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giovedì 19 ottobre 2017
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ESERCIZI FISICI E MOVIMENTO FANNO CRESCERE IL CERVELLO?

7 luglio 2017

È convincimento diffuso che il cervello sia una monade e che il suo sviluppo non sia in rapporto effettivo e non abbia interrelazioni con l'apparato osteo-articolare e muscolare. Recenti studi di autorevoli ricercatori e prestigiosi centri universitari hanno dimostrato il contrario.

Le funzioni motorie e l'attività fisica modificano la chimica cerebrale e sono capaci di far crescere il cervello. Recenti studi della California State University hanno evidenziato che l'encefalo necessiti di esperienze motorie - e anche tattili - come base e ponte per funzioni superiori, quali linguaggio e pensiero complesso. Il corpo diviene substrato della mente.

Tra i movimenti e l'attività fisica - rileva il neurobiologo Alberto Oliverio - rientra il gioco, che assume ruolo centrale nello sviluppo motorio, cognitivo, emotivo e sociale. Il gioco si embrica, pertanto, con i processi mediante i quali l'esperienza modifica i comportamenti, sviluppando funzioni cognitive, divenendo poi trampolino di lancio per il "gioco simbolico", che comprende la capacità di maturare e far crescere fantasia e formulazioni di ipotesi. Il gioco di gruppo , praticato in ambiente aperto, rappresenta pertanto non solo esercizio, ma anche atto terapeutico e allenamento cognitivo.

La suddetta capacità del movimento di produrre positivi cambiamenti dell'alchimia cerebrale stimola l'attività di aree allocate nel ponte cerebrale e nel nucleo striato, determinando maggiore emissione di noradrenalina e dopamina, con azione di equilibrio verso gli stimoli eccitanti.

È del tutto condivisibile l'invito della Facoltà medica di Harvard di qualificare - nella scuola dell'obbligo - una robusta attività fisica, oggi considerata una "cenerentola". Anche nell'alta formazione, con particolare riferimento ai corsi universitari di Scienze Motorie, devono valorizzarsi le cennate nozioni, per una più completa cultura dei futuri laureati.

La correlazione tra attività fisica e salute mentale è convalidata da ricerche, esperienze cliniche e meta-analisi di prestigiosi centri e istituzioni (Duke University, Southwestern Medical Center dell'Università del Texas, Ospedale di Saratoga Springs) arrivando alla conclusione che un'attività fisica - integrativa o alternativa - può essere terapia efficace per la depressione.

Le attività fisiche - che comprendono, palestra. fitness, lavori artigianali, passeggiate - mettono in sintonia corpo e mente.

È noto da tempo che l'attività fisica migliora la salute, aumenta la durata media di vita e riduce i rischi di affezioni cardiache, obesità, diabete e tumori. Nel campo delle attività cerebrali sembra che il movimento rafforzi la resilienza biochimica allo stress, favorendo lo sviluppo di nuove cellule cerebrali.

La potenzialità terapeutica antidepressiva dell'attività motoria è cognizione recente e importante. Infatti l'Oms-Organizzazione mondiale della sanità valuta che, nel mondo, 350 milioni di individui soffrono di depressione.

Questi studi meritano ulteriori approfondimenti e certezze fondate sulla medicina delle evidenze scientifiche. Possiamo, comunque, affermare che le nuove acquisizioni della biomedicina anche in campo cerebrale e mentale, possano servire a convalidare ulteriormente l'antico adagio "mens sana in corpore sano" in senso olistico.

Adelfio Elio Cardinale

(ITALPRESS).

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