ROMA (ITALPRESS) – Conte-Palazzi, secondo round. Alle 14.10, con dieci minuti di ritardo, il presidente della Corte di giustizia federale Gerardo Mastrandrea ha aperto il processo d’appello del secondo procedimento sportivo stagionale sullo scandalo Scommessopoli, con i giudici chiamati a esaminare i ricorsi presentati da Grosseto e Novara e le posizioni di 14 tesserati, tra cui l’allenatore della Juventus Antonio Conte, in primo grado condannato a dieci mesi di squalifica per omessa denuncia. Nel collegio legale del tecnico bianconero ha fatto il suo ‘esordio’ Giulia Bongiorno, che nella sua arringa ha messo in discussione la credibilità del testimone chiave, Filippo Carobbio. “La sua strategia difensiva e’ chiara: derubricare il proprio reato in un semplice peccato, evitando cosi’ una pericolosa associazione per delinquere in sede penale – la tesi della Bongiorno – Per questo Carobbio accusa Conte, per questo cerca di ridimensionare il proprio ruolo nel calcioscommesse, per questo dice: ‘Io sono un pesce piccolo, tutto e’ mosso dalle societa’‘. Per la Commissione Disciplinare Carobbio e’ testimone di assoluta credibilita’ – ha spiegato ancora la legale di Conte – Carobbio e’ divino, uno e trino, una mitizzazione che mi ha fatto impressione ma non e’ affatto casuale, perche’ per lui i giudici hanno utilizzato il famoso riscontro ping-pong. Cosa prova la credibilita’ del pentito su Novara-Siena? La combine svelata della gara AlbinoLeffe-Siena. E cosa prova quest’ultima? Naturalmente quanto gia’ detto su Novara-Siena. Ma questo riscontro ping-pong e’ stato rigettato dalla Cassazione”. “La credibilita’ intrinseca ed estrinseca di Filippo Carobbio e’ dimostrata dai fatti – è stata invece la replica del procuratore federale Stefano Palazzi – La credibilita’ estrinseca di Carobbio e’ dimostrata dalle indagini della polizia giudiziaria e dai contatti telefonici tra gli esponenti del mondo delle scommesse e i calciatori. La credibilita’ intrinseca del giocatore e’ invece provata dalla progressione del processo collaborativo, del tutto coerente e logica. Le accuse di Carobbio non sono tardive, ma solo progressive, un fenomeno umanamente comprensibile”.
(ITALPRESS).






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