OROSCOPO
venerdì 28 aprile 2017
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L'UOMO BONUCCI CHE MANCA AL NAPOLI E I GUFI DI...UN ALTRO MONDO

6 marzo 2017

Ecco la Juve: quando non c'è la squadra c'è l'uomo. Anzi l'Uomo, se si chiama Bonucci. So che non piace a tutti, sicuramente ai non juventini, visto che rappresenta la Signora più e meglio di altri, direi come Buffon, ma Gigi sa essere simpatico anche ai nemici; so che Bonucci ha un carattere difficile (lo sa anche Allegri), molto somigliante a quello dello juventino-tipo, oserei dire il Giampiero Boniperti che esibiva sempre un sorriso smagliante e in realtà era duro, anche (calcisticamente) cattivo, bianconero fino in fondo e dotato di un pensiero fisso ch'è diventato uno slogan: "Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta". La Juve non ha vinto, a Udine, anzi ha rischiato di perdere per un attimo di disattenzione proprio di Bonucci che si è fatto scappare Zapata-gol; ma il pareggio - e comunque un punto in più di Roma e Napoli che inseguono in un sogno - l'ha realizzato proprio lui, Leonardo, mostrando a tutti come si fa per continuare ad avere fede nella propria forza, con una pervicacia affliggente tutti i pedatori tenerelli che calpestano i prati verdi esibendo spocchia narcisista non sorretta da spirito di sacrificio e passione guerriera.

Tanto dovevo all'eroe del giorno, anche se il Fatto e i Personaggi di questa giornata restano i ragazzi di Sarri che sabato abbiamo visto volare sulle ali della più bella gioia calcistica: Mertens, Insigne, Rog e Reina hanno scritto una pagina di calcio eccellente, purtroppo innamorati di se stessi: se fossero più Bonucci non inseguirebbero solo un posto in Champions ma lo scudetto. Dicono: se ne riparlerà, blabla blabla, ma sarebbe ora che il Napoli s'inventasse un silenzio vincitore.

Resta, di questo turno, una nota amara che riguarda il Milan: non quello che gioca e vince, sul campo, meritandosi un futuro radioso; dico della stucchevole storia del closing che dà motivo di continuare una non celata ostilità a Berlusconi, più politica che calcistica, visto che ha deciso di lasciare dopo trent'anni di trionfi. Non basta, a certi critici, che il Milan abbia già incassati, e messi in banca, duecento milioni di euro, ovvero quattrocento miliardi di vecchie lire; non basta che lo stesso Cavaliere abbia detto di aver fiducia in quei cinesi che devono finire di pagare l'oneroso quanto onorevole club; sembra quasi che vogliano vedere il vecchio Silvio subire una esotica beffa; e sono gli stessi che hanno accolto con applausi Thohir! Sembrano gufi, parola di moda. Gufi di un altro mondo. Quelli del calcio fanno giochi innocenti.

Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)

(ITALPRESS).

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