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giovedì 24 agosto 2017
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DATI STATISTICI PER STRATEGIE DI PREVENZIONE

6 marzo 2017

La prevenzione designa l'insieme dei provvedimenti atti a prevenire la diffusione di malattie e salvaguardare la tutela della salute nell'uomo. Le crescenti acquisizioni scientifiche e sociali hanno contribuito a creare, a monte, una metodologia e una mentalità preventiva, utili in vari settori della classificazione di malattie e capaci di creare, indirizzare e attuare piani di lotta contro stili di vita e patologie di larga estensione e di grande interesse sociale.

Le tematiche inerenti alla promozione della salute ed alla prevenzione delle malattie, intese nel senso più ampio, sono numerose e interessano molteplici e complessi aspetti.

Il 12° Rapporto Sanità (unitamente all'ultimo Piano Nazionale della Prevenzione, a ricerche dell'Università Tor Vergata e all'Istituto Superiore di Sanità) ha configurato un vero e proprio decalogo di profilassi.

Si sono delineati dieci macro-obiettivi: ridurre il carico delle malattie non trasmissibili; prevenire le conseguenze dei disturbi neurosensoriali; promuovere il benessere mentale di bambini e giovani; prevenire le dipendenze; prevenire gli incidenti stradali; prevenire gli incidenti domestici; prevenire infortuni e malattie professionali; ridurre le esposizioni ambientali dannose; ridurre la frequenza delle malattie infettive prioritarie; attuare il Piano nazionale integrato dei controlli per la prevenzione in sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.

Il ministero della Salute - nell'atto di indirizzo dell'anno in corso - ha previsto che "le Regioni attueranno le specifiche azioni di contrasto dei principali comportamenti a rischio (sedentarietà, alimentazione eccessiva, fumo,  dipendenze o consumo di sostanze alcoliche), investendo sul benessere dei giovani, rafforzando e mettendo a sistema l'attenzione ai gruppi fragili delle fasce deboli della popolazione, con un approccio life cycle".

Tra le attività di prevenzione rivestono una parte fondamentale la promozione di sani stili di vita e la riduzione dei fattori di rischio. In particolare per fumo, abuso di alcool e obesità, anche con riferimento al crescente fenomeno dell'obesità infantile.

Per quanto riguarda il consumo di alcol, questo causa nel mondo più di 3,3 milioni di morti. Secondo l'ISS (Osservatorio nazionale alcool) in Italia sono almeno 30.000, i decessi causati dall'alcol, che risulta essere la prima causa di morte tra i giovani fino ai 24 anni di età, in relazione principalmente agli incidenti stradali. Ma l'alcol è anche associato a numerose malattie, quali cirrosi del fegato, malattie cardiovascolari e tumori, malattie neuropsichiatriche, problemi dì salute materno-infantile, ecc. In Italia nell'anno 2012 il numero di decessi di persone di età superiore a 15 anni per patologie totalmente alcol-attribuibili è stato pari a 1.308.

Sia riguardo la mortalità che sul consumo di alcol il nostro Paese si pone tra quelli virtuosi, verosimilmente anche per effetto di una diffusa e virtuosa pratica eno-gastronomica.

Il fumo di tabacco uccide nel mondo quasi 6 milioni di persone l'anno, 5 milioni di fumatori e più di 600mila non fumatori esposti al fumo passivo. Il tabacco rappresenta il maggior fattore di rischio per malattie cardiovascolari e tumori e inoltre contribuisce in maniera predominante nelle malattie respiratorie e in altri numerosi disturbi. In Italia, il fumo di tabacco costituisce la prima causa evitabile di morte prematura: l'OMS, basandosi sui dati del 2004, ha stimato che nella popolazione di 30 anni e più, il fumo provoca oltre 80.000 decessi all'anno, con oltre un milione di anni di vita potenziale persi.

Per quanto riguarda gli stili di vita, le Regioni del Sud presentano - rispetto ai vari parametri - le peggiori situazioni. L'Italia non si "comporta" male in termini di stili di vita, probabilmente escludendo la sedentarietà e il tema dell'obesità infantile, ma i miglioramenti non sembrano sufficienti e in qualche caso si osservano peggioramenti. I dati più negativi riguardano il fumo.

Conclusivamente, in base ai dati statistici elaborati dalle più qualificate istituzioni e dal ministero della Salute, il nostro è un paese che invecchia sempre più rapidamente, in cui si vive di più ma in cattiva salute negli ultimi anni, per cui le strategie di programmazione non possono prescindere, anche a tutela della sostenibilità del sistema sanitario, dalle attività di prevenzione, con cui eliminare o ritardare l'insorgenza di alcune patologie, ovvero contenere o posticiparne le complicazioni.

Adelfio Elio Cardinale

(ITALPRESS).

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