OROSCOPO
venerdì 28 aprile 2017
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LA JUVE NON TREMA

20 marzo 2017

Se avete visto Empoli-Napoli avrete capito perché la squadra di Sarri ha rischiato di gettare al vento i tre punti nonostante i capolavori di Insigne e Mertens e il 3-0 del primo tempo: la Grande Bellezza offensiva svanisce appena subentra la necessità di gestire una pur evidente supremazia; la squadra perde mordente, si attarda addirittura in un "torello" insignificante e suicida, carica l'avversario e quando questo si fa pericoloso non trova strumenti adeguati per contenerlo. Lo salva l'imprecisione di Maccarone. Sarri non "sente" la difesa, s'abbandona allo spettacolo offerto dalle tre punte, diventa quasi zemaniano, per lui il gioco ha un solo scopo: fare gol. Cosí al Napoli non è servito andare due volte in vantaggio nei confronti di Champions con il Real o con la Juve in Coppa Italia. Azzanna l'avversario poi si spaventa di avere osato. Non serve avere tre centravanti se non hai almeno due stopper feroci. E la mentalità difensiva. Che non è peccato ma virtù.

Se avete visto Sampdoria-Juventus avrete capito perché i sempre campioni d'Italia riescono a uscire vittoriosi anche da battaglie durissime pur privi dei difensori più forti, Bonucci e Chiellini; perduto dopo mezzora Dybala, Allegri comincia a difendere il vantaggio (colto con un magistrale contropiede che Cuadrado traduce in un gol spettacoloso al 7') sostituendolo con Pjaca, un centrocampista; e quando la Samp si fa coraggio, guidata da Regini e Quagliarella in gran giornata, e minaccia il pareggio, ecco le mosse che rivelano l'umiltà dei forti: Lemina per Cuadrado, Lichtsteiner per Higuaín, onore al gioco esaltato da Nereo Rocco e dai grandi maestri del calcio all'italiana. E onore a Buffon che al 65' di Sampdoria-Juventus, impegnatissimo da Muriel e Quagliarella diventa con 39.681 minuti (più i 30 finali) lo juventino più presente di tutti i tempi, superando addirittura Giampiero Boniperti. Higuaín non segna e non è protagonista come a Napoli, si adegua, esce senza protestare: ha capito che con Allegri conta la squadra, conta la vittoria.

E la Juve vince senza cedere alle pressioni ambientali diventate fortissime. La cosiddetta giustizia sportiva ha atteso queste ore - e la vigilia del confronto con il Barcellona - per deferire Andrea Agnelli e i suoi collaboratori per la vicenda del bagarinaggio "mafioso", pur avendo ricevuto da mesi il dossier della Procura torinese. Da Torino si è reagito con forza alle accuse destabilizzanti prodotte da un organismo federale che ha ignorato la rinata alleanza fra il presidente juventino e quello della FIGC. Carlo Tavecchio è stato appena rieletto grazie anche al sostegno di Agnelli. Credo che ne vedremo delle belle.

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