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giovedì 19 ottobre 2017
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LA NUOVA MEDICINA PUÒ COMPORTARE RISCHI E PAURE?

6 settembre 2017

La biomedicina odierna è connotata da strepitosi e imprevedibili evoluzioni tecnico-scientifiche: spettacolosi avanzamenti in campo diagnostico, farmacologico, terapeutico, chirurgico; bio-nano e infoscienze, con espandersi crescente di medicina predittiva, molecolare, rigenerativa; innesti bionici che preludono all'uomo cyborg, manipolazioni del genoma, staminali e organi cresciuti in laboratorio; chip e circuiti collegati ai neuroni.

Questi studi e ricerche - in continuo sviluppo verso un futuro insondabile - mirano a grandi risultati. Aumento della vita media, medicina personalizzata, conoscenza completa delle cause delle malattie a fini di prevenzione e cure efficaci e definitive.

Uno degli avanzamenti più recenti e il Crispr/Cas9, tecnica di correzione precisa di uno più geni in qualsiasi cellula. Un taglia e incolla di qualsiasi Dna, capace di colpire e modificare tutti i geni.

La scienza biomedica si trova immersa nei "temi sensibili", tra grandi dispareri: problemi del fine vita, testamento biologico, accanimento terapeutico, cure palliative, sospensione dei trattamenti, compresi idratazione e alimentazione artificiali nei pazienti in stato vegetativo, suicidio assistito, eutanasia.

Tali questioni fondamentali, che attengono ai concetti di persona, di vita e di morte hanno fatto sorgere il bisogno di nuove regole di riferimento universale, che si inquadrano nella bioetica. Disciplina complessa con grandi contrapposizioni, specie tra laici e cattolici, vale a dire tra principi dell'ordine naturale e definizione di un insieme storico contingente di regole per il governo delle conoscenze scientifiche e tecnologiche.

L'editing dell'embrione umano attraverso il Crispr/Cas9 potrà trasmettere - attraverso le modifiche genetiche - i mutamenti ai discendenti e alle generazioni future. 

Queste potenzialità possono destare preoccupazioni, tali da paragonarle a un "vaso di Pandora", donna creta da Zeus, che apriva un orcio nel quale erano rinchiusi tutti i mali.

Esiste un rischio di abusi troppo alto. Siamo ai confini con l'eugenetica, disciplina che si propone il miglioramento della specie umana sia dal punto di visto fisico che psichico (fondata dal naturalista Francis Galton, cugino di Darwin) la quale comporta profonde implicazioni politico-sociali.

Tracimando gli argini del bene delle persone e dei malati, si può arrivare a concezioni e prassi mostruose: affermazione della superiorità di un dato tipo o di una particolare razza; coercizione degli individui a determinate unioni sessuali; selezione dell'umanità attraverso sterilizzazioni, aborto eugenetico, segregazione coercitiva, sperimentazioni pseudo-scientifiche. 

Gli ipotetici pericoli sopra descritti fanno sovvenire alla mente gli orrori della medicina nazista, fondata su una visone biologica come principio psico-storico, che univa idealismo visionario e terrore.

La modificazione di questo tipo di medicina auspicata da Rudolf Ramm, decano della Facoltà medica dell'Università di Berlino si fondava su alcuni pilastri. Si doveva abbandonare il vecchio spirito liberal-materialista e acquistare, invece, la Weltanshauung idealistica del nazionalsocialismo. Contro la medicina despiritualizzata i dottori non devono dedicarsi solo alla cura dei malati, ma dovevano diventare "coltivatori di geni", "soldati della biologia" e applicatori di ideologia.

In questo contesto non si può non ricordare il più famoso dei medici nazisti, il dottor Josef Mengele, azzimato, monocolo all'occhio, divisa nera da ufficiale SS. L' "angelo della morte", nel lager di Auschwitz, autorità onnipotente, arbitro della gassificazione dei prigionieri ebrei e zingari e dei forni crematori.

Mengele sosteneva di essere uno scienziato che voleva creare una super-razza umana, attraverso studi antropologici: iniezioni cardiache di cloroformio e di blu di metilene negli occhi; esperimenti feroci sui gemelli; sezione e asportazione di organi, senza anestesia, in soggetti viventi; immersioni in acqua gelata, per correlare temperatura e perdita di coscienza.

Non si può e non si vuole porre freni o moratorie agli avanzamenti della ricerca scientifica. La scienza - quella vera - è neutrale. Sono le applicazioni che possono essere distorte, pericolose o raccapriccianti. 

Sono necessarie, specie in medicina, riflessioni approfondimenti, analisi su diritto e tecnica, sereni dialoghi su quello che sarebbe bene fare, quello che non si dovrebbe fare, quello che non si può fare  a nessun costo. In una visone che è il bene comune, a cui ogni persona di buon senso non può non aspirare. E nei conflitti - in accordo con il Cardinale Martini e Umberto Eco - dovranno prevalere carità e prudenza.

Adelfio Elio Cardinale

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