OROSCOPO
giovedì 24 agosto 2017
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BRASILE IN PARADISO, GERMANIA BATTUTA AI RIGORI

21 agosto 2016

Nessun Maracanazo: il Brasile è campione olimpico per la prima volta nel calcio. L’impresa arriva solamente ai rigori, dopo l’1-1 nei 120 minuti. Decisiva la prova di Neymar, autore della rete del vantaggio e dell’ultima trasformazione dal dischetto. Alla Germania l’argento, alla Nigeria il bronzo. Micale schiera lo stesso undici per la quarta volta consecutiva, affidandosi ancora una al quartetto offensivo che gli ha regalato 11 delle 12 reti segnate prima della finale: Neymar (3), Gabriel Jesus (3), Luan (3) e Gabigol (2). Nel 4-2-3-1, Wallace e Renato Augusto agiscono da centrali di centrocampo, mentre le chiavi della difesa sono in mano all’ex romanista Marquinhos e Rodrigo Caio. A prescindere dalla voglia di rivincita del pubblico brasiliano, i punti di contatto con il 7-1 del 2014 sono pochi. Nessun giocatore in campo ha partecipato al Mineirazo di Belo Horizonte. Neymar era fuori a causa dell’infortunio subito contro la Colombia, mentre Matthias Ginter, difensore del Borussia Dortmund, è stato campione del Mondo nel 2014 ma senza essere schierato. «Here is not Mineirão» («Qui non è il Mineirão»), come si legge sugli spalti. All’ingresso in campo la nazionale di casa è accolta al grido di «O Campeão voltou» e sostenuta nel corso di tutta la gara («Il campione è tornato»), mentre la Germania è sommersa da bordate di fischi in ogni frangente. Il primo tempo regala emozioni sia in campo che in tribuna, dove compare Usain Bolt per dare il proprio sostegno alla formazione di casa. Neymar e  compagni partono con maggiore convinzione, tenendo il gioco fino al 10’ del primo tempo, quando la Germania coglie la prima traversa con Brandt. La Seleção si spaventa lasciando crescere gli ospiti, ma approfittando dei calci piazzati per farsi vedere dalle parti di Horn. Ci prova prima Neymar su punizione, che si scalda per la rete, e poi Renato Augusto sugli sviluppi di un corner. Gabigol e Luan soffrono, Gabriel Jesus sbaglia troppi appoggi, ma Renato Augusto e Rodrigo Caio, autore di un’ impressionante crescita nel torneo, sorreggono il Brasile fino all’1-0. Ginter atterra Neymar sulla sinistra. Al 26’, il 10 verde-oro s’incarica della punizione e sfodera un colpo che s’insacca all’incrocio dei pali senza che Horn possa intervenire. Un omaggio tecnico a Zico in pieno Maracanã e un’esultanza alla Bolt per l’1-0. Il velocista giamaicano, seduto insieme alla famiglia Neymar, apprezza ed esulta per il vantaggio brasiliano. La Germania reagisce, ma viene fermata nuovamente dalla traversa al 30’ e poi al 34’. Neymar, invece, si sente talmente a suo agio da provare una lambreta sull’out di sinistra, senza però alcun risultato. A inizio ripresa gli errori del primo tempo s’accentuano e il Brasile gioca con superficialità, lasciando crescere la formazione di Hurbesch. Al 14’ Marquinhos sbaglia il disimpegno, Wallace non copre e Meyer è libero di firmare il pareggio. Felipe Anderson entra al posto di Gabigol, decisamente non in serata, mentre nella Germania Petersen sostituisce Selke. Il Brasile si ricompone psicologicamente ma non tatticamente: c’è velocità nel ripartire, ma troppo egoismo al momento di finalizzare. La pressione non si trasforma in gol e si va ai supplementari. Luan ha un’occasione d’oro in contropiede al 6’ del primo parziale ma perde l’attimo, mentre sul fronte opposto Brandt manda di poco alto sopra la traversa. Felipe Anderson avrebbe il colpo del ko nel secondo supplementare, ma l’oro si decide ai rigori. Nel Brasile non sbaglia nessuno, Petersen invece si fa parare il quarto da Weverton. Neymar segna il quinto e scoppia in lacrime. L’oro è del Brasile.
(ITALPRESS).


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