OROSCOPO
mercoledì 23 agosto 2017

ONG, BOLDRINI: "NO CRIMINALIZZAZIONE"

12 agosto 2017

"Il rispetto e l’ammirazione di cui hanno sempre goduto coloro che cercano di salvare vite e alleviare sofferenze, sembrano non valere più per le Ong impegnate nel Mediterraneo, oggetto da settimane di una pesantissima, indiscriminata campagna di denigrazione".
Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, in un intervento su la Repubblica. "Le Ong hanno svolto e svolgono un’azione preziosa, in virtù della quale è meno alto il bilancio spaventoso delle morti nel Mediterraneo. Per questo meritano la nostra gratitudine, come la meritano gli uomini e le donne della Guardia costiera e degli altri corpi dello Stato, gli equipaggi dei mercantili e dei pescherecci che non si voltano dall’altra parte. E con loro gli operatori degli organismi umanitari, i giornalisti che rilanciano richieste di soccorso e i rappresentanti delle comunità straniere in Italia che avvisano se loro connazionali stanno rischiando la vita in acqua", aggiunge la terza carica dello Stato. "Se tra le Ong qualcuna si è comportata in modo non trasparente e ha violato leggi, è giusto che i singoli responsabili vengano sanzionati. Ma è inaccettabile la criminalizzazione di un intero gruppo sociale", sottolinea.

Per Boldrini "meritano rispetto le ragioni delle Ong, anche di quelle preoccupate per la presenza di armi a bordo prevista dal codice. L’accanimento col quale oggi le Ong vengono indistintamente prese di mira, rischia di mettere in secondo piano due grandi questioni. La prima - osserva - è la drammatica impotenza dell’Unione europea, che in materia di immigrazione e asilo non riesce ad ottenere dai suoi membri risposte coerenti coi valori civili sui quali si fonda. La seconda decisiva questione che la campagna anti-Ong finisce per oscurare, è la condizione attuale della Libia". Quindi "la nostra linea di condotta - della civile Europa - non può essere il vecchio adagio 'occhio non vede, cuore non duole'. È proprio per questo che l’azione delle Ong risulta a molti insopportabile. Perché ci ricorda quel dato tragico che le polemiche strumentali di queste settimane hanno rimosso: che nel Mediterraneo si continua a morire. E allora dobbiamo 'accoglierli tutti'? La risposta è no. Continuo a pensare che il flusso dei migranti vada gestito dall’Italia e - lo ripeto - da un’Europa che deve riuscire a farsi carico delle proprie responsabilità. Una gestione che non può essere basata sull’indebolimento del soccorso in mare. Chi ha diritto alla protezione internazionale deve essere accolto e inserito in un percorso strutturato di integrazione, fatto di diritti e di doveri. Chi non ha diritto deve essere rimpatriato, in base alle leggi vigenti. Ma, di fronte a chi rischia di annegare nel Mediterraneo - conclude -, il primo dovere è tendere la mano e salvare vite, senza preoccuparsi del passaporto di chi sta affogando".
(ITALPRESS).


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