LE SQUADRE, MILAN

27 agosto 2010

MILANO (ITALPRESS) – Un’altra ripartenza, un altro anno zero da cui partire per ridare risultati, ed entusiasmo, a una tifoseria che da troppo tempo attende di ritornare a vincere. Dopo la parentesi Leonardo, chiusasi con un dignitoso terzo posto in campionato e una eliminazione dalla Champions League agli ottavi di finale, il Milan riparte da Massimiliano Allegri e dalla propensione offensiva del suo gioco (caratteristica molto gradita a Silvio Berlusconi). Che il modulo sia un 4-3-3 o un 4-3-1-2 poco importa, l’unica cosa certa e’ che il Milan 2010-2011, cosi’ come quello di Leonardo, provera’ a fare gioco e soprattutto a divertire. A Cagliari la formula di Allegri ha funzionato ma il mondo calcio visto da Milanello ha tutta un’altra prospettiva. Gli ultimi anni sono stati decisamente avari di vittorie, la societa’ ha da tempo inaugurato una politica dell’austerity che ha un preciso obiettivo: l’autosostenibilita’ del calcio. Il Milan deve andare avanti con le proprie forze. Ottimo principio, senza dubbio, ma intanto i cugini interisti vincono in Italia e ora anche in Europa, cosi’ la curva Sud di San Siro ha gia’ mostrato tutta la sua insofferenza in occasione del raduno degli uomini di Allegri. Obiettivo della protesta Silvio Berlusconi, che a detta dei tifosi sarebbe troppo lontano dalla squadra e ormai restio a investire su un giocattolo che negli anni passati gli ha regalato consensi e popolarita’. Il presidente respinge le critiche al mittente e replica coi numeri della sua gestione: Negli ultimi sette anni linvestimenti per 461 milioni di euro. In 25 stagioni alla guida del Milan sono stati immessi quasi 1,1 miliardi”. La sostanza dei fatti, pero’, dice che a Milanello le rifondazioni si fermano agli allenatori e non coinvolgono mai una rosa troppo vecchia. E’ vero che da quest’anno non ci sono piu’ Dida, Favalli e Mancini, ma sono arrivati i 34 anni di Yepes e i 28 di Amelia. Discorso diverso per Papastathopoulos, che di primavere sulle spalle ne ha soltanto 22. Troppo poco per una squadra che dovrebbe puntare a ringiovanirsi e che inizia a perdere anche il fascino internazionale che fino a qualche anno fa la caratterizzava. In porta Abbiati e’ una garanzia, mentre la coppia di centrali Nesta-Thiago Silva (il brasiliano e’ stata la piu’ bella sorpresa della scorsa stagione e ora la societa’ deve resistere alla tentazione di venderlo) e’ di sicuro affidamento, lo stesso non puo’ dirsi per i due terzini. Zambrotta inizia a sentire il peso dei suoi 33 anni e Antonini non e’ di primissimo pelo. Dal Genoa dovrebbe arrivare Bocchetti ma la trattativa e’ in stand by per via di Jankulovsky, restio ad accettare il trasferimento in Liguria. Il reparto che piu’ di ogni altro necessita di innesti giovani e di qualita’ e’ il centrocampo. Flamini, Pirlo, Seedorf e Ambrosini collezionano una media di 31 anni e la quota si alza se si pensa a Gattuso che di anni ne ha 32. Manca un trequartista capace di saltare l’uomo, e andare in progressione rompendo gli schemi difensivi degli avversari. Il sogno di una volta si chiamava Cesc Fabregas ma in questo momento quello del catalano e’ un nome inavvicinabile per le casse rossonere. L’arrivo di Kevin-Prince Boateng potrebbe portare aria fresca. Le cose vanno meglio in avanti, dove Pato e Borriello possono dare tanto alla causa rossonera. Resta l’incognita Ronaldinho: il Gaucho sembra determinato a voler restare ma Allegri, al di la’ dei diktat di Berlusconi, gli ha chiesto corsa e impegno. Se sara’ cosi’ il brasiliano potra’ trovare un posto nell’undici titolare ed essere protagonista in positivo per il Milan, viceversa la cosa migliore per entrambe le parti sarebbe una separazione consensuale che consenta a Dinho di trovare stimoli altrove e al Milan di trovare l’attaccante giusto per il puzzle di quest’anno che ha gia’ visto sfumare Luis Fabiano.

L’ALLENATORE: Per Massimiliano Allegri e’ arrivata l’occasione della vita: la chiamata di una big del calcio italiano. Il Milan riparte da questo toscano un po’ atipico: l’estro Allegri lo ha lasciato alla sua carriera da calciatore. I toni e i modi non sono mai accesi per questo giovane tecnico capce di vincere per due volte il premio “Panchina d’oro” (prima con il Sassuolo e poi con il Cagliari). Nato a Livorno l’11 agosto 1967, Massimiliano Allegri vanta alle spalle una lunga carriera da calciatore che lo ha portato a vestire le maglie di Livorno, Pisa, Pescara, Napoli, Perugia e infine Aglianese dove, nel 2003, comincia la sua nuova carriera da allenatore. Alla guida della societa’ toscana, in C2, conquista la salvezza mettendo in scena un calcio offensivo e spettacolare e nella stagione successiva viene chiamato sulla panchina della Spal dove chiude il campionato di C1 al nono posto e conferma quanto di buono fatto vedere all’esordio. Si accorge di lui il Grosseto ma le due esperienze al timone dei maremmani (tra il 2005 e il 2007) sono tutt’altro che fortunate. A offrirgli l’occasione per il riscatto e’ il Sassuolo e Allegri non fallisce: primo posto con 63 punti e storica promozione in serie B. L’impresa lo porta al grande salto, con Cellino che gli offre la panchina del Cagliari in A, ma l’inizio non lascia ben sperare. Nelle prime cinque partite i rossoblu’ giocano bene ma incassano altrettante sconfitte, su Allegri aleggia lo spettro dell’esonero ma il pari col Milan porta a una svolta.

LA ROSA: PORTIERI Christian Abbiati, Marco Amelia, Flavio Roma; DIFENSORI Luca Antonini, Daniele Bonera, Marek Jankulovski, Kakha Kaladze, Alessandro Nesta, Massimo Oddo, Oguchi Onyewu, Sokratis Papastathopoulos, Thiago Silva, Mario Yepes, Gianluca Zambrotta; CENTROCAMPISTI Ignazio Abate, Massimo Ambrosini, Mathieu Flamini, Ivan Gennaro Gattuso, Andrea Pirlo, Clarence Seedorf, Rodney Strasser; ATTACCANTI Dominic Adiyiah, Marco Borriello, Klass-Jan Huntelaar, Filippo Inzaghi, Nnamdi Oduamadi, Alexandre Pato, Ronaldinho.
(ITALPRESS).