LE SQUADRE, ROMA

28 agosto 2010

ROMA (ITALPRESS) – Ad un passo dal sogno tricolore nello scorso campionato, la Roma insegue se stessa. Ha iniziato il suo duello con l’Inter perdendo la Supercoppa, ma, malgrado la pesante sconfitta, l’obiettivo rimane migliorarsi. Il che significherebbe scudetto: non e’ facile e il primo a non illudesri troppo e’ Claudio Ranieri, alla sua seconda stagione in giallorosso, ma alla prima dall’inizio. E si’ perche’ il tecnico “testaccino” lo scorso anno subentro’ a Luciano Spalletti alla terza giornata di campionato. Dopo le iniziali difficolta’, guido’ la squadra ad una clamorosa rimonta, culminata nel sorpasso di meta’ aprile ai danni dell’Inter. Il sogno scudetto sembrava ormai a portata di mano, poi lo scivolone interno contro la Sampdoria sveglio’ tutti, anche se la Roma continuo’ a lottare fino alla fine, arrendendosi soltanto all’ultima giornata e chiudendo il campionato con 80 punti, due in meno rispetto ai nerazzurri. La squadra non e’ cambiata piu’ di tanto, alla guida della societa’ c’e’ sempre Rosella Sensi, ma il futuro della proprieta’ resta in sospeso anche se ormai i giocatori sono abituati a convivere con questa situazione. Partiti Motta, Toni e Artur; ripreso Nicolas Burdisso (la trattativa con l’Inter si e’ risolta in chiusura di mercato), in entrata la Roma ha piazzato due colpi importanti. Il primo riguarda l’Imperatore. La “scommessa” Adriano e’ affascinante, se torna ad essere quello di qualche anno fa, potrebbe trasformarsi nel bomber di razza che Ranieri cerca per il definitivo salto di qualita’. Potenzialmente con Totti forma una coppia completa e da 30-40 gol a campionato. Se l’ex Inter, dopo la positiva parentesi al Flamengo, ritrovera’ se stesso allora la Roma puo’ far paura a chiunque. Ranieri punta molto su di lui, lo marca stretto, ne apprezza l’impegno, ma e’ probabile che lo lancera’ gradualmente. Del resto ci sono Vucinic e Menez che, insieme al capitano, garantiscono gol, fantasia e una buona intesa. L’Imperatore potrebbe essere l’arma in piu’ una volta in forma. E’ una Roma sempre piu’ brasiliana perche’ dal Palermo e’ arrivato anche lo svincolato Fabio Henrique Simplicio, centrocampista di qualita’ e quantita’, ormai un veterano in serie A (2 stagioni al Parma, 4 in rosanero). Un’ottima alternativa agli intoccabili Pizarro e De Rossi, ma Simplicio puo’ giocare anche insieme a loro, magari da trequartista centrale nel 4-2-3-1, modulo lasciato in eredita’ da Spalletti e molto utilizzato, nella scorsa stagione e anche in questo pre-campionato, da Ranieri. Dal Brasile all’Argentina perche’, in attesa di Nicolas, la Roma ha ingaggiato Guillermo Burdisso, fratello del centrale nerazzurro prelevato dal Rosario Central. Al momento la coppia titolare e’ formata da Mexes e Juan, due garanzie, ma Burdisso junior promette bene e, tra campionato, Champions League e Coppa Italia, avra’ il suo spazio. Sono rientrati a Trigoria Cicinho, Loria e, soprattutto, Rosi. Esterno che ha fatto bene nel Siena lo scorso anno, un prodotto del vivaio giallorosso che sembra ormai maturo per la definitiva esplosione. Punti fermi della squadra restano gli esterni Cassetti e Riise, mentre tra i pali Julio Sergio e’ ormai il titolare e alle sue spalle ci sono due colleghi di estrema affidabilita’ come Doni e Lobont. A centrocampo, oltre a capitan futuro De Rossi (Mourinho lo avrebbe voluto al Real), Pizarro e Simplicio, restano pedine fondamentali per Ranieri anche Perrotta, Brighi e Taddei. In attacco, aspettando il ritorno del vero “Imperatore”, Totti, Vucinic e Menez sono delle certezze, senza dimenticare che in rosa ci sono Cerci, Okaka e, chissa’ ancora per quanto, Julio Baptista che ha rifiutato varie offerte per restare in giallorosso. Se anche lui tornasse ai suoi livelli, Ranieri ne sarebbe felice e inseguirebbe il sogno di un’intera citta’ con una carta in piu’ da giocare.

L’ALLENATORE: Claudio Ranieri anno secondo. Il tecnico “testaccino” questa volta la sua Roma ha cominciato a guidarla dall’estate e non, come nello scorso anno, dalla 3^ giornata dopo le dimissioni di Spalletti. In 36 partite ha fatto 80 punti, due in meno dell’Inter di Mourinho che ne ha collezionato 82 in 38. Un campionato esaltante in cui il vero grande protagonista e’ stato Ranieri, bravo a guidare un gruppo che sembrava allo sbando e che dava l’impressione di aver ormai chiuso un ciclo. L’ex allenatore della Juventus (che rivincita per lui dopo il licenziamento subito a Torino) ha rigenerato campioni come De Rossi e Totti, ma soprattutto ha trascinato dalla parte della squadra un ambiente in rotta con la societa’ e con i giocatori. La sua fantastica rimonta, con tanto di sorpasso sull’Inter, e’ sfumata all’Olimpico nella sconfitta interna con la Sampdoria. Riprovarci sara’ dura, Ranieri non illude nessuno, non e’ abituato a fare proclami, ma neanche ad arrendersi, ci provera’ ancora. Partito dalla C con Vigor Lamezia e Campania, il tecnico romano sale alla ribalta alla fine degli anni ’80 sulla panchina del Cagliari dove, oltre a una coppa Italia di C, conquista la doppia promozione consecutiva approdando in A. Poi le esperienze a Napoli (due stagioni con un 4^ posto all’attivo) e a Firenze (promozione in A al primo anno e poi altre tre stagioni con il 4^ posto nel ’95-‘96 piu’ una coppa Italia e una Supercoppa Italiana) prima della lunga avventura all’estero. Nel 1997 Ranieri lascia l’Italia per guidare prima il Valencia, poi l’Atletico Madrid, quindi il Chelsea e infine di nuovo il Valencia, tra successi (una Supercoppa Europea e una coppa del Re piu’ un 2^ posto in Premier League e una semifinale di Champions) e delusioni (costretto a dimettersi quando guidava i colchoneros, esonerato nella sua seconda esperienza valenciana). Poi la chiamata da Parma dove Tinkerman (l’aggiustatore, questo il soprannome ricevuto dai media inglesi per i continui cambi di formazione) prende una squadra che sembrava condannata alla retrocessione salvandola con un ottimo 12^ posto finale. Un risultato di grande spessore che gli apre le porte della Juve. E anche nella Torino bianconera Ranieri lavora bene soprattutto nella prima stagione. Guida la neopromossa Juve ad un ottimo 3^ posto che vale la Champions League. L’anno dopo la squadra si illude a lungo di poter essere l’anti-Inter, ma poi Ranieri e i suoi ragazzi perdono la bussola e, a due giornate dalla fine del torneo, arriva il licenziamento. L’occasione del riscatto gliela offre la sua Roma, la squadra della sua citta’ e del suo cuore, lui la coglie al volo e infiamma il popolo giallorosso con una grande stagione e uno scudetto sfiorato.

LA ROSA: PORTIERI: Julio Sergio Bertagnoli, Alexander Marangon Donieber Doni, Bogdan Lobont; DIFENSORI: Marco Andreolli, Vitorino Gabriel Pacheco Antunes, Nicolas Burdisso, Marco Cassetti, Cicero Joao De Cezare Cicinho, Silveira Dos Santos Juan, Simone Loria, Philippe Mexes, John Arne Riise, Max Tonetto; CENTROCAMPISTI Ahmed Apimah Barusso, Matteo Brighi, Daniele De Rossi, Ricardo Faty, Jeremy Menez, Simone Perrotta, David Marcelo Cortes Pizarro, Aleandro Rosi, Fabio Henrique Simplicio, Rodrigo Taddei; ATTACCANTI Adriano Leite Ribeiro, Alessio Cerci, Julio Cesar Baptista, Stefano Chuka Okaka, Francesco Totti, Mirko Vucinic
(ITALPRESS).