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sabato 29 luglio 2017
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COSTA "CAMBIAMENTO EPOCALE, POSSIAMO FARE CRESCERE PAESE"

18 luglio 2016

"La Fondazione Enasarco sta vivendo un cambiamento epocale, sta attraversando un tornante della sua storia ormai pluridecennale, sta aprendosi a una fase nuova e inedita". Così Gianroberto Costa presidente della Fondazione Enasarco. "Per la prima volta c'è un Cda frutto di un'elezione e non di una designazione da parte di associazioni e ministero. Gli agenti e i rappresentanti di commercio, i consulenti finanziari e gli agenti in attività finanziaria hanno votato e indicato direttamente i propri delegati nell’assemblea della Cassa. E quest’ultima ha, a sua volta, eletto i componenti del Cda, con l’individuazione nella mia persona del presidente e in Giovanni Maggi e Costante Persiani dei due vicepresidenti. In un tempo in cui da più parti si guarda alle parti sociali con accenti di scetticismo, se non di aperta critica, è giusto riconoscere come nel nostro caso siano state proprio le organizzazioni di rappresentanza della categoria a smuovere le acque e a farsi portatrici di un ampio progetto di rinnovamento e modernizzazione della Fondazione. La svolta statutaria e di partecipazione democratica sono figlie di una volontà determinata e univoca innanzitutto delle nostre associazioni", spiega Costa.

"Sappiamo benissimo che un assetto di governance di per sé più partecipato è una condizione necessaria, ma da sola non sufficiente per garantire i migliori risultati. Sappiamo benissimo che ora tocca a noi fare il resto della strada e che tanti occhi ci guardano, ma proprio per questo siamo tutti consapevoli della grande responsabilità che abbiamo. Sta in noi concentrarci tutti insieme sulle priorità dell'Ente lavorando con responsabilità, creatività e spirito istituzionale. In questo senso - evidenzia -, non è improprio sottolineare come per noi si tratti quasi di una fase costituente: per la prima volta ci si confronta sul futuro della Fondazione con una visione di lungo termine per il rilancio. È stato già intrapreso un percorso positivo con la revisione statutaria, una maggiore trasparenza, un bilancio in attivo, un sistema pensionistico stabilizzato, la dismissione degli immobili, oltre, naturalmente, alla già citata elezione diretta, da parte di agenti e aziende, dei vertici della Cassa. Enasarco è nata grazie a una lungimirante intuizione quasi ottanta anni fa e in tutti questi decenni ha assolto in maniera adeguata il suo compito, assicurando ogni anno più di 100 mila pensioni e circa 65 mila liquidazioni del Firr, nonché l’assistenza agli iscritti e ai pensionati. È un unicum in Europa. Un unicum da preservare contro ipotesi di accorpamento all'Inps, che alcuni hanno ventilato, e che non garantirebbero certo la stessa efficacia ed efficienza offerta fino a oggi. L'Ente è stato determinante, in città come Roma e Milano, nella fase della ricostruzione e del boom economico, svolgendo un ruolo fondamentale per la crescita del patrimonio edilizio. Ora, giustamente, quel periodo è chiuso. Il piano di dismissioni, denominato Progetto Mercurio si è rivelato positivo perché non è più epoca di edilizia di massa  e ha rappresentato la base per la trasformazione degli investimenti da immobiliari in asset che siano più facilmente negoziabili".

Costa annuncia che "il patrimonio immobiliare a uso residenziale, dunque, sarà venduto interamente entro la fine del 2017: si è deciso di dismettere per scegliere nuove forme d'investimento e questa è indubbiamente una grande sfida. Dobbiamo e possiamo contribuire, a far crescere e a rilanciare il Paese puntando sull’economia reale. Non case, ma infrastrutture ed equity. C'è quindi da ragionare, e bene, sulle cose concrete da fare per gestire sempre al meglio il patrimonio della Fondazione che vale 7 miliardi, ovvero lo 0,5% del Pil. Si tratta di cambio di passo per il quale siamo pronti. Si tratta di una sfida per la quale serve una visione totalmente nuova e che sarebbe importante per tutti i fondi pensione. Le risorse disponibili delle Casse, sommate a quelle degli altri fondi pensione, ammontano a 250 miliardi. Con tali disponibilità potremmo dare un contributo decisivo per tornare a crescere tutti insieme e per rimediare alla sottocapitalizzazione cronica delle imprese italiane: uno dei principali freni allo sviluppo. Cambiamo le dimensioni del gioco per crescere anche nel private equity: al momento i vincoli per gli investimenti sono stringenti e il mondo del private equity non ci è concesso. Ma in futuro vorremmo concordare con governo e Parlamento proprio questo cambio di rotta. Enasarco può diventare un partner dello Stato per investire nelle grandi reti e nelle infrastrutture strategiche. Si tratta di proseguire sulla strada della messa in sicurezza dei conti ma, al tempo stesso, di puntare su innovazioni sostanziali".

"Nella difficile congiuntura attuale e prospettica, dunque, dobbiamo garantire - evidenzia il presidente - che ci sia copertura, anche in futuro, per le prestazioni previdenziali di chi intraprende questa professione, mettendo sempre di più gli iscritti e i pensionati al centro dei servizi erogati. Dobbiamo quindi da un lato sostenere i giovani dando loro la possibilità di intraprendere un mestiere in anticipo rispetto a quanto accade oggi; dall’altro, è necessario accompagnare il ricambio generazionale attraverso agevolazioni per i nuovi agenti e incentivi alle imprese per il conferimento dei mandati. Il nostro obiettivo è rendere la Fondazione più accessibile, efficiente e adeguata ai bisogni della categoria. In conclusione, come una giusta intuizione diede origine a Enasarco ormai quasi ottant'anni fa, così ora, in un contesto economico-sociale molto cambiato, serve altrettanta lungimiranza di prospettiva per assicurare agli iscritti la dovuta e sacrosanta certezza sotto il profilo previdenziale e assistenziale, con servizi all'altezza e un'offerta di welfare la più ampia possibile. Solo così - conclude Costa - riusciremo a onorare fino in fondo la responsabilità che abbiamo assunto".
(ITALPRESS).


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