PDL: PREMIER CHIAMA A RACCOLTA I SUOI, APRE ALL'UDC ED EMARGINA I FALCHI

21 agosto 2010

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la riunione fiume di ieri con lo stato maggiore del partito nella quale e’ stato elaborato il documento contenente i cinque punti programmatici da realizzare nei restanti tre anni della legislatura, altra giornata intensa, scandita da riunioni e incontri, per il presidente del Consiglio e leader del
Pdl Silvio Berlusconi. Nella tarda mattinata di oggi hanno varcato la soglia di Palazzo Grazioli il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, i capigruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto e al Senato Maurizio Gasparri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e alcuni rappresentanti dell’ala “movimentista” del partito: Marcello Dell’Utri, Michela Vittoria Brambilla, Daniela Santanche’ e Mario Valducci. Al centro del nuovo vertice l’organizzazione dei club e dei circoli legati al Pdl, ma soprattutto la campagna politica d’autunno per rilanciare l’immagine del Governo e del partito. Il premier avrebbe dato mandato ai vertici del partito di costituire in tempi brevi le “Squadre della Liberta’” (che ereditano il compito dei ‘difensori del voto’ ndr.): nuove strutture che sotto la guida dell’ala movimentista del Popolo della liberta’, si dovrebbero occupare del radicamento del Pdl sul territorio e, in caso di elezioni anticipate, mobilitarsi per coprire e “controllare” “contro i possibili brogli” tutti i seggi elettorali. Le squadre avrebbero anche il compito di informare i cittadini su quanto fatto dal Governo contro “la disinformazione imperante di certa stampa”.
Nel corso del vertice, secondo quanto affermano fonti parlamentari, Silvio Berlusconi facendo riferimento alle divisioni interne alla galassia finiana, avrebbe esortato i partecipanti a “insistere a parlare e convincere quelli dialoganti”, senza
“cadere nelle provocazioni dei soliti tre. Gente come Granata, Bocchino e Briguglio – avrebbe detto il Premier – si ostina ad alimentare lo scontro”. Il mandato appare chiaro: emarginare i falchi e convincere le colombe, cioe’ i finiani moderati, a
rispettare il patto con gli elettori, anche se, e su questoB erlusconi e’ sembrato perentorio, sul “nuovo” programma da sottoporre al Parlamento “non si tratta: va preso al 100 per cento, anche sulla giustizia”. Perche’, in fondo, questo rappresenta la vera cartina di tornasole delle intenzioni di Gianfranco Fini: “non capisco cosa vuol fare – avrebbe detto ai presenti Berlusconi – se e’ vero che vuol mandare tutto all’aria, poteva farlo a fine luglio e non lo ha fatto. Sono curioso di
vedere come si comportera’ e di capire cosa succedera’ a Mirabello”. Tuttavia, una cosa per Silvio Berlusconi e’ certa “se Fini fondera’ un nuovo partito, avra’ tradito gli elettori”. Insomma, stanare il presidente della Camera e’ l’obiettivo primario; il desiderio del premier invece l’ingresso dell’Udc nella maggioranza: “Pier Ferdinando Casini dovrebbe venire con noi, sarei contento – avrebbe detto Berlusconi – se entrasse nella nostra squadra, anche perche’ lui stesso avrebbe dei vantaggi visto che come dimostrano le Regionali, con noi l’Udc prende piu’ voti mentre con la sinistra li perde”.
(ITALPRESS)

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