OROSCOPO
giovedì 24 agosto 2017
Parlamento Europeo

TRATTATI ROMA, AL VIA CELEBRAZIONI 60^ ANNIVERSARIO

17 marzo 2017

Si è aperta la lunga settimana di celebrazioni per il sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma, avvenuta il 25 marzo 1957. Il Parlamento italiano ha promosso il 17 marzo una Conferenza dei presidenti dei parlamenti nazionali degli Stati membri e del Parlamento europeo.

Boldrini: "Ue non sia capro espiatorio"
Ad aprire le cerimonie in mattinata è stata la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha spiegato: "Questa iniziativa non intende essere una mera celebrazione, ma vuole offrire un'occasione per un dibattito aperto sia sui traguardi raggiunti, e anche sulle prospettive future dell'Unione Europea. La firma dei trattati di Roma voltò definitivamente pagina, dopo la seconda guerra mondiale, e avviò il nostro cammino per l'integrazione. Un'operazione che rappresenta il progetto politico più avanzato e sofisticato dal secondo dopoguerra a oggi".
La presidente della Camera ha invitato a non considerare, nel difficile momento che il continente sta attraversando, l'Europa come "capro espiatorio, all'Europa vengono addebitate le difficoltà che i nostri cittadini vivono, si sta creando una vera e propria letteratura antieuropea, con le forze populiste che hanno l'obiettivo di mirare il progetto europeo. Chi ha a cuore l'Europa, non può chiudere gli occhi sui problemi sperando che la bufera passerà da sola - ha concluso Boldrini - perché la bufera passerà soltanto se sapremo riportare il sereno. Soltanto se sapremo dotare l'Unione di mezzi e forza necessari a rispondere alle aspettative".

Prodi: "Riflettere su crisi istituzioni"
Nell'aula della Camera è intervenuto anche Romano Prodi, che in Europa ha ricoperto il ruolo di presidente della Commissione: "Noi all'Europa abbiamo dato pace e sviluppo, abbiamo dato la pace accompagnata dalla sicurezza. Con alleanze militari e con la grandezza della nostra unione, abbiamo garantito un sistema di welfare unico al mondo. Abbiamo quindi molto da celebrare, ma abbiamo anche da riflettere molto sulla condizione di crisi in cui versano le istituzioni europee. Siamo entrati in un periodo di paura e quella di oggi, questa non è un'Europa per i nostri figli, oggi questa Europa non è più un modello di riferimento. Nessun paese europeo - ha aggiunto Prodi - può essere protagonista della nuova globalizzazione da solo, nessun paese europeo da solo può entrare nella leadership mondiale: il compito è quello di andare avanti verso la trasformazione dello Stato".
Nel corso della mattinata sono intervenuti, nell'Aula di palazzo Montecitorio, i rappresentanti dei parlamenti degli altri paesi fondatori che sottoscrissero insieme all'Italia i Trattati di Roma.

Mattarella: "Europa non può farsi più piccola"
Presidenti dei Parlamenti poi ricevuti al Quirinale dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. "Una celebrazione come quella di oggi ci ricorda le ragioni di sessanta anni fa, per proiettarle nel nostro futuro, arricchendolo di spunti e di idee che potranno contribuire a una realtà migliore per le giovani generazioni - ha detto Mattarella nel brindisi -. Dobbiamo essere fieri di questi primi sei decenni, consapevoli delle insufficienze attuali dell'Unione, ma certi al tempo stesso, che la strada che stiamo percorrendo insieme è quella giusta". Per il presidente della Repubblica "in un mondo di veri e propri giganti istituzionali l'Europa non può rinunciare al suo ruolo facendosi più piccola, traducendosi in realtà minori, destinate a essere solo spettatrici".

Grasso: "Alzare muri è negazione nostra storia"
Nel pomeriggio le celebrazioni si sono spostate nell'Aula di palazzo Madama, aperte dal presidente del Senato Pietro Grasso. "L'Unione Europea ha mantenuto quelle promesse di pace, diritti e benessere oltre ogni ragionevole previsione, superando persino la creatività di coloro che venivano allora, con una punta di ironia, additati come utopisti - ha detto Grasso -. Oggi alzare muri fisici, ideologici e morali è la negazione della nostra storia e non paga: nessuno può sentirsi al sicuro, nessuno può fare da solo".

Tajani: "Europa vince sfide solo se resta unita"
Nell'aula del Senato sono interventi anche i massimi rappresentanti delle istituzioni europee, Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, e Donald Tusk presidente del Consiglio europeo. Per Tajani "le sfide che l'Europa ha davanti si vincono se siamo uniti, dividerci ora, non ci porta da nessuna parte, è il momento del coraggio e della responsabilità". Secondo Tusk "quando l'Europa è debole anche i suoi Paesi membri sono deboli, quando l'Europa è forte anche i suoi Stati membri sono forti, solo uniti e insieme possiamo essere liberi nel mondo".

Gentiloni: "Non dobbiamo essere indulgenti con il nazionalismo"
A chiudere i lavori è stato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni: "Dobbiamo ricordare le conquiste di libertà dell'Unione Europea, è stata un magnete capace di attrarre libertà e democrazia, e ora di fronte a noi ci sono delle difficoltà, però la sfida che abbiamo davanti dipende da tendenze molto più profonde di quelle legate all'Ue: in primo luogo abbiamo a che fare con le difficoltà economiche, in particolare delle classi medie del nostro continente - ha concluso Gentiloni -. La risposta a questa crisi è il nazionalismo, il sovranismo, ma se la tua identità diventa chiusura, ostilità verso le differenze, qui ci sono le premesse per ripetere esperienze terribili della nostra storia europea. Non siamo indulgenti verso il nazionalismo e la contrapposizione dei diversi paesi, dobbiamo fermare in tempo questi processi".

(ITALPRESS).


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