MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – La costante minaccia pioggia ha fortemente influenzato le scelte dei piloti nell’utilizzo degli pneumatici durante le prime prove libere sul circuito sesmipermanente di Montreal, sull’onda lunga del ricordo del Gran Premio del Canada dell’anno scorso, dominato da un lungo temporale che ne condizionò fortemente le sorti. Poiché quest’anno il regolamento consente l’uso dell’allocazione completa degli undici set di slick sin dall’inizio del week-end, tutti i team hanno da optato per montare gomme P Zero Yellow soft e Red supersoft sin dalla prima sessione del mattino, nel tentativo di accumulare quanti più dati possibili per scongiurare il rischio pioggia rappresentato dalle nuvole incombenti. Le condizioni metereologiche, tuttavia, si sono mantenute stabili con temperature intorno ai 22 gradi centigradi anche nella seconda sessione di prove pomeridiane, quando i team si sono lanciati nei run più lunghi su mescole supersoft. L’obiettivo è stato quello di studiare i comportamenti delle vetture a pieno carico, per raccogliere proprio quei dati mancanti a causa della pioggia che aveva caratterizzato le prove libere di due settimane fa a Monaco. “I team sono stati svantaggiati dalla pioggia di due settimane fa a Montecarlo e crediamo siano stati tutti giustamente attenti a che ciò non si ripetesse qui – è stata l’analisi di Paul Hembery, direttore Motorsport Pirelli – In effetti abbiamo visto molti piloti in azione con le mescole soft e supersoft sin dalla prima sessione, tuttavia non sapendo con quali carichi di carburante hanno corso le varie vetture ci è difficile avere un’idea precisa del passo gara di ognuno”. “A prima vista supponiamo ci possa essere una differenza di 0,4-0,7 secondi tra le due mescole, ma poiché il circuito è in piena evoluzione potremo esserne certi solo dopo aver analizzato tutti i dati – continua Hembery – Il fatto di aver avuto la bandiera rossa in entrambe le sessioni non fa che confermare la difficoltà di questo circuito, che presenta senz’altro un grip ad altissimi livelli. Se la seconda sessione di prove fosse durata qualche minuto di più avremmo senz’altro visto in azione anche gli pneumatici Cinturato intermediate e wet e questo sottolinea l’imprevedibilità di questo Gran Premio. In queste circostanze è naturale che le squadre vogliano accumulare quante più informazioni possibili per prepararsi ad ogni eventualità, per questo sono sicuro che vedremo molta azione nelle prove successive. Con i primi dieci piloti racchiusi in pochi centesimi di secondo, le qualifiche si preannunciano davvero molto serrate”.








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