OROSCOPO
lunedì 21 agosto 2017
logo

GLI 80 ANNI DI MAESTRO MAZZONE

17 marzo 2017

Anno più anno meno, fin da circa mezzo secolo ho tampinato Carlo Mazzone, non tanto per le sue imprese di pedatore - peraltro già interessanti - ma per una tragica storia di calcio che mi portò a Ascoli, la sua Ascoli, il 15 febbraio del 1965: il giorno prima, domenica, al Ballarin di San Benedetto del Tronto, in uno scontro con il centravanti della Samb Alfiero Capasciutti, aveva perduto la vita il portiere dell'Ascoli Roberto Strulli, colpito al viso da una ginocchiata. Improvvisamente i rapporti fra le due città confinanti, storicamente difficili, parevano introdurre una guerra civile. Poi fu affermata chiaramente la fatalità del luttuoso evento e potei fermarmi al mitico Caffè Meletti di piazza del Popolo a parlar di calcio vero e di quel giocatore - difensore tamugno, pardon, tosto e gran fisico - che dopo la Roma, la Spal e il Siena era arrivato ad Ascoli. Il ragazzo fa ottant'anni il giorno di San Giuseppe, padre lavoratore, s'è fatto gli auguri da solo sicchè ho evitato di formalizzarlo in anticipo - ché non sta bene - chiedendogli solo una rapida chiacchierata, facendo a gara chi era più pronto agli amarcord. È chiaro a tutti - profani compresi - che se avessimo voluto ripercorrere la sua vita di Mister, io direi di Maestro Mazzone, saremmo arrivati oltre il compleanno perché il sor Carlo ha riempito di storie - e di storia - tutti i suoi giorni, non sempre compreso, spesso collocato in una sorta di commedia all'italiana; dalla quale mi allontanai quando un giorno Fulvio Bernardini, il dottor Pedata, mi chiese di accompagnarlo a Ascoli per incontrare "sto Mazzone che studia calcio fingendo d'improvvisare".

"Me lo ricordo - mi dice Carlo - la persona e le sue parole mi hanno fatto onore. Io non ero certo digiuno di tecnica e tattica ma mi ero permesso di sviluppare delle idee mie...".

- Giocando a tre o a quattro? - provoco. Ma lui è gentile e non mi manda a quel paese:"Ho sviluppato il terzo concetto, ovvero la fisicità accompagnata al giusto bagaglio tecnico/tattico.

Andava bene anche con i campioni".

- Come dire che anche Totti e Baggio...

"Ho avuto ottimi allievi, ricordo per tutti Renato Campanini, Beppe Signori, Pepp Guardiola e quei due lí...Totti e Baggio calciatori sapevano già tutto, mi sono limitato a curare gli uomini, il loro fisico, la loro alimentazione, il loro tempo libero, i rapporti con la famiglia...".

- Si stanca presto, Mazzone, si sente improvvisamente ottuagenario, ne farebbe a meno, e allora alleggerisco la mia pressione con un rapido ritorno alla giovinezza ascolana: "Voglio solo ricordare Costantino Rozzi, che Dio gli voglia bene, e il coraggio che ebbe ad affidarmi il suo Ascoli col quale facemmo miracoli, C, B e A, una bell'impresa, ci siamo fatti conoscere...".

- Il film dei suoi ottant'anni ha pagine di gioia e di dolore, poche sono noiose, molte eccitanti come quella dannata corsa verso la curva dell'Atalanta, quella furia tremenda che attribuí al suo "fratello gemello", una delle sue istrioniche sortite che non risparmiò neppure ad autorevoli mezzibusti.

M'accorgo che ricordare può essere faticoso.

Meglio trattenere il fiato per soffiare sulle candeline;

meglio dedicare rimembranze di cuore agli assenti come Rozzi e Corioni, alle care città Ascoli, Roma, Brescia, Bologna, Firenze, Catanzaro; meglio dedicare i sorrisi e i pensieri più cari a Maria Pia, moglie affettuosa e vigile, attenta curatrice del suo tempo, compreso questo breve incontro. Un abbraccio a tutti e due a nome - mi permetto - di un popolo di appassionati.

Share |


Commenti disabilitati per questo articolo

etichetta

Lifestyle



el