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Donare casa ai figli, le tasse da pagare

Donare casa ai figli tasse

Donare casa ai figli: ecco quali sono le tasse da pagare al momento dell’atto di donazione immobiliare. Quando l’immobile è donato a un solo figlio.

Si può regalare la propria casa a un figlio?

Sì. In base all’articolo 769 del Codice Civile: “La donazione è il contratto col quale, per spirito di liberalità, una parte arricchisce l’altra, disponendo a favore di questa di un suo diritto o assumendo verso la stessa un’obbligazione”.  Per altre info: atto di donazione, come funziona.

Donare casa ai figli può essere il modo ideale per garantire un futuro più sereno ai propri discendenti. Esistono tre modalità di donazione di un immobile:

  • Donazione diretta, cioè quando i genitori hanno una casa di proprietà che decidono di regalare al figlio.
  • Donazione indiretta, cioè quando i genitori decidono di comprare (pagare) un immobile che sarà intestato a un figlio.
  • Donazione con riserva di usufrutto, in questo caso il genitore può usare l’immobile a suo vantaggio per tutta la vita ma è il figlio che ne conserva la proprietà quindi alla morte del genitore non bisognerà fare alcun passaggio supplementare.

Donare casa ai figli, tasse da pagare

Il beneficiario della donazione dovrà sostenere l’imposta di donazione per i beni e i diritti ricevuti. Quando il beneficiario è un parente diretto (come un coniuge o un figlio) la tassa di donazione ammonta al 4% del valore dell’immobile esclusa la franchigia che attualmente è fissata a 1 milione di euro.

Se l’immobile oggetto di donazione ha un valore stimato di 1 milione e 200 mila euro, la tassa di donazione ammonta al 4% di 200 mila euro. Alla tassa di donazione, vanno aggiunte altre imposte quali:

  • Imposta di trascrizione, detta anche imposta ipotecaria. Rappresenta il 2% del valore dell’immobile.
  • Imposta catastale, rappresenta l’1% del valore dell’immobile.

Queste tasse possono vedere riduzioni nel caso in cui il figlio che riceve la casa non è proprietario di altri immobili. In questo caso, l’imposta di trascrizione e la tassa catastale possono essere stimate in base alle agevolazioni prima casa (non si applicano agevolazioni in caso di donazione di una casa di lusso o una villa).

Costi da sostenere per il notaio

Alle tasse elencate in precedenza vanno aggiunti i costi per le spese del notaio.

In genere, qualsiasi atto di donazione, sia esso per il trasferimento di un bene immobile (proprio come una casa), sia esso per il trasferimento di denaro, necessita sempre di un notaio che ne formalizzi la validità in presenza di due testimoni. Solo quando le donazioni sono di modico valore non è necessario l’intervento del notaio e quindi l’atto pubblico. Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina: atto di donazione senza notaio .

Donare casa a un solo figlio, i fratelli possono chiederne la cancellazione

In caso di figlio unico, la donazione risulta “quasi blindata“. Il problema sorge quando il donante ha più figli e sceglie di donare casa a un solo discendente.

In questo caso, gli altri discendenti possono avanzare pretese? Sì.

La legge dispone che se alla morte del donante non si rinvengono nel suo patrimonio beni sufficienti a rispettare la quota di legittima riconosciuta per legge agli altri figli, questi ultimi possono agire in giudizio e chiedere una revoca dell’atto di donazione. In pratica il beneficiario della donazione si vedrà ridotta la sua quota di possesso dell’immobile in modo proporzionale alla disponibilità del patrimonio lasciato in eredità.

Entro quanto tempo si può legittimare la cancellazione dell’atto di donazione?
I discendenti possono agire legalmente contro la donazione sino a che non siano trascorsi 10 anni dalla morte del donante, chiedendo la riduzione.