OROSCOPO
martedì 21 novembre 2017
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DERBY ROMA, TOTTI, MUNTARI E LA NOSTALGIA DEL CALCIO DI UNA VOLTA

1 maggio 2017

Registro episodi, situazioni, dettagli che mi fanno rimpiangere il bel tempo andato, il calcio di una volta, e invidiare (si fa per dire) i new columnist che non avendo vissuto (a volte neppur studiato) le antiche stagioni pallonare, narrano la povertà fingendola ricchezza. Spesso insultando il calcio "all'italiana". Col quale - umilmente - abbiamo trionfato nel mondo: ultima impresa, lo scudetto tedesco per Ancelotti/Bayern. Dopo Milan, Paris St.Germain, Chelsea e la Decima del Real.

Elenco alla rinfusa: 1) il predominio della Juve che, lei beata, non ha più avversari di vaglia e soffre (rigore negato a parte) solo con un'Atalanta che Gasperini ha riprodotto prendendo spunto da antiche esibizioni vincenti di Fiorentina, Sampdoria, Verona, squadre scudettate plasmate da maestri come Pesaola, Boskov e Bagnoli; 2) il contentino di emozioni in zona salvezza, ammirando la voglia matta del Crotone-da-Champions (parola di Montella) che rende il disossato Milan un fantasma, e la disperazione del Palermo che ferisce con l'orgoglio di Diamanti la Fiorentina priva d'energia e di passione; 3) l'ingloriosa marcia indietro del vecchio Genoa il cui popolo fedele se l'è visto svuotare dei pochi valorosi pedatori che aveva - mi limito a Rincon e Pavoletti - sacrificati al mercato permanente da dirigenti affaristi; le lacrime di Juric dicono tutto; 4) il derby romano, onorato solo da una Lazio sí ben guidata dal bravo Inzaghi senza paura, privato di Immobile e premiato da Keita, ma soprattutto tradito da una Roma asfittica che resta tuttavia - ecco il dramma - la seconda forza del campionato.

Fermiamoci qui, ripescando e riguardando con una moviola virtuale non tanto gli errori di Orsato - annullati da un risultato giusto - ma un paio di episodi che mi hanno toccato: l'ingresso tardivo o inutile di Totti introdotto da una scena insolita e ridicola, ovvero l'assistente di Spalletti che, munito di lavagnetta, spiega a Francesco Re di Roma cosa deve fare una volta in campo, come fosse un novizio, e il finto inseguimento del passeggiatore Bruno Peres all'ottimo Lulic, lasciato libero di spedire allo spietato Keita la palla magica del tre a uno. Poi si sente Spalletti parlare di gol banali degli avversari, magari del...mezzogiorno di fuoco che infastidisce, ovviamente, solo i perdenti. Lo conoscevo meno banale. Credo che potrebbe restare a Roma. Ma senza Totti.

Finisco con Muntari e la punizione inflittagli dall'arbitro Minelli per aver reagito contro gli insulti razzisti dei tifosi sardi, regalando la maglia a un ragazzino che l'offendeva con l'invito a non ripetersi: rammento a Minelli, ai suoi capi e ai cronisti che proprio a Cagliari, il 17 ottobre del 2010, l'arbitro Tagliavento sospese per due minuti la partita Cagliari - Inter per i buuh razzisti indirizzati a Eto'o. Ebbe elogi e il suo gesto diventò addirittura tema d'esame per i candidati giornalisti professionisti. Povero calcio senza orgoglio nè memoria.

italo.cucci@italpress.com

(ITALPRESS).

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