OROSCOPO
giovedì 25 maggio 2017
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APPELLO A GOVERNO E SENATORI: "TUTELARE IMMOBILIARE"

7 febbraio 2017

"Nei prossimi giorni sarete chiamati a votare il 'decreto salva-banche', mettendo così a disposizione del sistema bancario 20 miliardi. Somma che sarà pagata da noi cittadini e imprenditori. Oramai da qualche anno alcune banche hanno inteso allargare il loro giro di affari, proponendo ai loro clienti l’acquisto di generi di largo consumo quali telefoni, prodotti per la casa e aprendo agenzie immobiliari, facendo così concorrenza e tentando di sostituirsi a quelle imprese e a quei professionisti che invece dovrebbero finanziare". Così, nella  lettera-appello pubblicata oggi su la Repubblica e La Stampa, il presidente della Fiaip Paolo Righi.

"Nel 2009, per cercare di frenare gli effetti della più grande crisi economica mai registratasi a livello mondiale, causata dalla eccessiva finanziarizzazione del mercato immobiliare da parte degli istituti di credito, il Congresso Americano ha emanato una legge firmata dal presidente Barack Obama, che tra i tanti provvedimenti, vietò alle banche, la possibilità di aprire agenzie immobiliari. Per tentare di salvare le banche in difficoltà - prosegue -, questo governo e quello precedente, hanno emanato leggi a ripetizione in loro favore, pensiamo tra le tante all’approvazione del bail-in e all’introduzione del patto marciano con cui le banche diventano direttamente proprietarie della case di chi non ha pagato alcune rate del mutuo, fatto questo, da sempre vietato dall’art.2744 del Codice Civile.

Cinquantasei Senatori della Repubblica, trasversalmente a quasi tutti i partiti, hanno sottoscritto un emendamento a firma Gibiino-D’Alì, che vieta alle banche di essere proprietarie di agenzie immobiliari, mutuandolo proprio dall’atto del Congresso Americano e proprio per evitare che la commistione immobiliare-finanza, possa causare in futuro quanto già accaduto nel 2008".

"Commistione peraltro già vietata dal D.Lgs. 141/2010, ma che a mio parere viene puntualmente disapplicata proprio dai comportamenti di alcune banche italiane. Si aggiunga a questo che noi imprenditori e professionisti italiani siamo sottoposti ad una pressione fiscale complessiva ormai vicina al 65% e che svolgiamo le nostre attività combattendo ogni giorno senza che nessuno pensi di fare un decreto 'salva-imprenditori'. Pur rispettosi delle fondamenta dell’economia, che vedono nella libera concorrenza il vero volano della crescita, non riusciamo a comprendere come le banche che ricevono aiuti di Stato possano svolgere la nostra stessa professione, senza appunto, violare i più elementari canoni della libera concorrenza. La proprietà immobiliare e la trasparenza delle transazioni immobiliari - sottolinea Righi - sono alla base della pace sociale e del benessere delle famiglie, per cui, illustrissimo presidente del Consiglio, illustrissimi senatori, non consegnate questi valori fondamentali per la nostra economia alla cattiva finanza, con l’ennesimo favore concesso ad alcune banche. Vi sono nel nostro Paese grandi e piccole banche che ogni giorno fanno il loro lavoro con un occhio sempre attento alle esigenze dei cittadini e delle imprese, questi istituti svolgono la loro attività meritoria pensando esclusivamente a fare bene il loro lavoro, senza minimamente pensare di sostituirsi a coloro i quali dovrebbero finanziare. Per i motivi sopra esposti, chiedo al presidente del Consiglio dei Ministri di fare proprio l’emendamento 7.0.1 depositato e firmato da 56 senatori e altresì mi appello a tutti i senatori affinché possano votare unitariamente per la tutela del mercato immobiliare e per far rispettare le più basilari regole concorrenziali", conclude.

(ITALPRESS).


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