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OROSCOPO
giovedì 19 ottobre 2017
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U.21 E "PEDATA" IN ALTO, CINA IN BASSO

26 giugno 2017

Anche se il prossimo avversario si chiama (come per le qualificazioni ai Mondiali) Spagna, avversario che potrebbe mandare a casa gli azzurrini che si sono qualificati primi davanti alla Germania, nel girone dell’Europeo Under 21, nel risultato di Cracovia si puo’ cogliere un significato. Positivo, naturalmente, perche’ essere fra i primi quattro (con la citata Spagna, l’Inghilterra e la Germania miglior seconda) vuol dire che la Nazionale maggiore ha un serbatoio importante e il fatto che alcuni dei babies di Di Biagio abbiano gia’ esordito in A (Bernardeschi, Gagliardini, Donnarumma, ecc.) lo conferma. Certo, adesso con la Spagna (senza Berardi e Conti, squalificati) non sara’ facile perche’ dall’altra parte ci saranno Asensio del Real, Saul dell’Atletico Madrid, il milanista Deulofeu e altri diavoletti rossi. Ma l’importante e’ essere arrivati nei primi quattro. Se pensiamo che Germania e Spagna hanno organizzato in maniera molto seria i loro settori giovanili e l’Italia, in fondo, ha improvvisato, si tratta di un risultato eccellente. Del resto, sull’altalena del calcio, noi siamo abituati a salire e scendere con frequenza e speriamo di restare sempre in alto, anche se sara’ difficile. Basta leggere i giornali, per notare come grandi spazi vengano riservati alla fiera della pedata, che da sempre ci appassiona. In questi giorni di calura estiva e di finti acquisti “importanti” si stanno celebrando mediaticamente le bravure dei calciomercanti, capaci di allietare le nostre serate con annunci sensazionali.

Certo, non sono piu’ i tempi in cui qualche furbastro operatore s’inventava affari clamorosi e li snocciolava ai pescetti con taccuino, che abboccavano all’amo: c’eravamo pure noi, fra i branzini in attesa, quando le novita’ ci arrivavano da Italo Allodi, Romeo Anconetani e Luciano Moggi, i “padroni” del vapore in epoche diverse al Gallia, all’Hilton e poi nelle varie sedi dove si decidevano le sorti del campionato. I nostri direttori volevano “notizie” a tutti i costi per abbindolare l’esercito dei lettori in attesa. Ora i bluff sono piu’ improbabili e cosi’ i cronisti sono diventati abili investigatori che presentano foto e filmati per documentare i loro scoop, e tutto diventa piu’ divertente. Anche un famoso esperto delle vicende tv, che a suo tempo ci accuso’ di indossare il colbacco a Mosca e il cappello di paglia in Sudamerica, sostenendo su “Vogue” che stavamo facendo solo alta moda, non tenendo conto della nostra misera calvizie, si e’ innamorato delle trasmissioni sul calciomercato. La sua storica severita’ di giudizio si e’ annacquata davanti alle notizie sulla sua squadra del cuore. Ma e’ troppo facile, di questi tempi, parlare di affari veri o presunti e solo l’ipotetico trasferimento di Ronaldo a una squadra italiana che puo’ sborsare dai 200 milioni in su, puo’ far palpitare i nostri cuori, anche se sembra un miraggio nel deserto. Questo club danaroso non esiste, ma basta dirlo, per alimentare speranze dei creduloni. Piu’ curioso e’ notare invece come certe prese di posizione di sceicchi, magnati cinesi e procuratori onnipotenti che si stanno impadronendo del nostro calcio e dei nostri giocatori, preludano a un futuro diverso per la politica pallonara, oltre che per l’etica di questo mondo fatuo.

Ma ci sono sempre novita’, per corsi’ dire, e l’illusione di poter usufruire della beneficenza di Pechino per rattoppare le finanze dei nostri club sta cominciando a svanire, o comunque ad attenuarsi. Il governo cinese sta infatti mettendo le mani sugli affari del calcio, che nel 2017 ha gia’ portato all’esportazione di 396 milioni di dollari. Sotto la lente d’ingrandimento l’acquisto di Oscar da parte dello Shanghai Sipg per 60 milioni di sterline, l’ingaggio di 38 milioni di euro netti a stagione elargito all’ex juventino Tevez, e il flop di alcuni campioni, compreso l’argentino e il suo connazionale Lavezzi. Anche il fatto che la Nazionale cinese vada male ha indispettito i governanti. Le preoccupazioni maggiori sono determinate tuttavia dal fatto che gli investimenti (anche non sportivi) fatti all’estero sono stati eccessivi e certi “affari” sono stati realizzati per camuffare -a quanto dicono in Cina- le azioni di persone sospette al di fuori dei propri confini. Inoltre, lo Yuan si e’ svalutato del sei per cento, il che non ha allietato il Governo pechinese che ha parlato di “irrazionali investimenti”. Tutta questa tiritera per chiedersi: ma i cinesi continueranno a pagare i debiti e a investire nel calcio, o rallenteranno gli esborsi, tarpando le ali a certi nostri club (Inter e Milan in particolare) che avevano creduto di trovare una sempiterna pacchia ? Anche questo fattore dobbiamo considerare, parlando di calciomercato e non solo la parte folcloristica e le facili speranze dei tifosi. O no ?

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