LE SQUADRE, LECCE

27 agosto 2010

LECCE (ITALPRESS) – In A per restarci, aspettando il ritorno del “figliol prodigo”. Dopo una sola stagione nel ‘purgatorio’ cadetto, il Lecce si riaffaccia nel calcio che conta, merito di un Gigi De Canio che, confermato un anno fa nonostante la mancata salvezza, nelle vesti di manager all’inglese ha preso la squadra per mano aggiudicandosi l’ultimo campionato di B e abbinando risultati e bel calcio. Una garanzia in panchina da cui i salentini ripartono sperando che la nuova esperienza in A duri il piu’ al lungo possibile e fin qui le premesse d’estate lasciano ben sperare. Certo, i volti nuovi sono tanti e ci vorra’ un po’ di tempo per assemblarli ma gli innesti fatti dalla societa’ sono delle belle scommesse che possono innalzare il livello tecnico. In difesa, per esempio, e’ un Lecce profondamente rinnovato. Fatta eccezione per il portiere Rosati e la vecchia guardia rappresentata da Vives, Fabiano e Giuliatto, scaduti i contratti di Angelo e Belleri, De Canio avra’ ai suoi servizi una serie di giovani interessanti, primi su tutti Giulio Donati e Simone Sini, rispettivamente prodotti dei vivai di Inter e Roma, e il promettente Davide Brivio, terzino sinistro messosi in evidenza nella passata stagione con il Vicenza. A loro vanno aggiunti i centrali Tore Reginiussen e Gustavo, il primo arrivato in prestito con diritto di riscatto dallo Schalke ma reduce da una stagione tormentata dal punto di vista fisico, il secondo un esperto difensore brasiliano ma alla prima vera esperienza in Europa dopo i passaggi al Levski Sofia e alla Dinamo Mosca. Piu’ certezze in mezzo al campo, dove le redini del gioco saranno affidate ancora una volta all’eterno Giacomazzi, che potra’ contare sugli ormai collaudati ‘scudieri’ Mesbah e Munari. Non c’e’ piu’ Defendi, tornato a Bergamo, ma la societa’ ha regalato a De Canio due tasselli che hanno tutto per fare bene. E’ piaciuto molto in questo pre-campionato Carlos Javier Grossmuller, che allo Schalke non ha sfondato ma in Uruguay ha mostrato qualita’ lasciate intravedere anche nelle sue prime uscite in maglia giallorossa, mentre Ignacio Piatti e’ un centrocampista con spiccate doti offensive che e’ stato strappato alla concorrenza di Boca e River. A questo punto manca solo la ciliegina in avanti, al momento il reparto che meno convince della rosa a disposizione di De Canio. La perdita di Marilungo, richiamato dalla Samp, e’ stato un brutto colpo, sono andati via anche Baclet e Di Michele ed e’ rimasto Corvia, chiamato pero’ al definitivo salto di qualita’ dopo i 17 gol con cui ha trascinato i salentini alla promozione. Con lui c’e’ Ruben Olivera, ex Juve e Genoa ma di certo non un bomber, come del resto non lo e’ nemmeno Bergougnoux, ancora a caccia del suo primo gol italiano. Si parla con insistenza di un possibile ritorno di Chevanton, uno che qui a Lecce non hanno certo dimenticato. Arrivasse lui e segnasse i gol fatti in passato con la maglia giallorossa, De Canio potrebbe fare di questa squadra una delle possibili rivelazioni del prossimo campionato.

L’ALLENATORE: Nato a Matera il 26 settembre 1957, Luigi De Canio comincia la sua carriera da allenatore in serie D col Pisticci e debutta tra i professionisti nel 1993, in C2, alla guida del Savoia. Conquistata alla seconda stagione la promozione in C1, passa poi al Siena e quindi al Carpi, dove vede sfumare il salto in B solo nei play-off. Nel campionato cadetto, pero’, De Canio ci finisce lo stesso grazie alla Lucchese, dove raggiunge la salvezza e si guadagna la chiamata al Pescara. Al timone degli abruzzesi chiude la stagione ’98-99 al quinto posto, sfiorando solo la promozione in serie A ma si accorge di lui l’Udinese che lo chiama per sostituire Guidolin. Dopo una prima stagione positiva, chiusa all’ottavo posto, il tecnico materano viene esonerato e riparte dalla B, al Napoli, dove pero’ fallisce l’obiettivo promozione. Nella stagione 2002-03 viene chiamato a campionato in corso dalla Reggina e la salva, poi torna tra i cadetti col Genoa ma la sua avventura dura pochi mesi, esonerato prima dell’inizio del torneo 2004-05. Sempre a campionato iniziato, nel 2005 sbarca a Siena al posto di Simoni, conquista la salvezza e l’anno dopo si ripete. Fermo per un anno e mezzo, nell’ottobre 2007 fa le valigie per l’Inghilterra, chiamato alla guida del Qpr da Briatore, ma in seconda divisione non riesce a far meglio del 14esimo posto e lascia. A marzo arriva a Lecce al posto di Beretta ma stavolta non evita la retrocessione. Il club salentino pero’ lo conferma, facendogli firmare un quadriennale da allenatore-manager, e De Canio ripaga la fiducia riportando dopo appena una stagione la squadra in A.

LA ROSA: PORTIERI Benassi Massimiliano, Gragnianiello Raffaele, Petrachi Davide, Rosati Antonio; DIFENSORI Brivio Davide, Diamoutene Souleymane, Donati Giulio, Ferrario Stefano, Giuliatto Alberto, Gustavo Franchin Schiavolin, Reginoussen Tore, Schiavi Raffaele, Sini Simone; CENTROCAMPISTI Bertolacci Andrea, Fabiano Medina da Silva, Giacomazzi Guillermo Gonzalo Suarez, Grossmueller Carlos Javier, Mesbah Djamel Eddine, Munari Gianni, Piatti Ignacio, Tundo Antonio, Vives Giuseppe; ATTACCANTI Bergougnoux Bryan, Corvia Daniele,
Olivera Ruben Ariel da Rosa.
(ITALPRESS).