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giovedì 23 marzo 2017
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STRAGE BERLINO, IL TERRORISMO DIVIDE GLI EUROPEI

22 dicembre 2016

È amaro ammetterlo ma la nuova strage berlinese dimostra che il terrorismo islamista ha già raggiunto un obiettivo che fino a poco tempo fa sembrava lontano: ha diviso profondamente i cittadini europei, li ha messi gli uni contro gli altri, ha fatto venir meno il senso di una battaglia comune di civiltà contro la barbarie. Dopo il massacro di innocenti al mercatino natalizio è infatti andato in scena uno spettacolo non inedito ma finora mai apparso così evidente: due "partiti europei" si sono duramente scontrati tra loro.

Da un lato le classi dirigenti degli stati nazionali hanno dato voce a quella parte della pubblica opinione europea, sgomenta e spaventata, ma non per questo disponibile a ripudiare solidarietà, umanità, politiche di integrazione. Dall'altro lato le forze politiche di opposizione più nazionaliste e sovraniste hanno anch'esse dato voce ad una pubblica opinione, ugualmente sgomenta e spaventata, ma proprio per questo non più disponibile a tollerare ancora l'aumento incontrollato degli immigrati, la pari dignità tra le confessioni religiose, la debolezza e la incapacità di reagire delle istituzioni nazionali ed europee.

Si è creato un cortocircuito senza precedenti nella società del vecchio continente, è iniziato uno scontro politico ideologico assai diverso da quello novecentesco tra democrazia e autoritarismo. Libertà e sicurezza. Solidarietà e identità, uguaglianza e coesione sociale sono binomi valoriali e culturali che milioni di cittadini europei non considerano più indissolubili.

Sono donne e uomini di ogni età e ceto sociale che hanno paura del terrorismo fanatico dell'Islam che odia l'occidente e la sua civiltà, ma che in egual misura hanno paura che chi li rappresenta e governa non sappia difenderli e non voglia combattere la buona battaglia a tutela della loro sicurezza e della loro identità. Hanno paura e sono pronti a punire con il voto, l'arma democratica per eccellenza, chi ha fino ad oggi incarnato il potere costituito.

A fronte di questo scenario, è stupido oltre che inutile bollare come razzisti, fascisti, islamofobi e via dicendo i milioni di europei che, attentato dopo attentato, hanno sempre più paura e chiedono sempre più apertamente ai governi di agire e fare qualcosa che non sia solo la doverosa quanto rituale condanna senza appelli "della barbarie" in atto...

Chi alimenta e cavalca la paura non si batte con gli insulti e la demonizzazione: Le classi dirigenti europee, senza grandi differenze tra popolari e socialisti, dovrebbero ammettere i loro clamorosi fallimenti e soprattutto dovrebbero cambiare radicalmente le loro politiche.

Un solo esempio tra i tanti: comincino col dire alto e forte che tra le decine di migliaia di profughi che arrivano tra noi ci possono essere anche centinaia di terroristi e che costoro non sono cani sciolti o pazzi isolati, ma cellule stragiste con complici in Europa e non solo nei paesi o ambienti musulmani.

Ammettere questa amara verità e di conseguenza inasprire i controlli, procedere ai reimpatrii forzati di chi non ha diritto all'asilo, coinvolgere nell'azione di prevenzione e repressione i musulmani europei, pretendere che i paesi arabi, la Turchia, l'Iran facciano anch'essi e fino in fondo la loro parte... Se l'Europa lo vuole davvero ha i mezzi, specie economici e finanziari per riuscirvi.

È indispensabile rendersene conto perché la terapia proposta da Alleanza per la Germania, Fronte nazionale, Lega è certamente sbagliata e pericolosa ma la malattia in atto è tremendamente reale e soprattutto drammaticamente dolorosa. Solo a Bruxelles non se ne sono accorti.

Gianfranco Fini

(ITALPRESS).

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