8217;anno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 12:09:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Chivu, chi era costui? Come si permette d&#8217;esser primo in classifica &#8211; unico allenatore meno importante dei giocatori, certo meno di Lautaro &#8211; allo scadere dell&#8217;anno di Antonio Conte, il mio Cover Man? Forse ho cambiato mestiere. O è il mestiere ch&#8217;è cambiato. Una volta andavo alla partita per godermi i campioni. C&#8217;erano. E ne [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Chivu, chi era costui? Come si permette d&#8217;esser primo in classifica &#8211; unico allenatore meno importante dei giocatori, certo meno di Lautaro &#8211; allo scadere dell&#8217;anno di Antonio Conte, il mio Cover Man? <br />Forse ho cambiato mestiere. O è il mestiere ch&#8217;è cambiato. Una volta andavo alla partita per godermi i campioni. C&#8217;erano. E ne raccontavo le imprese valorizzando l&#8217;atleta e l&#8217;uomo. Da tempo mi tocca scrivere di allenatori. Sono riusciti a diventare i veri protagonisti della partita, del campionato. Loro gli sconfitti, loro i vincitori. Loro è lo scudetto. Guardate la classifica, in fila Allegri, Conte, Spalletti, Gasperini. I grandi Mister son tutti qui. E Chivu&#8230;<br />Se dovessi a Giuseppe Marotta &#8211; scrittore napoletano di varietà letto e riletto in gioventù &#8211; un euro per ogni citazione del suo &#8220;L&#8217;oro di Napoli&#8221;, credo che mi costerebbe una cifra scomoda. Lo sfrutto dagli anni Cinquanta, da quando faceva parte della felice combriccola di &#8220;Partenope Sera&#8221; che ne occupava tutte le posizioni chiave. (Riflettendo, suggerisco all&#8217;omonimo presidente varesino dell&#8217;Inter Giuseppe Marotta &#8211; detto Beppe &#8211; di affidarmi la realizzazione di un suo libro, &#8220;l&#8217;Oro di Milano&#8221;, la cui trama è in parte scritta e attende solo un altro evento significativo: il prossimo scudetto). Per ora, occasione ultima per scegliere l&#8217;Uomo dell&#8217;Anno, devo nominare Antonio Conte, l&#8217;operoso cercatore che s&#8217;aggiunge all&#8217;Albo d&#8217;Oro del Napoli dove sono già incisi i nomi di Ottavio Bianchi e Alberto Bigon, il primo vincitore di uno scudetto, una Coppa Uefa e una Coppa Italia fra l&#8217;86 e l&#8217;89; il secondo, premiato con uno scudetto e una Supercoppa Italiana fra l&#8217;89 e il &#8217;90. A quel tempo Bianchi, sempre in onore di quel Marotta, fu anche seminatore d&#8217;oro, e così a Conte &#8211; vincitore di scudetto e Supercoppa Italiana &#8211; toccherà la Panchina d&#8217;Oro.<br />Risolto un problema accademico/statistico, aggiungo che Conte meriterebbe addirittura &#8211; unico, come i divi del Rock &#8211; la panchina di platino che andrebbe istituita per il suo straordinario palmarès. Come racconta Wikipedia, fra il 2011 e il 2014 si è laureato campione d&#8217;Italia per tre stagioni consecutive (oltre ad avere vinto due Supercoppe italiane, 2012 e 2013). Fra il 2016 e il 2018 ha allenato il Chelsea, con cui ha trionfato nella Premier League 2016-2017 e nella FA Cup 2017-2018. Dal 2019 al 2021 ha guidato l&#8217;Inter, con cui ha conquistato lo scudetto nel 2020-2021. Nell&#8217;annata 2024-2025 ha ottenuto il suo quinto scudetto, stavolta sulla panchina del Napoli, divenendo il primo allenatore nella storia della Serie A ad avere vinto il campionato con tre squadre differenti; nell&#8217;esperienza partenopea ha vinto anche una Supercoppa italiana (2025). Mi piace ricordare che fra il 2014 e il 2016 è stato commissario tecnico della Nazionale che ha guidato &#8211; perdendo, ma lavorando bene &#8211; nella fase finale dell&#8217;Europeo. Andò al Chelsea, meritava di restare, Tavecchio aveva visto bene. <br />A parte la dovuta incensatura di Conte, merita memoria e applausi anche Luciano Spalletti. Che se non avesse concordato con Gravina uno scoop azzurro mal riuscito avrebbe goduto di indiscussa fama. Per sua fortuna, tornato nel preferito mondo della tecnica come allenatore, non selezionatore, sta realizzando una sorta di miracolo: è deciso a portare la Juventus allo scudetto. Assurgerebbe al ruolo di Mago. In fin dei conti è quel che vuole. Yildiz? Sì, è bravo, ma deve dare di più&#8230;</p>
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