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giovedì 19 ottobre 2017
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SOLLIEVO ITALIA, MA CALCIO NON PIU’ UN GIOCO “SEMPLICE”

11 ottobre 2017

Ora che il traguardo dei play-off da testa di serie e’ stato raggiunto dall’Italia, prima di parlare di Ventura, dei suoi difetti e dei suoi pregi, è il caso di fare un discorso piu’ generale sul calcio d’oggi. Uno dei perche’ dell’affermazione del calcio nel mondo e’ stata per anni la semplicita’ del gioco, la sua intuitivita’. “Trattasi - diceva il vecchio Nereo Rocco ai propri giocatori- de buttar la bala dentro quei legni”. Troppo semplice. Oggi le cose sono estremamente complicate. La formula per arrivare da teste di serie al sorteggio dei play-off non e’ semplice. Durante le ultime partite abbiamo visto le varie situazioni mutare da un momento all’altro. Segnava questo e non si era piu’ testa di serie, forse, ma, chissa’… Chi ha una certa eta’ ha visto cambiare regole di gioco, abitudini, tutto. Nel dopoguerra il calcio era un’altra cosa, si giocava la santa domenica, non c’era la tv. Non bisogna essere oscurantisti, ma il troppo e’ troppo. La verita’ e’ che il demone del danaro ha popolato il calcio di personaggi di tutti i tipi (alcuni sono alle prese con la giustizia…) e per conquistare certi mercati (sic !) che prima non facevano parte del mondo del calcio (Nord America, Asia, ecc.) si cerca di cambiare le regole affinche’ si segnino piu’ gol e si conquistino clienti che non “capiscono” lo 0-0. Meglio un 6-6, ma il massimo sarebbe abolire il pareggio. Ci si arrivera’.

Inoltre c’e’ un calcio con sei arbitri e uno con la tecnologia. Allegri, a proposito di VAR e delle sue fermate per consultare lo schermo, ha preconizzato partite di quattro ore. Si pensa ormai al tempo effettivo. Ma siccome non si puo’ tornare indietro, speriamo che almeno si razionalizzi il calcio perche’ attualmente un po’ tutto e’ ingarbugliato e simile a una lotteria. Non si capisce molto come, comunque l’Italia e’ arrivata al traguardo dei play-off da testa di serie e tanto basta. Come avrete capito, siamo tornati alla nostra Nazionale: si e’ gia’ fatto della dietrologia sulla mancata esultanza di Ventura, dopo il gol risolutore di Candreva. Si capisce perfettamente lo stato d’animo del c.t. azzurro, che si sente vittima di un assedio mediatico senza fine. La stessa sensazione hanno avuto i suoi predecessori: alcuni hanno gettato la spugna, altri sono stati sostituiti. Lui vuole tempo, ma in Nazionale non gliene danno, perche’ la legge la fanno i club e si deve andare avanti a forza di risultati: se si vince, tutto va bene, anche se poi si e’ pronti a dire che non c’e’ gioco, che si fatica, ecc. Se invece non si vince, hai voglia a obiettare che si e’ giocato bene. Ci vuol anche fortuna. Il vecchio Dino Zoff diceva che nella classifica chi e’ primo ha ragione e chi arriva secondo ha perso perche’ vicino ai numeri del campionato non c’e’ scritto che chi non ha vinto ha giocato bene”.

Una filosofia semplice come “quel” gioco del calcio senza le complicazioni d’oggigiorno. Ventura stia sicuro: solo se vincera’ il Mondiale, non subira’ critiche. Come capito’ a Bearzot, che col titolo Mondiale fece ingoiare ai suoi detrattori tutti gli insulti che aveva ricevuto, L’attuale c.t. conosce bene il gioco delle parti: il calcio e’ materia cosi’ opinabile che tu puoi avere torto o ragione allo stesso tempo. Lui vuol cambiar qualcosa: se vincera’, potra’ farlo senza ricevere appunti, se non vincera' sara’ mandato al rogo. Se avesse esultato, a Scutari, gli avrebbero imputato troppa gioia, non l’ha fatto e quindi…chissa’ cosa c’e’ dietro. Vediamo un po’: gli e’ mancato mezzo centrocampo, Barzagli in difesa e Belotti in attacco. Si e’ dovuto arrangiare, ma lo hanno accusato di essersi incaponito a giocare col il suo prediletto 4-2-4, anche se in effetti Spinazzola e’ andato quasi costantemente in avanti, tanto da essere stato l’assist-man per il gol di Candreva, e Insigne e’ stato notato spesso in zona difensiva come l’interista che ha aiutato il centrocampo: “Complimenti per come ha fatto il terzino” hanno detto al napoletano. Ventura può essere criticato, ma in realtà gli va riconosciuto di aver perso molti pezzi per strada, in un panorama calcistico in cui -con i troppi stranieri in forza ai club- c’e’ poco da scegliere. Lui cerca di far uscire il sangue dalle rape, cercando fra ragazzotti promettenti qualcuno che possa fare al caso della Nazionale. Nelle ultime quattro partite (Spagna, Israele, Macedonia, Albania) la squadra azzurra ha segnato solo tre gol (Immobile, Chiellini, Candreva) subendone quattro.

Prima dell’estate erano arrivati una goleada al Liechtenstein, un 3-0 all’Uruguay, una vittoria in Olanda e, in definitiva, solo con le grandi del calcio (Francia, Germania e Spagna) c’erano state reali difficolta’. Adesso per non andare incontro a una “catastrofe” l’Italia deve superare i play off, dove puo’ imbattersi in una delle due Irlanda, Grecia e Svezia. Tutti avversari abbordabili, anche se nel calcio non ci sono certezze. E’ il caso di restare uniti, non divisi. Lo hanno capito anche quelli dell’indotto (stampa, sponsor, addetti ai lavori) che il pericolo catastrofe puo’ coinvolgere tutti, non solo Ventura e il suo gruppo…

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