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	<title>La Barba al Palo di Italo Cucci Archivi - Italpress</title>
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		<title>Italia mai nata e il Belgio passa a Roma&#8230;L&#8217;Under di Baldini la &#8216;verà Nazionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 07:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>La Serie A ricorda Mazzola e suona la 5^, perdono gli &#8220;ultraidioti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;ex Adzic abbatte Spalletti, vittoria amara per Allegri</title>
		<link>https://www.italpress.com/lex-adzic-abbatte-spalletti-vittoria-amara-per-allegri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 11:05:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Anche se ho rivelato per primo la grandezza del Como &#8211; in Italia e in Europa &#8211; vedo partite che mi suggeriscono un atteggiamento più prudente: forse gran parte della bravura dell&#8217;esordiente Fabregas è merito dell&#8217;inconsistenza di certi celebrati rivali. Eppure, quanti soldi sono stati spesi per dare qualità a un calcio sempre più depresso. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se ho rivelato per primo la grandezza del Como &#8211; in Italia e in Europa &#8211; vedo partite che mi suggeriscono un atteggiamento più prudente: forse gran parte della bravura dell&#8217;esordiente Fabregas è merito dell&#8217;inconsistenza di certi celebrati rivali. Eppure, quanti soldi sono stati spesi per dare qualità a un calcio sempre più depresso. Leggo: &#8220;Calciomercato, la Serie A supera il miliardo: solo la Premier ha speso di più. Milan e Juventus regine degli investimenti&#8221;. Il Milan è riuscito a esibire Moreira, due gol in bellezza. Ma la Juve? E&#8217; bastato Salvatore Esposito, il fratello di Pio &#8211; dopo un paio di botte dell&#8217;ammirevole Berardi &#8211; a metterla in crisi finchè Zhegrova ha tentato di salvarla, con due gol straordinari, riuscendo tuttavia solo a scatenare un finale drammatico con Bowie a rete per il 2 a 2, ma la firma decisiva della vittoria emiliana l&#8217;ha messa Adzic. Senza gioire. Un ventenne appena scartato dalla Juve. No comment. Pendo dalle labbra di Spalletti. Strano campionato. Strana gente. La Lazio è prima in classifica perchè Gattuso la fa giocare bene, oltre le aspettative, ma gioca in un stadio vuoto, un semifreddo; il Napoli è nono, Allegri è incaricato di vincere lo scudetto ma riesce faticosamente a battere un Bologna mai nato con un gol di Lobokta e il Maradona è strapieno, caloroso. Boato dopo il gol. E Allegri si permette d&#8217;arrabbiarsi a fine partita perchè gli hanno comprato il povero Lucca-da-viaggio che al 90&#8242; ha sbagliato un gol. Ma scusate, io non mi sono divertito. <br />Esagero? Forse ho visto troppo bel calcio e non digerisco certe esibizioni. Dico sempre che Allegri va rispettato, è un grande vincitore, come si fa a fischiarlo, criticarlo, trattarlo peggio di Gattuso (a proposito&#8230;)? Disperato, ho girato il quesito alla mia Intelligenza Artificiale. Risposta: &#8220;Le critiche calcistiche a Massimiliano Allegri si concentrano principalmente sulla sua filosofia di gioco difensiva, sulla gestione dei giovani e sui risultati dell&#8217;ultimo ciclo alla Juventus&#8221;. Ci risiamo con il Corto Muso. Ma vi dico anche che prima del match l&#8217;AI &#8211; come fosse un giornalista qualsiasi &#8211; mi aveva detto: &#8220;Allegri considera il calcio un&#8217;arte semplice e pragmatica basata sull&#8217;istinto dei campioni, ridimensionando l&#8217;importanza dei moduli rigidi&#8221;. Campioni, arte. Di Lorenzo, Rrahmani, Spinazzola, De Bruyne, Politano (deus ex machina Favasuli) faticano comunque a domare Pessina, Holm, Theate, Helland, Miranda, Pobega, Ferguson, Amondarain, Bernardeschi, Piccoli, Cambiaghi. Babele alla panna, ma il Napoli l&#8217;ha salvato &#8211; giustamente &#8211; la Var.</p>
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		<title>Como spettacolare e concreto, Inter prepotente, Allegri in difficoltà</title>
		<link>https://www.italpress.com/como-spettacolare-e-concreto-inter-prepotente-allegri-in-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Juventus-Milan ha visto poco gioco ma un bel gol di Alphadjo Cisse e un convincente pareggio di Gatti. Quello di Cisse è un bis per il Milan a Torino in casa bianconera dopo quello dell&#8217;esordio in casa granata. E&#8217; un rossonero tinto d&#8217;azzurro, perchè nonostante il nome è italianissimo, nato a Treviso, ha vent&#8217;anni, è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Juventus-Milan ha visto poco gioco ma un bel gol di Alphadjo Cisse e un convincente pareggio di Gatti. Quello di Cisse è un bis per il Milan a Torino in casa bianconera dopo quello dell&#8217;esordio in casa granata. E&#8217; un rossonero tinto d&#8217;azzurro, perchè nonostante il nome è italianissimo, nato a Treviso, ha vent&#8217;anni, è piaciuto subito a Amorim. Centrocampista offensivo di notevole stazza e piedi buoni, tornava a Milanello da un passaggio a Catanzaro. Dove, guarda caso, me ne ha parlato sabato Silvio Baldini &#8211; mentre gli consegnavo il premio Ceravolo &#8211; che lo ha arruolato con soddisfazione nella sua Under21. Il resto è pura una bella pagina di calcio all&#8217;italiana. L&#8217;ho già detto a proposito del successo del Como a Napoli e Fabregas mi ha dato ragione ripetendo la prova di forza e qualità &#8211; partendo sotto di un gol &#8211; esibendo un gioco aggressivo e un contropiede spettacolare contro il Genoa di un ammirato De Rossi. Dettaglio importantissimo: finalmente il possesso palla al 61% non è stato platonico &#8211; come spesso accade ai guardiolisti sprovveduti &#8211; ma concretissimo. Lo stesso voglio dire della Roma di Gasperini, messa sotto dall&#8217;Atalanta con un gol fatto apposta per sollecitare una reazione energica e orgogliosa. Stupisce invece che contemporaneamente il tecnico del Corto Muso, Max Allegri, maestro del realismo tattico epperciò trattato da bieco difensivista, abbia fatto la figura del pollo davanti dall&#8217;apprendista Chivu che &#8211; noviziato con scudetto a parte &#8211; in realtà ha una bella cultura tattica fornitagli generosamente dal Maestro Mourinho del quale riproduce un&#8217;Inter prepotente. Il Derby d&#8217;Italia Inter-Napoli è rimandato. Temo che Allegri abbia difficoltà a trasmettere i fondamentali del suo calcio a tutti quegli stranieri &#8211; una ventina &#8211; ingaggiati dal Napoli. Molti dei quali assecondano l&#8217;istinto da campioni, mentre i gregari vagano distrattamente abbandonati. Molti pedatori esotici &#8211; registro &#8211; non parlano italiano, dunque nemmeno lo intendono. E non mi spiego perchè si imponga l&#8217;uso della nostra lingua ai poveri migranti e non ai pedatori milionari. <br />Mi dilungo sul tema &#8220;italianista&#8221; &#8211; e mi scuso &#8211; perchè sento dire anche da tecnici di lungo corso che la carenza di giovani italiani di qualità dipende dagli eccessi di tatticismo cui vengono sottoposti. Lasciateli giocare &#8211; dicono. Lasciateli giocare secondo natura &#8211; dico io &#8211; proponendogli l&#8217;unica forma tattica disponibile. Quella &#8211; ad esempio &#8211; di Nereo Rocco il quale, accusato di essere un volgare catenacciaro, schierava il suo Milan a quattro punte &#8211; ad esempio Hamrin, Sormani, Prati e Combin &#8211; naturalmente con Rivera rifinitore elegante e goleador prezioso. <br />Allietato da un campionato che sta prendendo quota anche in provincia &#8211; segnalo l&#8217;audace Frosinone &#8211; pur timoroso d&#8217;esser presto smentito, ringrazio Daniele Orsato, designatore degli arbitri, che sta riducendo vistosamente l&#8217;uso della Var, lo strumento stupido nato al tempo dell&#8217;intelligenza artificiale. Una delle novità prodotte dal Mondiale di Infantino e Collina.</p>
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		<title>Fabregas, quando il calcio totale si arrende al catenaccio</title>
		<link>https://www.italpress.com/fabregas-quando-il-calcio-totale-si-arrende-al-catenaccio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Finalmente il campionato si è dato una mossa mentre i media si attardavano in uno stucchevole processo alle sfumate intenzioni di Infantino. E&#8217; arrivato il Giuoco. E&#8217; arrivato il Como di Fabregas, il presunto guardiolato che dà al Napoli una paradossale lezione di calcio all&#8217;Italiana riportandoci felicemente indietro di mezzo secolo. Quando il folber era [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente il campionato si è dato una mossa mentre i media si attardavano in uno stucchevole processo alle sfumate intenzioni di Infantino. E&#8217; arrivato il Giuoco. E&#8217; arrivato il Como di Fabregas, il presunto guardiolato che dà al Napoli una paradossale lezione di calcio all&#8217;Italiana riportandoci felicemente indietro di mezzo secolo. Quando il folber era spettacoloso &#8211; il più bello del mondo &#8211; e la piazza giornalistica di Milano proponeva un duello critico passato alla storia fra Gino Palumbo &#8211; firma del Corsera che accusava Rocco e Herrera di essere catenacciari &#8211; e Gianni Brera, leader del Giorno che inveiva contro i qualunquisti della scuola napoletana rappresentata da Luis Vinicio, in verità colpevole solo di volere un calcio nuovo introducendo al San Paolo appassionanti scampoli di calcio totale &#8220;all&#8217;olandese&#8221;  e la &#8220;mossa&#8221; speciale del suo Brasile, il gioco e la difesa a Zona che scardinavano il dogma della italianissima marcatura a uomo. L&#8217;osservai ammirato pur senza condividerne le idee. Perchè già verso la fine dei Sessanta mi ero convertito al Catenaccio non tanto per l&#8217;influenza del mio maestro Brera ma perchè difesa e contropiede facevano vincere scudetti. Che il Napoli infatti conquistò affidandosi certo  all&#8217;immensità di Maradona ma anche a Bianchi e Bigon che resero italianamente scaltro il Pibe de Oro. <br />Oggi, vuote chiacchiere a parte, procede il ritorno all&#8217;antico, come testimoniano anche la dominante Inter di Chivu &#8211;  e Çalhanoglu &#8211; convincente anche a Cagliari, e la Lazio di Gattuso, un nome, una garanzia. Scusatemi se sto scrivendo di calcio, oggi interpretato e narrato soprattutto citando nomi esotici di pedatori che male gestiti &#8211; come il prodigioso Leao, mostro del contropiede &#8211; finiscono smilanati e spediti in Turchia. <br />Fabregas mi ha convinto già da tempo a seguirlo con curiosità perchè il suo Como &#8211; frutto fra l&#8217;altro di una gestione intelligente e produttiva come quella di De Laurentiis &#8211; raccoglieva intorno al talentuoso Nico Paz la miglior difesa del campionato. Non contento fino in fondo del risultato &#8211; che tuttavia gli ha aperto le porte della Champions &#8211; Cesc ha rivoltato e potenziato la difesa aggiungendo al valore dei giocatori e alla propria sapienza tattica un audace tocco di catenaccio: dopo il 2-1 firmato da Baturina e Douvikas, verso l&#8217;80&#8217; ha difeso il vantaggio con nove giocatori in area, tutti funzionali nel bloccare gli azzurri, anche mettendoli in fuorigioco (come nel mancato gol finale di Lobotka). Innegabile il prezioso apporto del portiere Jean Butez, audace conservatore del vantaggio con parate strepitose e regista impeccabile, con Perrone, del copione ricevuto da Fabregas.</p>
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		<title>Pio Esposito accende la speranza azzurra</title>
		<link>https://www.italpress.com/pio-esposito-accende-la-speranza-azzurra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2026 11:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Campionato n.95. Vecchio e stanco. Non tanto perchè si avvicina al secolo. Perchè non offre niente di nuovo. Dominato dai procuratori e dai mercanti ha il record europeo di stranieri &#8211; 67,5%, circa 400 &#8211; che costringono per la quarta volta a porsi il drammatico quanto spontaneo quesito: venti club in lotta ci daranno una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Campionato n.95. Vecchio e stanco. Non tanto perchè si avvicina al secolo. Perchè non offre niente di nuovo. Dominato dai procuratori e dai mercanti ha il record europeo di stranieri &#8211; 67,5%, circa 400 &#8211; che costringono per la quarta volta a porsi il drammatico quanto spontaneo quesito: venti club in lotta ci daranno una Nazionale? E&#8217; tanto sentita, l&#8217;urgenza della rinascita, che l&#8217;ouverture di sabato s&#8217;è trasformata nella santificazione del Beato Pio Esposito grazie al suo ultimo clamoroso miracolo: il gol di tacco del 3-1 al Monza; eccolo: al 55&#8242; Diouf entra in area, punta l&#8217;avversario e mette un pallone basso verso il primo palo; Pio non ha bisogno di girarsi, non ha bisogno di prendere la mira. Ha già un&#8217;immagine nella memoria che lo guida. Si coordina, lascia partire il colpo di tacco e manda il pallone alle spalle di Pizzignacco. Un gol da centravanti, istintivo, semplice se a eseguirlo è un fuoriclasse nato. A proposito, chi c&#8217;era nel suo archivio dei gol di tacco? Chi l&#8217;ha ispirato? A me è venuto in mente (mi fa comodo&#8230;) il mitico tacco realizzato da Mancini il 17 gennaio 1999 durante Parma-Lazio (1-3): da un calcio d&#8217;angolo battuto da Sinia Mihajlovic, il fantasista biancoceleste colpì il pallone al volo, di tacco, beffando Buffon. <br />Ricordo Mancini, ricordo Parma perchè in contemporanea Roberto fresco Ct era al Tardini dove al 79&#8242; nasceva il gol vittorioso del Cagliari firmato da Alessandro Romano, anni 20, svizzero di origine italiana. Da ragazzo Romano ha fatto parte dell&#8217;accademia giovanile della squadra svizzera del Winterthur. Successivamente, nel 2022, è passato alle giovanili della Roma, così bravo che  nel 2025 è in prima squadra con debutto in Roma-Lecce del 6 gennaio. Ma dopo 10 giorni era già in B, a La Spezia. Poi finalmente al Cagliari. Se vorrà potrà diventare azzurro. Come l&#8217;atalantino Raspadori, l&#8217;unico. Tre gol italiani su 19. Direte: tutto qui? No. C&#8217;è di meglio. C&#8217;è un bel successo del Nuovo Milan. Ci mette più di un&#8217;ora a vincere con due gol di Cissè e Rabiot, ma ad Amorim hanno dato il Toro, mica una neopromossa come il Monza o il Frosinone. Dove una Juve provinciale stenta e vince con rete dell&#8217;esperto Bremer, mentre i bomber McKennie, Conceiçao, Kolo Muani e il mitico Yldiz sbagliano sette gol. Forse  indossavano cioce al posto di scarpette.</p>
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		<title>Atletica e nuoto surclassano il calcio-business, è nata l&#8217;Italia dello sport</title>
		<link>https://www.italpress.com/atletica-e-nuoto-surclassano-il-calcio-business-e-nata-litalia-dello-sport/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[PALERMO (ITALPRESS) &#8211; No. Non è la Bella Estate dello sport italiano, è l&#8217;affermazione perentoria di quella scelta di vita sportiva che da oltre mezzo secolo si chiama Anticalcio perchè ghettizzata dall&#8217;Informazione e dalla Comunicazione. I media si stanno accorgendo che non esistono solo i Gino Bartali, Fausto Coppi, Alberto Ascari, Nino Benvenuti, Livio Berruti, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMO (ITALPRESS) &#8211; No. Non è la Bella Estate dello sport italiano, è l&#8217;affermazione perentoria di quella scelta di vita sportiva che da oltre mezzo secolo si chiama Anticalcio perchè ghettizzata dall&#8217;Informazione e dalla Comunicazione. I media si stanno accorgendo che non esistono solo i Gino Bartali, Fausto Coppi, Alberto Ascari, Nino Benvenuti, Livio Berruti, Pietro Mennea, Sara Simeoni, Jury Chechi, Valentina Vezzali, Giacomo Agostini, Valentino Rossi, Gustav Thoeni. Alberto Tomba e&#8230;Jannik Sinner, i Campioni Occasionali balzati in prima pagina sui fogli sportivi. Quando la sconfitta dell&#8217;Italia pallonara vinceva su tutto e tutti, aveva il titolone. E il resto mancia. Era il tempo in cui nelle Redazioni sportive si discuteva sull&#8217;Equipe parigino: ignorava il calcio, era il quotidiano sportivo più autorevole del mondo. Confrontandoci, avevamo in comune Ciclismo e Automobilismo, peraltro suggeritori della nascita della Gazzetta e del Corsport. Eppure, gli stessi intellettuali che facevano la morale ai calciofili finivano prima o poi&#8230;nel pallone. Ricordo per tutti Giovanni Arpino, Mario Soldati, Alberto Bevilacqua, Oreste del Buono. Per non dire di Pier Paolo Pasolini che aveva innalzato il calcio a fenomeno linguistico. Eppoi, quel Vittorio Pozzo che aveva vinto una medaglia d&#8217;oro a Giochi del 1936 e due Mondiali nel &#8217;34 e nel &#8217;38: trionfi fascisti, dissero gli intellettuali. Che poi, come abbiamo visto, fecero di peggio.<br />Dicono che c&#8217;è voluta la grande crisi della Nazionale pallonara per &#8220;liberare gli Altri Sport (così si chiamavano. O Vari). Falso. Il calcio s&#8217;è rovinato con il business e i pedatori stranieri voluti dalle istituzioni, Federazione e Lega, disorganizzate e antisportive. Con Pescante, Petrucci e Malagò s&#8217;è visto sorgere prima il grande Basket e la trionfante Pallavolo, poi il nuoto di Federica Pellegrini e soci e l&#8217;Atletica di Jacobs e Tamberi (e perdonate i tanti nomi lasciati per strada). A titolo del tutto personale, pur specializzato nel calcio quando faceva vendere milioni di giornali, ai tempi dei dibattiti sull&#8217;E&#8217;quipe ho detto e scritto che il Calcio era Sport-Spettacolo. Oggi, grazie soprattutto alla televisione, lo spettacolo lo hanno dato i nostri eroi dei Vari. Tenetevi da parte il ritaglio di questa pagina. E&#8217; storia. La Nuova Italia &#8211; già affermatasi con i Giochi invernali &#8211; ha dominato i Campionati Europei di Atletica a Birmingham e gli Europei di Nuoto a Parigi con una pioggia di medaglie d&#8217;oro. Tra i trionfi più memorabili spiccano l&#8217;oro nel triplo con record di Andy Diaz (18,15 m), le doppiette d&#8217;oro nella marcia di Massimo Stano e Sofia Fiorini, gli ori nel nuoto di Simona Quadarellae Nicolò Martinenghi, e i successi storici di Nadia Battocletti e Gianmarco Tamberi.</p>
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		<item>
		<title>Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l&#8217;ora di colpire / di Italo Cucci</title>
		<link>https://www.italpress.com/letture-domenicali-e-zuzzurelloni-malago-e-lora-di-colpire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Aug 2026 14:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="1506" height="1080" src="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l&#8217;ora di colpire / di Italo Cucci" title="Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l&#8217;ora di colpire / di Italo Cucci" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4.jpg 1506w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-300x215.jpg 300w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-1024x734.jpg 1024w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-768x551.jpg 768w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-696x499.jpg 696w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-1068x766.jpg 1068w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-586x420.jpg 586w" sizes="(max-width: 1506px) 100vw, 1506px" />Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina - incontrastata - la partita a chiacchiere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1506" height="1080" src="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l&#8217;ora di colpire / di Italo Cucci" title="Letture domenicali e zuzzurelloni: Malagò, è l&#8217;ora di colpire / di Italo Cucci" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4.jpg 1506w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-300x215.jpg 300w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-1024x734.jpg 1024w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-768x551.jpg 768w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-696x499.jpg 696w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-1068x766.jpg 1068w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Malago-4-586x420.jpg 586w" sizes="(max-width: 1506px) 100vw, 1506px" /><p><em>di</em> <strong>Italo Cucci</strong></p>
<p>PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) &#8211;<strong> Fra 12 giorni comincia il campionato di Serie A e su tutte le partite che si giocano in questa presunta fase di preparazione domina &#8211; incontrastata &#8211; la partita a chiacchiere</strong>. Che ritrovo, immancabile, ogni vent&#8217;anni. Quando arriva la crisi. Una volta i dirigenti saggi e competenti risolvevano rapidamente il Calcioscommesse/Totonero dell&#8217;Ottanta e la Calciopoli del 2006 pur facendo giustizia sommaria. Dallo scontento nascevano due vittorie Mondiali, nell&#8217;82 e nel 2006, mentre la critica &#8220;progressista&#8221; chiedeva di ritirare le Nazionali e ammainare la bandiera. La lezione di Franchi, Sordillo e Carraro è ignorata. Sui giornaloni parlano Malagò e Maldini ma si tratta di Letture Domenicali. Come il fondo dei direttori, quando agli oneri della carica che li trasformava in capofabbrica sovrapponevano una breve licenza di giornalismo. Prediche inutili, così le intitolava Luigi Einaudi. Grande, piuttosto, la scelta del giornalismo sportivo: il fondo del lunedì, commento critico di fatti, fattacci e numeri incontestabili. Dal quale si apprende sempre chi ha vinto&#8230;le elezioni.</p>
<p>Adesso, invece di lavorare sul campo &#8211; dove si registrano sfide degne degli estivi tornei dei bar e l&#8217;Inter che ha battuto la Juve nel derby d&#8217;Australia è già da scudetto &#8211; disinteressati alle riforme della FIGC, si gioca con la FIFA di Infantino schierandosi all&#8217;unanimità col Ceferin dell&#8217;UEFA, dove non contiamo nulla visto che abbiamo soffocato l&#8217;unico dirigente italiano rivoluzionario epperciò fastidioso, Andrea Agnelli. Mi ha colpito, nell&#8217;interrogatorio di Cazzullo a Maldini, la vivacità dialettica del figlio di Ce-Cesare il Taciturno. Ma una volta offertogli il tema della Nazionale vittima degli stranieri cos&#8217;ha risposto? &#8220;Una soluzione l&#8217;avremmo trovata&#8221;. Detesto chi, sollecitato a risolvere un problema pratico immanente, mi risponde: &#8220;Stiamo lavorando&#8221;. Dal 1995, da quando la Legge Bosman ha stravolto il Campionato mettendolo in mano ai calciatori, al doveroso &#8220;nessun dorma&#8221; è seguito il grande sonno. Oggi comandano, insieme ai loro procuratori, solo i milionari zuzzurelloni che giocano &#8211; vedi per tutti Lukaku &#8211; sulla pelle dei club.</p>
<p>Tra vecchi e nuovi arrivi l&#8217;ultima ammucchiata esotica di cui si parla? Alajbegovic, Kolo Muani, Castro, Stones, Jones, Goncalo Ramos, Koulierakis, Read, Taylor, Ivanovic, Zirkzee, Akpoguma, Mastantuono, Dovbyk, Amondarain, Dallinga, Winks, Chalobah, Kaiki, Yan Couto, Geubbels e via così. E allora ripeto a Malagò: convochi i maggiori esperti di diritto per studiare insieme una soluzione, per trovare un cavillo magico da portare &#8211; dopo essere stati puniti trent&#8217;anni fa in Lussemburgo &#8211; fino a Strasburgo alla Corte Europea dei diritti dell&#8217;uomo. Visto il danno portato ai giovani calciatori italiani dall&#8217;invasione di stranieri. Nulla è impossibile, di questi tempi che segnalano il declino delle istituzioni. É il momento di colpire &#8211; direbbe Sun Tzu. &#8220;Siamo stati a Coverciano &#8211; dice ancora Maldini &#8211; è una macchina ferma, ci sono tantissime persone che vorrebbero fare. Ma non sanno cosa fare&#8230;&#8221;. Cosa ci fa il progressista Beretta dopo Baggio e Albertini? Cosa ci fa il rampicante Ulivieri strappato al Vaticano? Con Italo Allodi il Centro Tecnico era diventato l&#8217;Università del Calcio; con Valcareggi, Bearzot, Vicini e Maldini il tempio delle vittorie.</p>
<p>Lì, guarda caso, per ottener credito internazionale, si sono laureati Cesc Fàbregas, Marek HamÜík, Franck Ribéry e Samir Handanovic. Lì lavorano con sottovalutato successo Bollini e Baldini: il primo lo proposi dopo l&#8217;uscita di scena di Mancini &#8211; prima di Spalletti &#8211; allora già col Mancio, oggi richiamato nel suo staff. Il secondo l&#8217;ho proposto fino a ieri e resta il mio CT personale. Mi auguro di non doverlo invocare per amore di Patria.</p>
<p>Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)</p>
<p>&#8211; foto IPA Agency &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Fifa-Uefa: la lezione dimenticata di Artemio Franchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 11:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quando l&#8217;Italia di Mancini vinse il titolo continentale &#8211; l&#8217;11 luglio del 2021 &#8211; scrissi entusiasta che il calcio rappresentava l&#8217;unica Europa realizzata. Con il pallone unito nella nobile finale di Wembley piuttosto che con le chiacchiere dispersive di Bruxelles. In verità il risultato fu un&#8217;impresa tutta azzurra perchè l&#8217;Uefa di Ceferin era solo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando l&#8217;Italia di Mancini vinse il titolo continentale &#8211; l&#8217;11 luglio del 2021 &#8211; scrissi entusiasta che il calcio rappresentava l&#8217;unica Europa realizzata. Con il pallone unito nella nobile finale di Wembley piuttosto che con le chiacchiere dispersive di Bruxelles. In verità il risultato fu un&#8217;impresa tutta azzurra perchè l&#8217;Uefa di Ceferin era solo un baraccone e i media nostrani avevano addirittura rampognato il povero Tavecchio che sosteneva di aver conquistato alla causa italica il miniboss sloveno. All&#8217;improvviso, dopo la realizzazione trionfale dell&#8217;ultimo Mondiale, Gianni Infantino &#8211; colui che ha portato con l&#8217;evento &#8220;americano&#8221; nelle casse FIFA 14 miliardi di dollari &#8211; viene considerato un suddito del già vituperato leader di 55 malconce Federazioni europee. Ignorando la storia, Ceferin e i suoi incensatori hanno sfidato Infantino: non partecipando alla prossima edizione del Centenario distruggeremo il tuo Impero dei Soldi. La storia racconta che l&#8217;unico grande presidente Uefa, Artemio Franchi, in una situazione simile &#8211; la minaccia di &#8220;africanizzare&#8221; la Fifa &#8211; chiamò O Rey Havelange e gli disse: &#8220;Invito Uruguay, Brasile e Argentina e il Mondiale lo faccio in Europa&#8221;. Noterete la sottile differenza. Non boicottare, giocare. D&#8217;altra parte, l&#8217;unico dirigente competente della Federazione europea, l&#8217;italiano Michele Uva, è stato declassato da vicepresidente a Executive Director per l&#8217;Euro2032 assegnato congiuntamente alla Turchia e all&#8217;Italia che, al solito, rischia di non avere a disposizione le cinque città dotate di stadi tecnologicamente adeguati e con i requisiti d&#8217;accoglienza, capacità infrastrutturale, sicurezza e sostenibilità. Proprio per le politiche ambientali così care a Bruxelles  Uva di recente è stato incluso nella lista Time100 come esperto sul tema climatico a livello mondiale, &#8220;il primo nello sport&#8221;, dicono. Invece di chiedergli &#8220;che tempo fa?&#8221; m&#8217;aspettavo che Malagò, grande manager del calcio nostrano di solito in mano a dirigenti impotenti, gli proponesse di collaborare per cercare di far risalire l&#8217;Italia Azzurra mortificata dalla Macedonia del Nord e dalla Bosnia Erzegovina. Servirebbe, Uva, mentre il presidente federale, involontariamente istruito dall&#8217;espertissimo Infantino, come lui cerca soldi per avviare l&#8217;attesa riforma. Davanti a questa situazione &#8211; per fortuna illuminata sul campo da Ranieri e Mancini &#8211; mi fa sorridere il ricordo dell&#8217;elezione di Malagò alla presidenza del Coni nel 2013. Gli ero contro, sostenevo Raffaele Pagnozzi candidato del calcio, perchè il Gran Giovanni rappresentava gli altri sport. L&#8217;ho conquistato con pochi altri. Prima o poi mi piacerebbe sentirgli dire qualcosa sui Ricchi Scemi.</p>
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		<title>Progetto &#8220;Per aspera ad astra&#8221;, la politica, Pirlo e l&#8217;ipocrisia</title>
		<link>https://www.italpress.com/progetto-per-aspera-ad-astra-la-politica-pirlo-e-lipocrisia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 06:54:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<title>Golia Spagna campione con merito ma non dimentichiamo i Davide</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 11:10:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ha vinto meritatamente la giovane Spagna, protagonista solitariadi una finale che ha dato più evidenza ai gorgheggi di LauraPausini che ai colpi di Messi. Ha vinto la Spagna perseguitatadall&#8217;arbitro. Come previsto. La Coppa del Mondo è tornata inEuropa. Ha perso l&#8217;Argentina sfiatata, dominata per 120 minuti,che ha dimenticato in panchina Lautaro, il bomber che l&#8217;avevatrascinata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha vinto meritatamente la giovane Spagna, protagonista solitaria<br />di una finale che ha dato più evidenza ai gorgheggi di Laura<br />Pausini che ai colpi di Messi. Ha vinto la Spagna perseguitata<br />dall&#8217;arbitro. Come previsto. La Coppa del Mondo è tornata in<br />Europa. Ha perso l&#8217;Argentina sfiatata, dominata per 120 minuti,<br />che ha dimenticato in panchina Lautaro, il bomber che l&#8217;aveva<br />trascinata a New York. <br />Ha vinto uno dei quattro Golia arrivati in fondo ma proprio la<br />strascinata finale fra spagnoli e argentini (impropriamente<br />ribattezzata fra Yamal e Messi, piuttosto una strepitosa<br />esibizione di Cucurella e Dibu Martinez) ha confermato che la<br />bellezza naturale del Calcio l&#8217;hanno offerta soprattutto i Davide<br />lasciati per strada, che qui ricordo per tutti con gli africani<br />del Capo Verde, ingiustamente eliminati per 3 a 2 dall&#8217;Argentina,<br />salvata dall&#8217;autogol di Borges al 111&#8242; dei supplementari. <br />Ecco come ha vinto la criticata scelta delle 48 squadre, primo<br />vero storico omaggio globale al calcio planetario con l&#8217;entusiasta<br />partecipazione dei popoli che hanno riempito tutti gli stadi. <br />Ecco come ha vinto l&#8217;odiato Infantino &#8211; organizzatore del più<br />grande spettacolo del Mondo &#8211; trasformando il Mega Trump in<br />supporter. E annunciando con squillo di tromba il Mondiale del<br />Centenario, nato in Uruguay nel 1930. Questo Mondiale ha<br />continuato giustamente a ricordare Maradona e Pelè, i padreterni,<br />dimenticando tuttavia nel finale il Grande Assoluto, Alfredo Di<br />Stefano, nato argentino nel River Plate, divenuto spagnolo nel<br />Real Madrid. Ma capisco. Sono uno dei pochi che l&#8217;ha visto giocare<br />e conosciuto e che, insieme alle grandi firme del passato, l&#8217;ha<br />eletto per la storia il Grande Assoluto. Adios.</p>
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		<title>Vent&#8217;anni dopo il romanzo azzurro&#8230; aspettando il 2030</title>
		<link>https://www.italpress.com/ventanni-dopo-il-romanzo-azzurro-aspettando-il-2030/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 17:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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					<description><![CDATA[<img width="1620" height="1080" src="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Vent&#8217;anni dopo il romanzo azzurro&#8230; aspettando il 2030" title="Vent&#8217;anni dopo il romanzo azzurro&#8230; aspettando il 2030" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006.jpg 1620w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-300x200.jpg 300w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1024x683.jpg 1024w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-768x512.jpg 768w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1536x1024.jpg 1536w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-696x464.jpg 696w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1068x712.jpg 1068w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" />Dopo l'Australia la cavalcata trionfale: 3-0 all'Ucraina, la notte di Dortmund (2-0 alla Germania ai supplementari) e il cielo azzurro sopra Berlino (6-4 dcr contro la Francia e quarto titolo mondiale)]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="1620" height="1080" src="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006.jpg" class="webfeedsFeaturedVisual wp-post-image" alt="Vent&#8217;anni dopo il romanzo azzurro&#8230; aspettando il 2030" title="Vent&#8217;anni dopo il romanzo azzurro&#8230; aspettando il 2030" style="display: block; margin: auto; margin-bottom: 5px;max-width: 100%;" link_thumbnail="" decoding="async" srcset="https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006.jpg 1620w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-300x200.jpg 300w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1024x683.jpg 1024w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-768x512.jpg 768w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1536x1024.jpg 1536w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-696x464.jpg 696w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-1068x712.jpg 1068w, https://www.italpress.com/wp-content/uploads/2026/07/Mondiali-2006-630x420.jpg 630w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /><p><em>di</em> <strong>Italo Cucci</strong></p>
<p>ROMA (ITALPRESS) &#8211;<strong> &#8220;Vent&#8217;anni dopo&#8221;</strong> &#8211; citando Dumas &#8211; è un bel romanzo dedicato ai tre Moschettieri Azzurri (così eravamo abituati a chiamarli una volta, nella stagione delle favole) che hanno meritatamente <strong>celebrato il 9 luglio del 2006 una clamorosa vittoria mondiale per l&#8217;Italia: Fabio Cannavaro, Gigi Buffon, Alessandro Del Piero.</strong> Ho scelto loro &#8211; senza far torto all&#8217;Azzurra bellissima che illuminò la notte di Berlino &#8211; perché erano juventini. E non dovevano esserci, al Mondiale. Un gruppo di penne all&#8217;arrabbiata (grandi firme infelici, come ai tempi di Bearzot) avevano richiesto la loro cancellazione insieme al ct Lippi e agli altri bianconeri che avevano appena digerito l&#8217;umiliazione di Calciopoli. Come disse Moggi, nella finale Italia-Francia di juventini in campo ce n&#8217;erano 9, Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi, Pirlo, Del Piero, Vieira, Thuram e Trezeguet. E perché no Zidane, quello della testata&#8230; vincente. Era il famoso blocco bianconero che in Azzurro &#8211; con nomi diversi &#8211; aveva già vinto il Mundial dell&#8217;Ottantadue. (Guarda un po&#8217;, senza un adeguato &#8220;blocco&#8221; non abbiamo più vinto, e neanche partecipato).</p>
<p><strong>Come nell&#8217;82, qualcuno giustificò l&#8217;inatteso successo come frutto dell&#8217;eroismo italico contro gli eventi contrari</strong> e dunque a Calciopoli toccò il riconoscimento postumo di portafortuna. Così vive certa critica: non è stato forse il Covid a spingere al successo europeo l&#8217;Italia di Mancini? Aggiungo ai Tre Moschettieri di Lippi il Quarto leggendario, D&#8217;Artagnan, ovvero Totti, che con il rigore realizzato contro l&#8217;Australia aprì le porte al successo. Sostituiva il grande rivale, Alex Del Piero, uscito al 75°. Resuscitato da Lippi, Francesco meditò: cucchiaio o no? Un rasoterra potente finì alle spalle di Schwarzer. Nella festa romana Totti e Del Piero s&#8217;abbracciarono sul pullman che attraversava l&#8217;Urbe. Quando la Nazionale era solidarietà e amore. Uno dei momenti più belli della mia vita di cronista. Dopo l&#8217;Australia la cavalcata trionfale: 3-0 all&#8217;Ucraina, la notte di Dortmund (2-0 alla Germania ai supplementari) e il cielo azzurro sopra Berlino (6-4 dcr contro la Francia e quarto titolo mondiale). Ricordo una sera a cena con Vittorio Pozzo, un secolo fa, a Bologna, chez Rodrigo. Lecito, anzi cortese, fargli domande di calcio &#8211; ahimè anche banali, per smuoverlo dal silenzio &#8211; impossibile scrivere le risposte. Per fortuna brevi. Ne ho ricavato interminabili papiri. Storia Patria.</p>
<p><strong>Parlava con un fil di voce &#8211; eccezione, &#8220;cameriere, ci porta da bere!?&#8221; &#8211; e dovevo mettere in funzione il mio Amarcord.</strong> Venne il momento in cui fare un po&#8217; di conoscenza. A un certo punto entrò il famoso Giorgio Albertazzi con cane lupo. Ci vide. Si fermò. Lo presentai. E Pozzo &#8211; che non l&#8217;aveva riconosciuto &#8211; &#8220;Che bel cane!&#8221;. Giorgio, allibito, andò a sedersi. Per interessare il Maestro trovai solo un modo: &#8220;Ha giocato nella Fiorentina&#8221;. Ma finì lì. Anzi: &#8220;Ma lei, giovane, quanti anni ha?&#8221;. E dissi, per svegliarlo: &#8220;Sono del Trentanove&#8230;&#8221;. Si svegliò: &#8220;Peccato, per un anno ha perso una bella occasione&#8230;&#8221;. Ah, quel Trentotto che Biavati mi raccontava sempre accendendosi come un fiammifero. Ci ripenso perché tutti quelli che sono nati dopo il 2006 &#8211; dai ventenni in giù &#8211; si sono persi il bellissimo trionfo di Germania (dove avevo già esordito da cronista, nel &#8217;74) e dal 2014 zero mondiali. Con un dettaglio di consolazione. Se è vero che da quella cena con Pozzo dovetti arrivare all&#8217;82 per vedere Zoff sollevare la Coppa del Mondo, il signor Ferruccio Valcareggi mi fece tuttavia vedere l&#8217;Italia Europea del &#8217;68 &#8211; Pozzo la registrò e poco dopo se ne andò &#8211; così come il signor Roberto Mancini ci ha regalato l&#8217;Europa nel 2021.</p>
<p><strong>Due sbornie di gloria a interrompere decenni di acquamara. E la licenza di dire che vincere gli Europei è più difficile che vincere i Mondiali</strong>. Come disse Artemio Franchi, presidente Uefa, a Joao Havelange, presidente Fifa: &#8220;Invito Uruguay, Brasile e Argentina e il Mondiale lo faccio in Europa&#8221;. Io è la seconda volta che mi son perso qualcosa, per la forza del destino; il ventennale fallimento della Nazionale è invece frutto dell&#8217;impotenza dei vertici calcistici. Da decenni infognati nell&#8217;avventura mediatico/speculativa degli stranieri pagati cifre iperboliche per avere molte bufale esotiche e rari campioni, e questi ad occupare nelle squadre di Serie A i ruoli magistrali, quelli che vedete interpretare al meglio in questo Mondiale dai quaranta &#8220;infiltrati&#8221; che son venuti a scuola da noi. Tutti in forma. Tranne Leao, lui &#8211; Mister Contropiede &#8211; l&#8217;abbiamo rovinato noi&#8230;Ogni giorno che passa c&#8217;è qualcuno che mi chiede se, saltato anche il Ventisei americano andremo al Trenta mediterraneo. Portogallo, Spagna e Marocco. Vicino a casa mia. Ho perduto la riforma di Tavecchio, che se ne andò liberando i gaglioffi del quartierino, sto invocando la riforma di Malagò e lo seguo con amicizia, minuto per minuto. Fra poco faremo i conti&#8230;</p>
<p>Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)</p>
<p>&#8211; foto IMAGE &#8211;</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Messi e CR7, i &#8220;soliti noti&#8221; brillano nel Mondiale più spettacoloso di sempre</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>Mondiali2026 al via, come e perchè l&#8217;Italia resta ancora a casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 13:05:09 +0000</pubDate>
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		<title>Baldini ct e italiani di origine straniera, così l&#8217;Italia può rinascere</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Arriva la notizia: l&#8217;Italia Under 17 di Daniele Franceschini ha battuto a Tallinn il Belgio ai rigori ed è diventata campione d&#8217;Europa. Come nel 2024. Pochi minuti dopo, al 18&#8242; di Grecia-Italia, Pio Esposito ha reso omaggio agli azzurrini con il bel gol vittorioso che ha confermato il buon lavoro di Silvio Baldini definito &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva la notizia: l&#8217;Italia Under 17 di Daniele Franceschini ha battuto a Tallinn il Belgio ai rigori ed è diventata campione d&#8217;Europa. Come nel 2024. Pochi minuti dopo, al 18&#8242; di Grecia-Italia, Pio Esposito ha reso omaggio agli azzurrini con il bel gol vittorioso che ha confermato il buon lavoro di Silvio Baldini definito &#8211; ci sta anche questo nella sua turbinosa carriera &#8211; il ct ad interim a scadenza rapida: due impegni, tertium non datur. L&#8217;ospite dopo tre partite puzza. Meglio evitare. Può venir fuori uno scemo del villaggio che chieda la conferma alla guida della Nazionale e scoppia un casino che magari finisce per coinvolgere anche Abodi e Malagò. Fantascienza? No, nella primavera dell&#8217;82 un grande giornale mi definì lo scemo del villaggio. Perchè difendevo con le unghie e coi denti &#8211; quasi solitario &#8211; il ct Enzo Bearzot. E perchè continuavo a dire e a scrivere che saremmo diventati Campioni del Mondo. E così fu. Silvio, solo tu potresti far rinascere la Nazionale, oggi ti raccomando ct mentre i Grandi Incompetenti sono pronti a ingaggiare l&#8217;inutile Conte coprendolo di milioni: ci ha già provato, ha fallito. Come Spalletti. Come Gattuso. <br />Io sono&#8230;federale da sempre, dai tempi del pur criticatissomo Valcareggi. Dopo il Sudafrica 2010 mi permisi di segnalare la grave crisi della Nazionale. Accusavo da anni l&#8217;eccesso di giocatori esotici nei ruoli più importanti delle nostre squadre e mi piacque un&#8217;idea federale suggerita e sostenuta da Prandelli: arruolare fin dalle giovanili i ragazzi italiani di origine straniera. Non successe nulla, anzi, sempre peggio. Finchè&#8230;Le formazioni delle Under sono anche socialmente importanti. Prendi al volo la Under  di Baldini e capisci subito che gli allenatori di Coverciano fanno sul serio: lui ha un&#8217;Italia Open con numerosi &#8220;Balotelli&#8221; (citato come esemplare d&#8217;integrazione dal governatore di New York): Ahanor belga, Chiarodia tedesco, Ndour senegalese, Koleosho statunitense, Ekhator nigeriano, Fini ivoriano. Ragazzi italiani di origine straniera anche nella rosa di Daniele Franceschini e nelle altre Under. Il calcio è riuscito dove non sono riuscite le istituzioni politiche e sociali. <br />Italo.cucci@italpress.com</p>
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		<title>Mister Curriculum e la sua Giovane Italia, crescere a dispetto dei disfattisti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:55:03 +0000</pubDate>
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		<title>Pozzo, Valcareggi e Bearzot, quelli senza curriculum proprio come Silvio Baldini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 11:04:02 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Eupalla e sirene: la notte che ha deciso tutto</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Invocato l&#8217;aiuto di Eupalla anche questo campionato è finito. Non senza emozioni, come insegna l&#8217;antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d&#8217;un fiato, la notizia: la Roma con Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l&#8217;adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Invocato l&#8217;aiuto di Eupalla anche questo campionato è finito. Non senza emozioni, come insegna l&#8217;antica regola di giocare tutti insieme. E adesso, tutta d&#8217;un fiato, la notizia: la Roma con  Malen e Dybala insieme e con un gol di El Shaarawy conquista l&#8217;adorato posto in Champions insieme allo spettacoloso Como di Fabregas che annienta la Cremonese con un poker. Il Milan e la Juve finiscono in Europa League. La Juve sfortunata protagonista dell&#8217;ultima puntata. Mancavano giusto gli incidenti di Torino per chiudere il campionato più confuso di sempre. Giorni e giorni a discutere come evitare eventuali incidenti per il derby di Roma, ecco improvvisamente una falla nella sicurezza a Torino. All&#8217;inizio ne esce ferita la Juve &#8211; soprattutto per quel tifoso portato in ospedale in codice rosso &#8211; la cui partita ha rischiato di non essere giocata. Spalti vuoti per violenza e paura. Poi al 23&#8242; &#8211; mentre gli altri giocavano la fase bollente dei cinquanta &#8211; un gol di Vlahovic, come una dolce vendetta del serbo perseguitato da tre allenatori, ha riaperto le braccia alla felicità. E adesso spazio alla giostra delle panchine. Conte e Spalletti su tutti. Cerchiamo di evitare il Conte Azzurro. Finirebbe come Spallettone. Finito? No, personalissimi complimenti al Lecce di Sticchi Damiani, Pantaleo Corvino, Eusebio Di Francesco e Lamek Banda. Ma questa è un&#8217;altra (bella) storia.<br />(Dicevo dei Cinquanta, direi il bello del calcio da raccontare minuto per minuto. Al 51&#8242; lo 0 a 2 del Como a Cremona; al &#8217;54 risponde la Cremonese, 1 a 2. Al 56&#8242; la Roma passa a Verona e suonan le campane. Al 56&#8242; batosta per il Milan, segna Rodriguez, 1 a 2 per il Cagliari. A Milano suonan le sirene.<br />&#8220;Era un presagio dolce e lusinghiero<br />Il Piave mormorò: &#8220;Non passa lo straniero&#8221;<br />Ho l&#8217;età per avere nostalgie scolastiche, quando ancora non era sicuro &#8220;il Canto degli Italiani&#8221; e ogni tanto fra i banchi o in gita ci si esibiva nella &#8220;Canzone del Piave&#8221;. Naturalmente non immaginavo  che un giorno ne avrei usato due versetti per una patriottarda battaglia calcistica ma in queste ore è risuonata una volta di più la richiesta disperata: la grande sfida per due posti nella futura Champions (Inter e Napoli già promossi) visto che nessuna squadra italiana è arrivata fino in fondo nel Continente, Europa League, Conference League e derivate comprese. Questo, dopo essere stati cacciati per la terza volta dal Mondiale. Eccomi, a gridare &#8220;Non passa lo straniero!&#8221; perchè mi ascolti Malagò , futuro leader del pallone, trovando il modo &#8211; c&#8217;è, sicuramente &#8211; di smettere di sprecare risorse plurimilionarie per ingaggiare campioni presunti e bufale certe. Con tanti giovani italiani appiedati, club e Nazionali demoliti.</p>
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		<title>Nel &#8220;mezzogiorno di fuoco&#8221; della Serie A spicca la decadenza della Juve</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Milan e Nazionale, il corto muso non basta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[State attenti. La sconfitta rimediata dal Milan &#8211; nonostante i due gol di Pavlovic e Nkunku trovati a fine partita e in Zona Var &#8211; non è solo un problema dei rossoneri, finanziatori compresi: è un attentato Nazionale. I padroni americani stanno cercando da tempo di nasconderlo, questo povero Milan, addirittura facendolo giocare a San [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>State attenti. La sconfitta rimediata dal Milan &#8211; nonostante i due gol di Pavlovic e Nkunku trovati a fine partita e in Zona Var &#8211;  non è solo un problema dei rossoneri, finanziatori compresi: è un attentato Nazionale. I padroni americani stanno cercando da tempo di nasconderlo, questo povero Milan, addirittura facendolo giocare a San Siro in maglia gialla; ma tentano soprattutto di scaricare Allegri alla Federazione, come fece Berlusconi con Matarrese quando decise di &#8220;liberare&#8221; Sacchi. I trombettieri di sponda Milan hanno già fatto sapere che il Max piacerebbe a Malagò. Se è per il corto muso e il realismo tattico piace anche a me, ma giù le mani dalla Nazionale, abbiamo pagato fin troppo gli errori dei federali illusi dai panchinari vip. Escluso il Lippi 2006 &#8211; che schierò un&#8217;Italjuve &#8211; e il Mancini Euro2021, ispirato da Azeglio Vicini e dal&#8230;covid, nessun Divo da cinquant&#8217;anni a questa parte ha vinto qualcosa, lasciando all&#8217;Under la difesa dell&#8217;orgoglio azzurro. Elenco i panchinari più famosi: Sacchi, Trapattoni, Donadoni, Prandelli, Conte, Ventura, Spalletti. Zero.<br />La palla adesso passa a Silvio Baldini, l&#8217;uomo dell&#8217;Under 21, e io gliela lascerei, almeno il tempo che occorrerà per ricostruire un&#8217;Italia degna del suo blasone. Presentato Allegri, applausi all&#8217;Atalanta che ha dato spettacolo a San Siro con i gol di Ederson, Zappacosta e Raspadori, il mio caro Giacomino. Leggo che Percassi vorrebbe al posto di Palladino Thiago Motta ma la verità è che qualcuno il degno sostituto di Gasperini vuole portarglielo via. E adesso scusatemi ma non sono di quelli che scesero in strada a gridare entusiasmo per Paris St Germain-Bayern 5 a 4. Per alcuni neofiti l&#8217;apoteosi del calcio moderno. S&#8217;erano persi Italia-Germania 4 a 3 del &#8217;70. Soprattutto non sapevano che &#8220;moderno&#8221; è un termine che s&#8217;usava già ai tempi dei Romani. E che in realtà certe goleade rispondono a una scarsa organizzazione della partita. E infatti il match di ritorno &#8211; gestito tatticamente con juicio &#8211; decise il successo del PSG con un 1 a 1 &#8220;pieno di giuoco&#8221;. Come si diceva ai miei tempi. Da quali porto anche il giudizio estetico ed emotivo naturale che mi fa sottolineare la bellezza di Parma-Roma, cento minuti di festa. Prima quella di Mandela Keita che, segnato il gol del 2 a 1, ha iniziato un ballo a distanza con la madre in tribuna, forse l&#8217;immagine più spontanea e felice prodotta nella giornata della mamma. Poi l&#8217;espressione guerriera di Donyell Malen che firma al minuto 101 la carica giallorossa dopo averla avviata al 22&#8242;. Faccio finta di apprezzare questo finale dedicato all&#8217;Europa anche se da sempre mi fanno ridere le tre squadre aggiunte oggi all&#8217;Inter come se avessero vinto qualcosa. A Napoli Conte è invitato a firmare il secondo posto con un Bologna disarmato, ma io non dimentico quel che mi disse un giorno lo sportivo eccellente Enzo Ferrari:&#8221; Il secondo è solo il primo degli ultimi&#8221;.</p>
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		<title>Marotta l&#8217;oro di Milano, lui e Chivu gli artefici dello scudetto dell&#8217;Inter</title>
		<link>https://www.italpress.com/marotta-loro-di-milano-lui-e-chivu-gli-artefici-dello-scudetto-dellinter/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un tricolore che ricorda quello della stagione 1988-89 col Trap e Matthaus]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>San Siro ha festeggiato l&#8217;Inter vittoriosa sul Parma (1 a 0 di Thuram al 46&#8242;, doppiato da Mkhitarian all&#8217;80&#8217;) e il suo ventunesimo scudetto con una passione ch&#8217;è naturale ricchezza della Beneamata ma anche del suo tempio che mani profane vogliono abbattere. San Siro ha festeggiato l&#8217;Inter e il suo miracoloso scudetto nonostante i veleni che sono stati sparsi sul suo ultimo percorso da chi sognava di accoglierla nella Calciopoli della VAR. <br />Per dare subito un&#8217;identità a questo ventunesimo scudetto dell&#8217;Inter dirò che mi ha ricordato il tricolore da record di Trapattoni, campionato 1988-89, vinto con 4 giornate d&#8217;anticipo, star Lothar Matthàus. Lasciando a 11 punti il Napoli di Maradona.  Presidente Ernesto &#8220;Buonsenso&#8221; Pellegrini, ds Giancarlo Beltrami, anima Peppino Prisco.  <br />L&#8217;Inter di oggi è ristretta: allenatore Cristian Chivu, il primo giocatore che vince lo scudetto anche da allenatore; presidente Giuseppe Marotta, Ds Ausilio. E poeu pu. I quattrini chi li mette (e li incassa)? Dal 22 maggio 2024, il fondo statunitense Oaktree Capital Management che ha assunto il controllo del 99,6% delle azioni ex Suning. <br />Ma il bello di Marotta è che può governare da solo, spendendo energia, competenza (e soldoni altrui) da quando a 19 anni arrivò al Varese di Giovanni Borghi. Già. Non è un caso che il Beppe abbia reso al meglio da governatore di fiducia di grandi famiglie, dall&#8217;Atalanta di Percassi, alla Sampdoria di Garrone, alla Juve di Agnelli, all&#8217;Inter di&#8230;Sì, Moratti disse otto anni fa che l&#8217;avrebbe preso volentieri: &#8220;L&#8217;arrivo di Marotta sarà molto utile alla società. Ha esperienza e una conoscenza a 360 gradi del calcio e quindi credo possa essere utilissimo. E&#8217; un professionista, credo che gli sia stato utile lavorare a Torino e portare a casa tante vittorie. Poi sono i calciatori a portare a casa i risultati, speriamo che rinforzando la società i giocatori possano ottenere i risultati che l&#8217;Inter merita per quello che ha costruito&#8221;. <br />Già, i calciatori. Certo ha avuto fortuna, Marotta, trovando alla Pinetina, in splendida forma, Lautaro Martinez, senza dubbio il Bomber Scudetti, a oggi 263 partite con 131 gol. A parte gli allenatori vincenti di scudetti come Conte e Simone Inzaghi, l&#8217;uomo che ha inventato molti campioni (ma ha chiuso con la Juve per non &#8220;firmare&#8221; il mitico Cristiano Ronaldo), a Casa Inter ne ha portati, di Valorosi. Mostrando, contemporaneamente, di possedere la virtù di Moggi, bravissimo a vendere. Ultimo, ma non per importanza, Cristian Chivu. Quasi perfetto. Infatti i &#8220;nemici&#8221; sono riusciti a trovargli difetti solo nelle evoluzioni dialettiche, consentite e comunque dipendenti soprattutto da domande sciocche. Ci hanno messo mesi, i critici, prima di prenderlo sul serio. Marotta no. Gli ho chiesto chi gliel&#8217;ha suggerito, il mister giovane e vincente &#8211; il primo nerazzurro scudettato da giocatore e da allenatore &#8211; e mi ha risposto ridendo: &#8220;Marotta!&#8221;. L&#8217;oro di Milano.</p>
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		<title>Quando il Var spegne la passione del calcio</title>
		<link>https://www.italpress.com/quando-il-var-spegne-la-passione-del-calcio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 11:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Non so voi. Io le ultime partite, culminate in Torino-Inter e Juve-Milan, le ho seguite con un certo disagio. Lo scandalo esploso nel weekend mi ha smontato. Non è ch&#8217;io segga in poltrona con bandierine, caccavella e putipù &#8211; neppur quando gioca l&#8217;amato ma ormai spento Bologna &#8211; ma ci metto curiosità e passione da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so voi. Io le ultime partite, culminate in Torino-Inter e Juve-Milan, le ho seguite con un certo disagio. Lo scandalo esploso nel weekend mi ha smontato. Non è ch&#8217;io segga in poltrona con bandierine, caccavella e putipù &#8211; neppur quando gioca l&#8217;amato ma ormai spento Bologna &#8211; ma ci metto curiosità e passione da oltre mezzo secolo. Sempre. Sì, il Napoli mi aveva già divertito con un pizzico di suspense, poi Genoa-Como &#8220;alla Cesc&#8221; m&#8217;è piaciuta, ma arrivato all&#8217;Inter ero già inquieto e per fortuna il vecchio Toro mi ha rinvigorito. Con fatica ho affrontato Juve-Milan. Ero pronto a raccontare l&#8217;ultima storia di Allegri, gran protagonista sulle due sponde, ma il gol pur legittimamente annullato dal VAR al 35&#8242; a Thuram mi ha spento. E ributtato<br />nelle miserie del passato. Dopo, ho visto una partita standard, accademica, con spruzzi di emozioni per giustificare il biglietto. Yildiz all&#8217;80&#8217;? Ma mi faccia il piacere, Lucio&#8230;<br />Qual è l&#8217;elemento più importante della partita di calcio? Una volta era il gol &#8211; bello o brutto che fosse &#8211; da oggi (terza e triste ripetizione) la credibilità. Che dovrebbe produrre fiducia. E reputazione. Una reputazione ahinoi pregiudicata. Con<br />ripetute sentenze di condanna che hanno realizzato Calciopoli, ovvero &#8220;un giro di corruzione e frode sportiva atto a pilotare<br />risultati. Il termine è usato anche per indicare la manipolazione del Campionato attraverso il controllo degli arbitri&#8221;. E ci<br />siamo. Senza risalire alla preistoria degli imbrogli, nel 2006 fu protagonista la Juventus, e pagò. L&#8217;odierna denuncia,<br />scaturita dall&#8217;ennesima leggerezza della magistratura che consente la perversione dell&#8217;Indagato in Accusato, tira in ballo<br />l&#8217;Inter, come se il ventennale rosicare degli juventini avesse raggiunto lo scopo. Ma a parte il fatto che escludo per principio la colpevolezza dell&#8217;arbitro Rocchi e dell&#8217;Inter il nuovo caso è gravissimo perchè coinvolge la VAR, un sistema realizzato per<br />sicurezza e giustizia oggi rivelatosi come facile vittima di manipolazioni. Con una parola. Con uno sguardo. Nella mia campagna quasi solitaria contro la VAR ne ho denunciato l&#8217;irrilevanza sul piano decisionale con un primissimo intervento ai tempi del presidente federale Tavecchio al quale dissi pubblicamente che non poteva esistere uno strumento di<br />estrema sicurezza se a gestirlo fossero comunque degli uomini. Oggi aggiungo, dopo che la categoria è stata ridicolizzata da quel mezzo, ch&#8217;è peggio ancora la gestione della VAR affidata al mondo arbitrale da sempre avvelenato da gelosie e invidia. E dal denaro. Attualmente, un arbitro di Serie A guadagna circa 90.000<br />fissi annui più circa 4.000 a partita, mentre i VAR ricevono compensi minori, pari a circa 1.700. Prima erano praticamente dilettanti. Son diventati professionisti &#8211; tenetevi! &#8211; dopo Calciopoli 2006. Il lavacro. L&#8217;acqua non manca. Avanti il prossimo. Costerà di più?</p>
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		<title>Giochi Champions quasi finiti, De Rossi rimpianto Roma</title>
		<link>https://www.italpress.com/giochi-champions-quasi-finiti-de-rossi-rimpianto-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;era una volta Juve-Bologna. Se si giocava la domenica, il sabato sera il presidente rossoblù in carica aveva la sua quasi immancabile consolazione: cena con l&#8217;Avvocato, paillard, insalatina e una tazzina di caffè. Soddisfatto Giuseppe Gazzoni &#8211; menù nobile che trovai anche a casa sua &#8211; Luciano Conti, operaio imborghesito, chiese anche un&#8217;aranciata. La domenica, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era una volta Juve-Bologna. Se si giocava la domenica, il sabato sera il presidente rossoblù in carica aveva la sua quasi immancabile consolazione: cena con l&#8217;Avvocato, paillard, insalatina e una tazzina di caffè. Soddisfatto Giuseppe Gazzoni &#8211; menù nobile che trovai anche a casa sua &#8211; Luciano Conti, operaio imborghesito, chiese anche un&#8217;aranciata. La domenica, immancabile sconfitta. Ma era grande calcio e la Juve Gran Signora. A modo suo. Ieri sera il Bologna ormai poco Italiano (a parte i tre indigeni ormai inservibili presentati all&#8217;inizio, proprio come la Juve) ha fatto lo sparring partner, e molto bene, visto che Spalletti ha potuto offrire ai suoi ammiratori due gol (David fulmine dopo un minuto, Thuram beffardo al 56&#8242;) una bella partita. Finta ma bella. Tre punti per la Champions. Probabilmente insieme al Milan, al Napoli e alla Beneamata. Bravo Lucio. Oh come ci siamo divertiti.<br />L&#8217;Inter virtualmente tricolore ha lasciato solo la Zona Europa, ma rispetto ai bei tempi la lotta per un posto nella Champions tristemente ridimensionata sembra sottotono. Là dove abitualmente può far danno la stanchezza, con i relativi danni fisici, oggi manca soprattutto la fiducia. L&#8217;aria che tira è quella di un altro squallido &#8220;tutti a casa&#8221;. E dire che quando a metà anni Novanta si decise di abolire l&#8217;unica, vera, effettiva Coppa dei Campioni la riforma (parolaccia troppo in uso da queste parti) fu decisa per orgoglio e per lucro. L&#8217;orgoglio di poter salire a fine torneo sul podio, la moltiplicazione di incassi in una giostra fruttasoldi. O mangiasoldi, come si è visto. Perchè i pur celebrati allenatori d&#8217;Italia, incapaci di scoprire e lanciare talenti nazionali, s&#8217;affidano a manager che s&#8217;inventano Pippe &#038; Bufale con l&#8217;ottusa benevolenza di certa critica. Arrivo a immaginare che non tutti i presidenti, in questi giorni, sognino un posto in Champions. Il fallimento stagionale è commentato dai perdenti in un solo modo: &#8220;Alla mia squadra sono mancati giocatori di valore&#8221;. E i presidenti pagatori sanno già cosa vuol dire valore: non capacità, solo euro milioni.<br />Per finire, un pensierino alla coda: complimenti a Daniele De Rossi, salvatore del Genoa. Visto quel che succede alla Roma fra Gasperini e Ranieri sarebbe stato meglio tenerselo&#8230;<br />italo.cucci@italpress.com</p>
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		<title>L&#8217;Inter doma e ribalta l&#8217;esotico Como e vede il tricolore</title>
		<link>https://www.italpress.com/linter-doma-e-ribalta-lesotico-como-e-vede-il-tricolore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 11:04:03 +0000</pubDate>
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		<title>Tra Lautaro e Politano, il calcio italiano si interroga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 11:35:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L&#8217;Inter ritrova Lautaro, i suoi gol, e straccia la Roma. Pasqua senza sorprese, il Napoli in Pasquetta si porta a sette punti, esalta Politano, l&#8217;italiano sicuro. E in poche ore di festa &#8220;privata&#8221; fingiamo di dimenticare il lutto Nazionale. Il radiocronista &#8211; ch&#8217;io sempre seguo davanti alla tv &#8211; sintetizza con due nomi non solo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Inter ritrova Lautaro, i suoi gol, e straccia la Roma. Pasqua senza sorprese, il Napoli in Pasquetta si porta a sette punti, esalta Politano, l&#8217;italiano sicuro. E in poche ore di festa &#8220;privata&#8221; fingiamo di dimenticare il lutto Nazionale. Il radiocronista &#8211; ch&#8217;io sempre seguo davanti alla tv &#8211; sintetizza con due nomi non solo una partita, Napoli-Milan, ma il calcio del Bel Paese:&#8221;Ecco, scendono  in campo anche loro, De Bruyne e Modric, due calciatori, due campioni, due monumenti carichi di trofei&#8230;il Maradona esulta&#8230;&#8221;. E&#8217; un momento cinematografico, &#8220;Da qui all&#8217;eternità&#8221;, ma è pura retorica. Capirei se fossi io, che li ho visti giovani e forti, a godere nel Jurassic Park, no, sono i critici dell&#8217;ultim&#8217;ora che se li godono, a Napoli come a Milano, disinteressati agli italiani, al destino di Vergara, spacciato per bocia &#8211; avrebbe detto Rocco &#8211; ma già maturo, e di Camarda, infortunato a Lecce, ritornato al Milan, forse smarrito. Comunque merito di Allegri se il cronista descrive un&#8217;effettiva collaborazione  fra il quarantenne Modric e il ventenne Bartesaghi. Così sono arrivato al dunque, alla Nazionale. Per giustificare la vergogna dell&#8217;addio al Mondiale &#8217;26 sento dire che tanto ormai gli italiani non amano più l&#8217;Azzurra, si esaltano solo per la propria squadra in campionato: fosse vero, li capirei, visti i disastri messi in scena per dodici anni da una Federcalcio esautorata dalla Lega. Non è vero, lo conferma lo psicodramma mediatico che ha gonfiato quotidiani, telegiornali, social e politica. Per non dire lo tsunami di commenti spesso insopportabili per stupidità, banalità o incompetenza. Mi soddisfa, in attesa della New Way Malagò, la decisione di affidare il ruolo di traghettatore a Silvio Baldini (secondo me il miglior ct su piazza) dandogli la panchina per le prossime amichevoli, ma con giudizio. Un autorevole foglio quotidiano propone &#8220;Due mesi senza ct. Dalla Bosnia alla doppia amichevole con Lussemburgo e Grecia a giugno: due mesi persi, perchè il ct che siederà in panchina sarà un traghettatore. Un ct ad interim. Potrà anche vincere 10-0 entrambe le partite, ma quello vero arriverà a fine giugno, scelto nella ristretta lista dei big da Nazionale&#8221;. I big da Nazionale che non hanno mai vinto, escludendo Lippi che nel 2006, non voluto dai maestrini dalla penna rossa, vinse con l&#8217;Italjuve. <br />Di Baldini so una cosa, chiederà di lavorare con la sua Under 21 reduce dalla vittoria esterna per 4-0 sulla Svezia. Gli azzurri di Gattuso li lascerà a casa tutti tranne l&#8217;under 21 Marco Palestra. Lancio per lui lo slogan di Pier Capponi:&#8221;Voi sonerete le vostre trombe, noi soneremo le nostre campane&#8221;.</p>
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		<title>Malagò presidente giusto per la rinascita con competenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 16:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Italo CucciMi dicono che per la presidenza della Federcalcio è fatta per Giovanni Malagò. E ci credo. Non può esistere &#8211; se non nell&#8217;immenso bar sport vociferante che nelle disgrazie s&#8217;affolla di consigliori, guitti, nani e ballerine &#8211; chi non lo ritenga opportuno. Anzi indispensabile. Altri nomi sono frutto di fantasia o di privato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Italo Cucci<br />Mi dicono che per la presidenza della Federcalcio è fatta per Giovanni Malagò. E ci credo. Non può esistere &#8211; se non nell&#8217;immenso bar sport vociferante che nelle disgrazie s&#8217;affolla di consigliori, guitti, nani e ballerine &#8211; chi non lo ritenga opportuno. Anzi indispensabile. Altri nomi sono frutto di fantasia o di privato livore. Gli è stato impedito di cogliere in veste di Presidente del Coni il meritato successo per la magistrale realizzazione dei Giochi Invernali, è inevitabile affidargli non dico la salvezza ma la ricostruzione del calcio italiano. Non solo della Nazionale che è fallita perchè ignorata dalla Lega Padrona oggi istigatrice dell&#8217;eterno alibi di Roma Ladrona. Circola addirittura l&#8217;idea che in fondo non sia successo quel dramma annunciato dai titoloni e dalle grida perchè per fortuna torna il campionato e le disgrazie azzurre vanno in sottordine. Traduzione: l&#8217;Italia non è più amata. Arrivano sulla scena del teatro dei Burattini anche gli psicologi che vaticinano la fuga dei piedi e dei cervelli giovani. Ma non è colpa della Nazionale. Loro guardano il tennis e vedono Sinner vittorioso. S&#8217;avvicinano alla Formula 1 e colgono la felicità del coetaneo Antonelli. Seguono curiosi il rombo dei motori e incontrano Bagnaia, Bezzecchi e tant&#8217;altra gioventù. Perchè seguire uno sport spalmato nella settimana e ritornato al possesso esclusivo degli sciagurati riccastri?<br />E allora io credo che sia arrivato il momento di bloccare la minzione ideologica. Ho sentito Allegri &#8211; fra l&#8217;altro indiziato di panchina azzurra &#8211; parlare di affidare la Rinascita ai ruoli di competenza quand&#8217;è chiaro che si tratta di asili d&#8217;incompetenza. Ricchi, poveri, geni e scemi son tutti presenti, come nel &#8217;58, prima esclusione dai Mondiali che ottenne la mitica sentenza di Giulio Onesti. Ho sentito anche De Rossi sostenere il contrario, chiedere silenzio, lavorare e basta. Bravo, quello che affligge e spaventa i padroni del vapore è il lavoro. Fidatevi di uno che nell&#8217;82 sposò la dottrina di Bearzot e gioì insieme a lui per la vittoria; e che nel 2006, respinta la richiesta delle penne rosse perchè l&#8217;Italia restasse a casa, colse insieme a Lippi e un gruppo di campioni un successo incredibile. <br />I predicatori di sventura sono tanti, parla un nesci qualunque e titolano &#8216;Così parlò Zarathustrà. Poi ci son quelli che attribuiscono ogni guaio a Gravina, il capro espiatorio. Arriverà il suo dossier e si leggeranno &#8211; documentate &#8211; le responsabilità dei club, del presunto sindacato calciatori e del governo che avrebbe approvato provvedimenti di legge per distruggere il calcio non avendo competenza in materia. E&#8217; arrivata la politica, amici miei, a far danni insieme ai tanti dilettanti allo sbaraglio. E contro gli eccessi politicanti serve solo chi nello sport ha già dimostrato capacità manageriale. Viene dal virtuoso Olimpo dei Giochi ma conosce il Verbo di Boniperti che da tifoso non ha amato: vincere è l&#8217;unica cosa che conta. Benvenuto Malagò.<br />Buona Pasqua a tutti.</p>
<p>PS &#8211; Un&#8217;altra volta parleremo del CT. Per ora buon lavoro al traghettatore Silvio Baldini: la sua Under 21 avrebbe sconfitto la Bosnia.</p>
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		<title>Ciao America e ciao Mondiale, in 20 anni dissipato l&#8217;oro della storia azzurra</title>
		<link>https://www.italpress.com/ciao-america-e-ciao-mondiale-in-20-anni-dissipato-loro-della-storia-azzurra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 11:05:03 +0000</pubDate>
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		<title>L&#8217;Italia va, il primo passo verso il Mondiale è fatto</title>
		<link>https://www.italpress.com/litalia-va-il-primo-passo-verso-il-mondiale-e-fatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Non è finita finchè non è finita!&#8221; (&#8220;It Ain&#8217;t Over &#8216;til It&#8217;s Over &#8220;) by Lawrence Peter &#8216;Yogì Berra. Tonali al 56&#8242;, Kean all&#8217;80&#8217;. Vittoria ritrovata dopo lunghe stagioni di pena. Vittoria che subito cancella l&#8217;incubo di Belfast del 1958, quando gli irlandesi del Re ci negarono il Mondiale di Svezia. E&#8217; un&#8217;Italia che va, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Non è finita finchè non è finita!&#8221; (&#8220;It Ain&#8217;t Over &#8216;til It&#8217;s Over &#8220;) by Lawrence Peter &#8216;Yogì Berra. Tonali al 56&#8242;, Kean all&#8217;80&#8217;. Vittoria ritrovata dopo lunghe stagioni di pena. Vittoria che subito cancella l&#8217;incubo di Belfast del 1958, quando gli irlandesi del Re ci negarono il Mondiale di Svezia. E&#8217; un&#8217;Italia che va, il primo passo verso il Mondiale è fatto. Un&#8217;altra sfida con la Bosnia (vittoria ai rigori sul Galles) e poi&#8230; Grazie Ringhio, l&#8217;ho promesso. Ci voleva un umile col cuor di leone per ridarci il diritto a esibire quattro stelle offuscate da due tornei perduti senza combattere. All&#8217;inizio un&#8217;Italia non spaventata ma incerta. Poi ha cominciato a costruire la vittoria un&#8217;Italia bifronte: da una parte il volto ringhioso di Gattuso, dall&#8217;altra la faccia da gol di Tonali che ha scelto &#8211; parola sua &#8211; di somigliare al ct. Direte: dove? Nella grinta che può favorire sembianze da guerriero o da killer.<br />Nella concretezza che Rino veste di rudezza e Sandro di eleganza. Volendo, li unisce anche un tocco di scuola britannica, Gattuso che cresce nei Rangers a Glasgow, Tonali che si completa al Newcastle. <br />L&#8217;ex milanese esiliato in Inghilterra era il più atteso, anzi, era diventato indispensabile rappresentante di un calcio di qualità che faticava ad esibire il resto della squadra. Ma non è stato facile cogliere il successo, il che incoraggia ad affrontare i prossimi avversari, sicuramente arditi nello spirito, inferiori nel gioco. Bergamo è stata calda come Roma, come Napoli anche se la morte beffarda aveva appena rubato a lei e all&#8217;Italia Beppe Savoldi, un bomber storico. E un amico. Grazie Beppegol, ti ho sentito con noi.</p>
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		<title>Gattuso, vai e vinci. Nessuno ti può giudicare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 12:35:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ha parlato Rino Gattuso. &#8220;E&#8217; la partita più importante della mia carriera, mi gioco tanto. Sono giovane e ho un Paese sulle mie spalle. Sono sette mesi che tutti i giorni mi sento dire &#8220;mister portaci al Mondiale&#8221;. La pressione c&#8217;è ma è una pressione a cui sono abituato da tantissimi anni&#8221;. L&#8217;ho ascoltato sorridendo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ha parlato Rino Gattuso. &#8220;E&#8217; la partita più importante della mia carriera, mi gioco tanto. Sono giovane e ho un Paese sulle mie spalle. Sono sette mesi che tutti i giorni mi sento dire &#8220;mister portaci al Mondiale&#8221;. La pressione c&#8217;è ma è una pressione a cui sono abituato da tantissimi anni&#8221;. L&#8217;ho ascoltato sorridendo. M&#8217;è tornato in mente Montanelli che nei lontani Cinquanta raccontò di quelli che andavano dal Re, dal Duce, dal presidente Einaudi &#8211; lo fece Mussolini e dopo la Liberazione lo ribadì Ferruccio Parri &#8211; portandosi l&#8217;Italia sulle spalle (o altrove). Ma ha ragione, sono con lui e non lo disturbo. Ha parlato serenissimo &#8211; Dio l&#8217;aiuti &#8211; e subito dopo un giornalista (?) ha detto: &#8220;Lo giudicheremo dopo la partita!&#8221;. E&#8217; un triste modo di dire molto ascoltato, in questi giorni, al quale mi oppongo con fermezza. Sarà giudicato? Da chi? Da qualche criticonzo che galleggia nell&#8217;azzurro mar da decenni, impunito, perseverante mozzo della scombussolata navicella italiana? O da quelle signorinelle che parlano di Irlanda del Nord-Italia come se fosse una sfilata di Dolce &#038; Gabbana? Noi, sempre, campioni d&#8217;incompetenza e disfattismo. Dice una &#8211; vocetta carina &#8211; che ce la faremo perchè &#8220;l&#8217;Irlanda del Nord  tira solo dei calcioni, mentre noi&#8230;&#8221;. Sa cosa ci dico io? Che il 15 gennaio del 1958, nell&#8217;odiosa Belfast (ci son tornato con la Juve, in Coppa dei Campioni, un inferno di armati fino ai denti) l&#8217;Irlanda del Nord ci sconfisse 2-1 in una partita di spareggio e ci vietò di andare al Mondiale di Svezia che vidi in tv solo perchè c&#8217;era Pelè. Io mi sono divertito per anni a usare i film per titolare i pezzi e nei primi anni d&#8217;attività mi son servito dell&#8217;intera produzione di Andrè Cayatte &#8211; famoso regista francese dei Cinquanta &#8211; per cominciare a raccontare le avventure della Nazionale. In quel &#8217;58 diventai giornalista e fui subito colpito dalla notizia-bomba: l&#8217;Italia esclusa dal Mondiale. Commento di Vittorio Pozzo per La Stampa: &#8220;Una Nazionale irrazionale che non ha tenuto il ritmo degli avversari&#8221;. Commento di Brera: &#8220;Foni è un pirla. Ha sempre vinto con l&#8217;Inter facendo catenaccio, s&#8217;è fatto qualunquista e ha affrontato l&#8217;Irlanda con quattro punte&#8221;. E che punte. Finì 2-1: gol di McIlroy e Cush, e uno per gli azzurri, di Da Costa. Un italiano brasiliano. Ghiggia invece era uruguagio come Schiaffino, poi Montuori, bomber argentino. Chiesi di Bean, un altro goleador, al mio amico Pivatelli, puntero di qualità che c&#8217;era, a Belfast: &#8220;Xe veneto anca lu&#8221;. Ma secondo moda del tempo (stranieri oriundi a gogò) Foni aveva messo insieme lo squadrone della disfatta. Il pres del Coni, Giulio Onesti, s&#8217;indignò e disse a Rizzoli, Mondadori, Agnelli, Lauro, Dall&#8217;Ara: &#8220;Ricchi scemi&#8221;. Io titolai &#8211; da Cayatte &#8211; &#8220;Giustizia è fatta&#8221;. Ma col tempo conobbi meglio la mia categoria. L&#8217;aria del tempo avevano cancellato i &#8220;duceschi&#8221; mondiali di pizzo, &#8217;34 e &#8217;38. Tanti anni dopo, altri disfattisti guidati da Belle Gioie, mal digerito il Mondiale dell&#8217;82 infangarono anche il titolo del 2006. E l&#8217;Europeo del 2021? Covid. Due volte fuori dai Mondiali? Semplice. Titolo di Cayatte: &#8220;Siamo tutti assassini&#8221;. Dice Gattuso: &#8220;Per vincere servono testa e gambe, loro fanno pochissime cose ma credono tantissimo in quello che fanno&#8221;. Loro. Rino, vai e vinci, se puoi. Certo lo vuoi. Stiamo insieme fino in fondo. Nessuno ti può giudicare.</p>
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		<title>Il romanzo scudetto e un finale da scrivere, ma ora&#8230;speranze azzurre</title>
		<link>https://www.italpress.com/il-romanzo-scudetto-e-un-finale-da-scrivere-ma-ora-speranze-azzurre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Agenzia di Stampa Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 12:05:02 +0000</pubDate>
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