OROSCOPO
giovedì 25 maggio 2017
Parlamento Europeo

HOGAN: "CONSULTIAMO REGIONI SU PAC"

13 febbraio 2017

"Nell'UE l'età media degli addetti all'agricoltura sta aumentando rapidamente. Per ogni giovane agricoltore - di non più di 35 anni di età - ve ne sono circa nove che hanno più di 55 anni. Ma il ricambio generazionale è un tema che va ben al di là di una mera riduzione dell’età media degli agricoltori europei: si tratta anche di mettere una nuova generazione di giovani agricoltori altamente qualificati nelle condizioni di apportare all'agricoltura europea tutti i benefici delle tecnologie a sostegno delle pratiche agricole sostenibili". È con queste parole che il commissario europeo per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan ha avviato il dibattito con i leader locali e regionali sul futuro della politica agricola comune (PAC) nel corso della sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni.

"La diminuzione del numero delle aziende agricole - 20 % in meno tra il 2007 e il 2013 - dimostra che è necessario modernizzare e migliorare questo pilastro essenziale dell’Unione europea. Per rendere il settore agricolo attrattivo per le nuove generazioni e garantire il sostentamento di tutte le nostre comunità locali, abbiamo bisogno di una PAC veramente sostenibile e dotata di mezzi finanziari adeguati. Le nostre comunità agricole devono essere sostenute, e per far ciò occorre rinnovare gli sforzi per creare un’agenda rurale europea innovativa", ha affermato Markku Markkula, presidente del Comitato europeo delle regioni.

Nel corso del dibattito, i membri dell'assemblea dell'UE degli enti locali e regionali hanno adottato un parere sul tema Sostenere i giovani agricoltori europei, elaborato da Arnold Hatch (UK/ECR), assessore del distretto di Armagh-Banbridge-Craigavon (Irlanda del Nord).

"Oggi i giovani prendono le distanze dall’agricoltura e abbandonano le campagne per trasferirsi nelle città. Attualmente circa il 72 % della popolazione dell’UE vive nelle aree urbane, e questa percentuale è destinata ad aumentare fino ad oltre il 90 % in alcuni paesi entro il 2020. Siamo tutti d’accordo sull’importanza delle comunità rurali, ma non stiamo facendo abbastanza per sostenerle - ha spiegato Hatch -. Abbiamo bisogno di un settore agricolo sano per un’economia rurale sana, ma per far ciò occorre riformare il sistema del sostegno finanziario per i giovani agricoltori. Il regime delle sovvenzioni dovrebbe venire incontro ai bisogni degli agricoltori - siano essi nuovi oppure già avviati - anziché rimanere legato al criterio della proprietà fondiaria. Il sistema attuale, invece, favorisce gli agricoltori che hanno già iniziato l'attività, rendendo più difficile per i giovani entrare in questo settore. Dobbiamo investire di più nelle competenze, ragion per cui gli enti locali e regionali sono chiamati a svolgere un ruolo cruciale, fornendo consulenza ai giovani agricoltori su questioni di natura tecnica, giuridica e finanziaria".

Hatch ha inoltre sottolineato che "le regole della PAC devono diventare più flessibili nel riconoscere il ruolo dei giovani agricoltori all'interno delle realtà economiche e giuridiche concrete (riguardo, ad esempio, al trasferimento dei diritti o ai agricoltori anziani che hanno iniziato l’attività solo di recente), tenendo conto della situazione dei giovani agricoltori che iniziano la loro carriera a fianco dei membri più anziani della famiglia o di altri imprenditori agricoli".

Da parte sua, Guillaume Cros (FR/PSE), vicepresidente del consiglio regionale dell'Occitania e relatore del parere del CdR sul futuro della PAC dopo il 2020, ha affermato che i decisori locali e regionali sono preoccupati per il futuro delle zone rurali che hanno accumulato un certo ritardo rispetto alle aree urbane. Egli ha esortato la Commissione europea ad aumentare il sostegno finanziario allo sviluppo rurale, passato dal 32,6 % del bilancio dei fondi strutturali UE nel 2007-13 al 21,3 % per il periodo 2014-20, sostenendo che la quota attuale è troppo ridotta e non rispecchia l'importanza geografica e il peso economico e demografico delle zone rurali.

Il dibattito ha avuto luogo alcuni giorni dopo l’apertura, da parte della Commissione europea, della consultazione pubblica trimestrale sulla PAC, prima fase del processo di modernizzazione e semplificazione di tale politica avviato dalla Commissione. I risultati della consultazione, che saranno presentati in luglio dal commissario Hogan, costituiranno la base delle proposte formali della Commissione, la cui pubblicazione avrà luogo entro la fine dell’anno.

(ITALPRESS).


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