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lunedì 23 ottobre 2017
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ABUSI SUI BAMBINI, IN SICILIA UN CORSO PER PEDIATRI

21 ottobre 2016

Creare su tutto il territorio nazionale 15 mila pediatri e medici di base ‘sentinella’, capaci di cogliere e individuare casi di maltrattamenti e abusi sui minori. 

Ha fatto tappa a Palermo, all’NH Hotel, “Il pediatra come soggetto attivo nella lotta agli abusi all’infanzia”, corso di formazione che ha visto la presenza di circa 50 pediatri siciliani che riceveranno, da colleghi trainer già precedentemente formati sul tema, strumenti clinici e giuridici per riconoscere e intercettare i segnali delle violenze sui bambini. 

Il progetto della rete antiabuso, sostenuto con un investimento di un milione di euro da Menarini, ha preso il via a maggio (prime tappe Roma e Firenze) ed è organizzato da Telefono Azzurro in collaborazione le associazioni pediatriche Fimp, Sip e Aopi. Il tour proseguirà nei prossimi mesi in altre città italiane, come Bolzano, Foggia e Bari. 

“Come Fimp siamo sorpresi e orgogliosi dell’entusiasmo che riscontriamo nei pediatri man mano che il progetto va avanti nelle varie tappe per la costruzione della rete - ha detto Luigi Nigri, responsabile del progetto per la Federazione italiana medici pediatri -. La partecipazione attiva dei colleghi è testimonianza di quanto fosse sentito il problema e di quale carenza formativa e organizzativa ci fosse sulle problematiche di abuso, violenza e maltrattamento nel nostro Paese. Finalmente si comincia ad alleviare il senso di solitudine del pediatra di fronte a eventi che il più delle volte comportano la mortificazione del bambino nelle sue espressioni più belle e vitali. Riceviamo diverse richieste di coinvolgimento o proposte di collaborazione da parte di associazioni di volontariato impegnate da tempo sul problema e siamo molto soddisfatti di contribuire in maniera determinante alla realizzazione di una coscienza sociale non più passiva ma finalmente operativa e di forte contrasto al problema”. 

In Sicilia non sono disponibili dati recenti sull’incidenza di questi casi sui piccoli pazienti pediatrici ma anche con statistiche alla mano si tratterebbe di un fenomeno probabilmente sottostimato, soprattutto perché l’abuso, una volta su due, viene messo in atto da una persona appartenente al nucleo familiare, secondo i dati del Dossier Pedofilia 2016 a cura di Telefono Azzurro. Dallo stesso documento emerge come tra il 2014 e il 2015 le richieste di aiuto per casi di abusi sessuali su bambini e adolescenti pervenute a Telefono Azzurro siano aumentate: in particolare, quelle arrivate al 114 Emergenza Infanzia sono passate dal 5,4% del 2014 al 6,7% del 2015. 

“La rete antiabuso dei pediatri italiani sarà presto una realtà nazionale che consentirà di porre in essere azioni tempestive ed efficaci di prevenzione e contrasto al fenomeno della violenza - sottolinea Fortunata Fucà, direttore dell’Unità Operativa Complessa Pediatria 3 d’Urgenza e Pronto Soccorso del Civico di Palermo, e tra i trainer del corso. 

Per Domenico Cipolla, direttore Dipartimento Salute Donna e Bambino ASP Palermo e direttore UOC Pediatria Termini Imerese, “cambia la realtà, cambia la medicina e cambiamo anche noi. Queste realtà purtroppo - prosegue - sono molto presenti sul territorio e bisogna poi ricostruire la personalità del bambino abusato. Bisogna intervenire per tempo”.

"Prosegue in Sicilia la nostra missione di creare una rete medica a salvaguardia dei bambini vittime di abusi e maltrattamenti - commenta Domenico Simone, componente del Cda Menarini -. Menarini ha elaborato tale progetto con l’intento di ramificare la formazione medica in tutte le regioni, perché purtroppo queste tristi storie di cronaca non risparmiano nessuna realtà italiana. Il progetto è per questo unico nel suo genere, e rende l’Italia d’esempio per tutti gli altri Paesi, in quanto rappresenta un punto di partenza di un programma internazionale promosso dall’International Center for Missing and Exploited Children (ICMEC)”. 

Per Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, “l’obiettivo del progetto è evitare che situazioni di violenza e abusi rimangano nel silenzio e i pediatri svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita sana ed equilibrata del bambino, sono il primo punto di contatto con il sistema sanitario, ma soprattutto il punto di riferimento e di fiducia a cui l’intera famiglia affida i propri bambini negli anni più delicati. Per questo hanno più occasioni per riconoscere e cogliere i segnali di disagio inespressi”.

 

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