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giovedì 19 ottobre 2017
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LEGGE ELETTORALE, INCOGNITE E SCENARI DIVERSI

12 giugno 2017

Tutto si può dire della politica italiana tranne che sia prevedibile. Sono bastati infatti dieci giorni e molte cose sono cambiate: la grande alleanza che avrebbe dovuto varare una legge elettorale che di tedesco aveva solo il nome illegittimamente attribuitole è stata archiviata a seguito di un emendamento approvato, ironia della sorte, a favore della minoranza di lingua italiana in Alto Adige. Di conseguenza tutto è tornato in alto mare e l'obbiettivo di votare in autunno è anch'esso svanito come un miraggio. Dopo pochi giorni il primo turno delle amministrative è stato contraddistinto dalla netta sconfitta dei Cinque Stelle (nessuno dei loro canditati al ballottaggio) con la logica conseguenza che il centrosinistra ha tenuto le posizioni e soprattutto che il centrodestra è tornato a cantare vittoria. In effetti dopo i ballottaggi potrebbe davvero essere, specie se espugnerà Genova, l'indiscutibile vincitore delle elezioni comunali di giugno.
Se commentare l'accaduto è facile, prevedere quel che accadrà è quasi impossibile e per molte ragioni. In primo luogo perché nessuno sa ancora con quale legge elettorale sarà eletto il futuro Parlamento, questione ancor più rilevante della data in cui si voterà. E' certo che non saranno elezioni a doppio turno ed è molto probabile che si svolgeranno con una legge sostanzialmente proporzionale, ma al riguardo sono possibili tali e tante varianti da far prefigurare scenari diversissimi tra loro. Basta ricordarne uno ma essenziale: l'eventuale premio di maggioranza andrà alla lista o alla coalizione che arriverà prima?

In attesa di saperlo, e sempre che non si vada al voto solo con l'armonizzazione delle leggi elettorali per Camera e Senato mutilate dalla Corte Costituzionale, è evidente che i problemi e le incognite da affrontare sono molti per tutti e tre i poli come l'abbiamo fin qui conosciuti. E' giusto sottolineare che non si possono con disinvoltura confondere le pere con le mele, cioè che le modalità per eleggere i sindaci sono diversissime rispetto a quelle dei parlamentari, ma è già evidente che il turno amministrativo condizionerà inevitabilmente le scelte future di Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo. Cosa faranno i Cinque Stelle per convincere gli italiani che non è vero che i loro canditati non sono credibili non solo quando governano (Raggi insegna) ma nemmeno quando chiedono i voti per farlo? Riusciranno ancora a essere competitivi solo presentandosi come un movimento radicale, duro e puro almeno a parole e che promette, solo contro tutti, una miracolosa palingenesi rivelatasi fin qui solo immaginaria? E' difficile crederlo ma non è un ipotesi da escludere a priori se il centrosinistra e il centrodestra si illuderanno di essersi già liberati dell'incubo del terzo incomodo, il "barbaro" giunto fino alle porte del palazzo. Ciò vale soprattutto per il centrodestra che se si presenterà unito può davvero tornare al governo. Già, ma unito da cosa e su cosa? Al di là degli aspetti comunque essenziali relativi alle modalità con cui si voterà (lista unica? coalizione? marciare divisi al voto per poi colpire uniti dopo, cioè tutti al governo o tutti all'opposizione?), è essenziale che il centrodestra fornisca quanto prima una risposta chiara e di immediata comprensione a due quesiti.

Se, sommando i loro consensi, Forza Italia Lega e Fratelli d'Italia avranno più voti del centrosinistra e dei Cinque Stelle, e saranno quindi chiamati a governare, chi andrà a Palazzo Chigi, come e quando verrà scelto? E, soprattutto, cosa farà l'Italia in Europa? E' una domanda che obbliga chi vale (e può) governare a una risposta semplice e senza giochi di parole, specie su un tema vitale per gli italiani oltre che per l'Unione Europea: quale sarà la sorte dell'euro. Un futuro governo di centrodestra asseconderà o meno le ipotesi suicide di tornare alla lira, di introdurre la doppia moneta o di indire un referendum popolare, per altro di dubbia costituzionalità, per decidere? Questa è la montagna che il centrodestra dovrà scalare perché la sua, unità da tutti auspicata, sia davvero sostanziale e quindi potenzialmente vincente.
(ITALPRESS).

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