LE SQUADRE, PALERMO

28 agosto 2010

PALERMO (ITALPRESS) – Dopo avere accarezzato il sogno della Champions League, sfumato solo all’ultima giornata al termine di un bel duello con la Sampdoria, il Palermo ci riprova. L’obiettivo non e’ facile da raggiungere, la concorrenza e’ tanta ma in casa rosanero si pensa di avere tutte le carte in regola per potersi giocare l’importante chance. Il presidente Maurizio Zamparini vuole regalare a se stesso e ai tifosi un sogno inseguito dal momento in cui rilevo’ il Palermo nel 2002 portandolo in breve tempo dalla serie B a un posto stabile nella parte sinistra della classifica. Non solo campionato, perche’ l’obiettivo stagionale del Palermo e’ anche quello di andare avanti il piu’ possibile in Europa League, cercando di evitare gli errori del passato, quando l’allora Coppa Uefa non fu affrontata con il giusto piglio. Intanto e’ riuscito ad accedere alla fase a gironi tornando da Maribor non solo con la qualificazione ma anche con due rinforzi: Ilic e Bacinovic. E poi c’e’ anche la Coppa Italia, il trofeo “maledetto” per i tifosi palermitani che se lo sono visti sfuggire in ben due occasioni in finale. Del resto la societa’ di viale del Fante sta vivendo con la gestione Zamparini il momento piu’ glorioso della sua storia centenaria e sarebbe una buona occasione per arricchire una bacheca che vanta soltanto una Coppa Italia di serie C. Il punto di forza in campo e’ sicuramente il tecnico Delio Rossi, un vero maestro di calcio che dopo essere subentrato a Walter Zenga nella passata stagione e avere raddrizzato il corso del torneo ha l’occasione di curarsi il giocattolo fin dall’inizio e di suggerire i giusti correttivi al ds Walter Sabatini, col quale ha gia’ lavorato benissimo alla Lazio. L’investimento sui giovani sia italiani che stranieri da far crescere e maturare per poi rivendere e fare cassa ha dato ottimi frutti e anche quest’anno si riparte da rinunce coraggiose come quelle all’attaccante uruguaiano Edinson Cavani, approdato al Napoli e al danese Simon Kjaer, venduto al Walfsburg. Il primo “sacrificio” alla fine non dovrebbe pesare piu’ di tanto perche’ il reparto offensivo del Palermo risulta abbastanza attrezzato. Il sostituto naturale di Cavani il Palermo lo aveva in casa ed e’ un altro uruguaiano, Abel Hernandez, classe ’90, che quest’anno dovrebbe compiere un ulteriore salto di qualita. I primi segnali ci sono: se il Palermo e’ avanti in Europa League il merito e’ soprattutto suo. Sia all’andata che al ritorno ha fatto la differenza. E poi quel Javier Pastore atteso dalla consacrazione e su cui sono posti i riflettori.
In attesa di Fabrizio Miccoli, il capitano, nonche’ idolo dei tifosi, che ha rinunciato in estate a un’allettante offerta del Birmingham pur di restare in rosanero e a fine ottobre dovrebbe rientrare dall’infortunio che lo aveva messo fuori causa nel finale dello scorso campionato. E in attesa del “Romario del Salento” sono arrivati un giocatore di sicuro affidamento come Massimo Maccarone, arrivato dal Siena per circa 4,5 milioni di euro e che i gol non li ha mai fatti mancare, oltre al cileno Maurizio Pinilla che al Grosseto in serie B ha realizzato 24 gol e ha dimostrato di voler compiere il passo decisivo della carriera dopo qualche stagione deludente seguita a un piu’ che promettente inizio.
In difesa, invece, per sostituire Kjaer il Palermo ha scommesso sul centrale nazionale polacco classe ’88 Kamil Glick, che vanta un buon fisico e discreta agilita’ e sull’argentino Ezequiel Munoz, classe ’90, potente e abile nell’anticipo. Per entrambi il problema principale potrebbe essere l’adattamento al calcio italiano e per accelerare i tempi sara’ utile il contributo del confermato Cesare Bovo. Piu’ che collaudate le corsie esterne con il nazionale Cassani a destra e Balzaretti a sinistra, che quest’anno avranno come alternative l’argentino santiago Garcia (classe ’88) dal Rosario Central e Matteo Darmian, in compartecipazione dal Milan, lo scorso anno in serie B a Padova e che ha fatto tutta la trafila delle nazionali giovanili. In porta piu’ che confermato Salvatore Sirigu, una delle grandi promesse del nostro calcio, destinato a conquistarsi un posto fisso tra i guardiapali azzurri. Le chiavi del centrocampo saranno affidate ancora una volta a Fabio Liverani sul quale la societa’ punta senza esitazioni nonostante lo scorso anno non abbia disputato una grande stagione. Niente alternative all’ex laziale ma solo giocatori che possano integrarsi con lui e ricoprire piu’ ruoli. Si parla un gran bene di Pajtim Kasami, macedone, natualizzato svizzero (Under 21), mancino, forte fisicamente ed in possesso di buone qualita’ tecniche e realizzative. Dal Vicenza e’ invece arrivato Nicola Rigoni, classe ’90, reduce da una buona stagione in biancorosso.

L’ALLENATORE: E’ subentrato dopo poche partite della scorsa stagione alla “scommessa” Walter Zenga, ha fatto piu’ punti di Francesco Guidolin e ha riportato il Palermo in Europa, sfiorando la qualificazione in Champions League. Delio Rossi e’ nato a Rimini il 26 gennaio 1960. Da calciatore arriva in serie B grazie al Foggia nel quale milita dal 1981 al 1987. Incoraggiato dal direttore sportivo Giuseppe Pavone ad intraprendere la carriera da allenatore, consegue quasi subito il patentino, iniziando nel 1990 nel Campionato Promozione allenando il Torremaggiore per poi passare alle giovanili del Foggia. Nel 1993, allena la Salernitana in C1: al termine della stagione regolare conclude il campionato al secondo posto conquistando l’accesso ai play-off. Le vittorie contro la Lodigiani per 4-0 e la Juve Stabia per 3-0 permettono a Rossi di ottenere la promozione in Serie B al primo anno da allenatore professionista. All’esordio in Serie B con i campani riesce quasi nell’impresa del doppio salto dalla Serie C1 alla Serie A in due anni. Il sogno granata si spezza allo Stadio “Atleti Azzurri d’Italia” di Bergamo, all’ultima giornata di campionato contro l’Atalanta che, vincendo 2-1, conquista la promozione proprio ai danni della Salernitana. Al termine del campionato, nel luglio 1995, torna al Foggia, per passare poi al Pescara nel 1996, dove dopo un girone d’andata dove fu imbattuto per le prime 12 giornate, la squadra ebbe un calo di forma nel girone di ritorno, non riuscendo ad ottenere la promozione in A e posizionandosi al sesto posto. Nel 1997 ritorna a Salerno e conquista la promozione in Serie A. La Salernitana con un campionato esaltante riesce a stabilire il record di punti (fino a quell’epoca) in serie cadetta e cosi’ gli venne affibiato il soprannome di Profeta. L’anno seguente (1998-1999) viene esonerato due volte dal presidente Aniello Aliberti: la prima all’indomani della sconfitta di Vicenza, ma rimane in sella a furor di popolo e la seconda all’indomani della sconfitta di Perugia. Ha inoltre ricevuto la cittadinanza salernitana. Seguono le esperienze al Genoa e ancora al Pescara, sempre in B dove fu esonerato e poi richiamato per concludere un campionato disastroso che fini’ con la retrocessione degli adriatici in Serie C1. Nel gennaio 2002 subentra ad Alberto Cavasin sulla panchina del Lecce, e la stagione si conclude con la retrocessione in Serie B. Nel 2002-2003 conquista la promozione in Serie A con i giallorossi salentini e l’anno successivo guida il Lecce al 10º posto finale e alla salvezza in Serie A, grazie anche a due vittorie di fila contro la Juventus al Delle Alpi (prima volta per i salentini) e l’Inter al “Via del Mare”. Alla 15 giornata del campionato 2004-2005 gli viene affidata la guida tecnica dell’Atalanta ultima in classifica, che non riuscira’ a salvare dalla retrocessione nonostante tanti risultati positivi. Poi l’importante esperienza alla Lazio: nella prima stagione qualificazione in Coppa Uefa sul campo ma, in seguito allo scoppio di Calciopoli e la penalita’ di trenta punti, la Lazio perde i requisiti per la partecipazione alla Coppa Uefa 2006-2007. Nella seconda arrivano il terzo posto e la qualificazione ai preliminari di Champions League nonostante una penalita’ di 11 punti, poi ridotta a 3. Da segnalare nel dicembre 2006 la storica vittoria al derby per 3-0, con conseguente tuffo notturno nella Fontana del Gianicolo per festeggiare. La stagione 2007-2008 inizia con la qualificazione in Champions League, grazie al pareggio all’Olimpico per 1-1 e alla vittoria ottenuta nella gara di ritorno a Bucarest per 3-1, ai danni della Dinamo. Il 9 ottobre 2007 viene deferito dalla Procura Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC per aver violato l’art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva tentando di indurre il presidente Lotito ad influenzare le prestazioni del Lecce al termine della stagione 2004-2005. Il tecnico si e’ dichiarato estraneo ai fatti. Cio’ non gli evita, nel maggio del 2008, la condanna, da parte della Commissione Disciplinare della FIGC, ad una squalifica di sole tre giornate. Al termine del campionato 2007-2008 la Lazio si classifica al 12º posto: il presidente Lotito decide comunque di confermarlo per la stagione successiva. Nella quarta stagione arriva la vittoria della Coppa Italia nella finale contro la Sampdoria, dopo aver eliminato squadre come Milan e Juventus. Il 23 novembre del 2009 viene scelto per sostituire Walter Zenga sulla panchina del Palermo, con cui firma un contratto biennale con opzione sul terzo.

LA ROSA: PORTIERI 46 Salvatore Sirigu, 99 Francesco Benussi, 12 Giacomo Brichetto; DIFENSORI 3. Dorin Nicolae Goian, 5 Cesare Bovo, 6 Ezequiel Matias Munoz, 16 Mattia Cassani, 25 Kamil Glick, 29 Santiago Garcia, 36 Matteo Darmian, 42 Federico Balzaretti, 55 Daniele Cappelletti, Moris Carrozzieri; CENTROCAMPISTI 4 Pajtim Kasami, 8 Giulio Migliaccio, 11 Fabio Liverani, 23 Antonio Nocerino, 24 Nicola Rigoni, 27 Javier Matias Pastore, 94 Afriyie Acquah, Josip Ilicic, Armin Bacinovic; ATTACCANTI Igor Budan, 9 Abel Mathias Platero Hernandez, 10 Fabrizio Miccoli, 32 Massimo Maccarone, 51 Mauricio Ricardo Pinilla Ferrera.
(ITALPRESS).