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domenica 22 ottobre 2017
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MEDICINA, NUOVO STATUTO EPISTEMOLOGICO

18 novembre 2016

La semantica riguardante la medicina - "arte lunga" di Ippocrate - è mutata nel tempo, per le sue finalità sempre più vaste. Sanità, come insieme di funzioni, persone e mezzi che hanno il compito di tutelare l'assenza di malattie in una comunità. Salute, successivamente, in quanto l'Oms-Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato che l'uomo deve essere garantito non solo dall'assenza di infermità, ma deve acquisire anche il valore aggiunto del benessere.

Nel mondo contemporaneo evolve lo statuto epistemologico della biomedicina, che si è ampliato in relazione ai multipli fattori sociali e dell'ecosistema. Un meticciato di culture e scienze.

I compiti sempre più vasti presuppongono interrelazioni tra: genetica, biologia, clinica, terapia, antropologia, psicologia, etologia, neuroscienze. Inoltre non possono non esistere reciproci rimandi tra scienze della vita e tecnologia.

Sono necessarie una visione globale del quadro planetario complessivo e la capacità presbite di analizzare gli andamenti di lungo periodo. È impellente disvelare gli aspetti delle patologie in scala sempre più vasta: paesi, continenti, mari. Potremmo dire passare dal microscopio al "maxiscopio". Attraverso i big data, vale a dire enormi quantità di dati, sostenuti da gigabyte di statistiche.

La pressione antropica ha determinato danni all'ambiente, alle risorse e, quindi, alla salute. L'impatto crescente dell'uomo potrebbe determinare mutamenti nel nostro pianeta in modo esponenziale, con cambiamenti che saranno apprezzabili, anche quando la specie umana sarà scomparsa da tempo. La principale causa di estinzione delle specie viventi è la perdita degli habitat. Il genere umano ha tanto contribuito a tali mutazioni, che alcuni scienziati definiscono l'attuale era come "antropocene".

La biomedicina non può più limitarsi solo alla prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie. È necessario confrontarsi con il clima, l'"oro blu" cioè le acque, la povertà, le carestie, i diritti negati, la condizione femminile, la schiavitù, i flussi migratori, la nutrizione, dieta e fame, i cambiamenti climatici. Una vera e propria rivoluzione-evoluzione delle discipline afferenti agli esseri senzienti e viventi. Una stretta interrelazione tra medicina, bioingegneria, biofisica, biochimica, nutraceutica.

Ma non basta. Altri possibili cambiamenti del lontano avvenire - dei quali dovrà occuparsi la neo-biomedicina - connessi alle attività della nostra specie riguardano: scelte energetiche, agroecologia, biodinamica (sostenuta da molti ecologisti, ma ancora da vagliare sulla base delle evidenze scientifiche), rigenerazione e controllo del destino genetico, disvelare la natura della coscienza, vittoria sull'invecchiamento, eventi negativi collegati alle materie plastiche pervasive di mari e crosta terrestre, colonizzazione dello spazio, estinzione dell'homo sapiens, valore delle previsioni.

Per far fronte a tali esigenze occorrono nuovi standard e codifiche tarati su scala mondiale, con adeguata salinità mentale innovativa e con dialogo con le scienze umane. Le riflessioni filosofiche, infatti, possono dare vastità d'impianto e ampiezza di vedute alle rivelazioni della scienza. Un compito di smisurata grandezza che esplora il futuro dell'umanità.

Adelfio Elio Cardinale

(ITALPRESS).

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