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martedì 21 novembre 2017
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ATENEI, OCCASIONE DA NON PERDERE PER MISSIONE VITALE

2 novembre 2017

Il sistema degli atenei è il più importate propellente per lo sviluppo di un paese. Qual è lo stato di salute delle Università? Non buono in genere, pessimo in alcuni casi.

Prendiamo a prestito la medicina ed esaminiamo dapprima la semeiotica - cioè lo studio dei sintomi - i segni della "malattia" accademica, per arrivare a diagnosi e terapia.

I dati riscontrabili sono preoccupanti: scarso finanziamento delle università, pari a circa la metà di quello degli altri paesi Ocse; modestissime risorse per la ricerca scientifica, circa l'1% del Pil; burocratizzazione delle attività accademiche dei professori; decadenza della didattica, momento fondamentale formativo, in quanto non valutata nelle selezioni; diritto allo studio emarginato, con fondi che risultano valutabili in un quarto di quelli di Francia e Germania; la mutazione antropologica del sistema dell'alta formazione.

Un'analisi più specifica merita il numero dei laureati: percentuale del 26,2%, che ci pone tra i fanalini di coda in Europa. Peggio di noi solo la Romania. Siamo superati anche da Spagna e Grecia. In Francia la percentuale è del 40%, in Germania del 33%; nei Paesi scandinavi supera il 50%. Nel fondo del fondo il sistema degli atenei delle regioni del nostro Sud.

Infine viene da tutti oltraggiata e derisa la modalità dei concorsi: concorsopoli, nepotismo, familismo. Cause della palude accademica, con la meritocrazia punita attraverso la raccomandazione.

Senza alcuna enfasi, vorrei ricordare che la raccomandazione è stata praticata da sempre, non solo in Italia, fin dalla notte dei tempi della stirpe umana. Un grande giornalista come Enzo Biagi descriveva gli italiani come un popolo di raccomandati, aggiungendo ironicamente "ma che male c'è?", sottolineando che la segnalazione trova scaturigine e legittimazione nella Bibbia, nella Chiesa e nello Stato. Si diceva, allora, che i fruitori erano "officiati".

Negli altri settori extra-accademici della vita civile e sociale, ove si rimettono in atto pratiche equipollenti, con virginale pudicizia si parla di sostenere, sponsorizzare, patrocinare, perorare. Vorrei, infine, ricordare che Marco Tullio Cicerone ha dettato il modello delle missive di raccomandazione - allora definite litterae commendaticiae - nei sedici libri di lettere "Ad familiares".

Le elezioni nazionali, che si svolgeranno tra pochi mesi, rappresentano un'occasione da non perdere per un rilancio e una rinascenza delle università italiane. Una crescita omogenea e diffusa su tutto il territorio nazionale, ove già esistono centri di eccellenza e per uno stabile aggancio egualitario con l'Europa.

Una svolta efficace, senza riforme cosmiche basate su dibattiti attorno ai massimi sistemi, che hanno fatto perdere quarant'anni. Vengono sintetizzate le proposte più serie avanzate.

Adeguato aumento dei finanziamenti per università e ricerca scientifica; nascita di un'agenzia della ricerca, organismo terzo competente e trasparente, per orientare l'erogazione di risorse; eliminazione dei concorsi riservati e interrelazioni tra università pubbliche e private; sviluppo dei prodotti della ricerca, con evoluzione dell'asse del sapere verso il sapere fare; impegno a includere la "terza missione", con partecipazione degli atenei a consorzi, per facilitare crescita economica e progresso sociale.

Nell'alta formazione biomedica - specie nell'era della tecnica e dell'informatica - bisogna qualificare la storia della medicina, con le collegate "medical  humanities" e bioetica. Chi scrive parla anche a nome della Società Italiana di Storia della Medicina, nella quale ricopre in atto l'incarico di presidente.

Infine, nodo cruciale, abolizione degli attuali concorsi, caratterizzati da diverse strutture che divengono irresponsabili, sorteggi, abbracciata titolografia accademica, con mediane e parametri bizantini. Queste procedure barocche causano mancanza di competitività nei reclutamenti, localismo, emorragia dei talenti verso l'estero. Procedimenti inutili e dannosi, che hanno richiesto inoltre una specie di reiterato intervento di polizia, con coinvolgimento financo dell'autorità anticorruzione di Raffele Cantone. Si sono identificate e perseguite poche gocce in un mare sterminato di intrighi.

È necessario la chiamata diretta dei professori come regola e come avviene in quasi tutti gli atenei dei Paesi più avanzati dell'Occidente. Una cooptazione trasparente, ove la struttura o il docente proponente, questa volta ben individuati pagheranno con penalizzazione nell'assegnazione di fondi, subsidenza di benefici ministeriali e quote premiali e con perdita di dignità e stima per scelte errate o volutamente squallide. Chiamate giustificate anche qualificata  malleveria da parte di docenti garanti, prestigiosi e riconosciuti da tutta la comunità scientifica anche internazionale. 

Tali scelte pubbliche, limpide e chiaramente riconoscibili da tutti, renderanno molto più difficile la proposta di assumere come professori mogli, mariti, figli, familiari, amanti, cuginette di alcova. Si auspica una classe politica che abbia coraggio. La capacità di guardare a distanza - diceva un saggio - fa vedere un'alta montagna che sembra insuperabile: ma se avanzi con coraggio e costanza arriverai a sormontarla.

Adelfio Elio Cardinale

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