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giovedì 19 ottobre 2017
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DYBALA, IMMOBILE E MERTENS GRANDI PROTAGONISTI

18 settembre 2017

Il personaggio della giornata? Paulo Dybala: tripletta splendida e salto in vetta alla classifica dei cannonieri con otto gol. La notizia più brutta? La scomparsa di Bersellini, allenatore che vinse lo scudetto con l’Inter nella stagione 1980-81. Addio Eugenio! La più bella battuta della giornata? Quella dello striscione dei tifosi beneventani a Napoli: “San Gennà, ricordati che sei nato a Benevento”. Ma il Santo, che si sente napoletano, non ha aiutato i sanniti, che ne hanno presi sei. Il Napoli così si è tenuto al primo posto, a punteggio pieno, con Juve e Inter. Dimenticata la sconfitta in Ucraina. La squadra di Sarri ha - come l’anno scorso - l’attacco più forte (15 gol segnati, Martens tripletta con due rigori). Ma a proposito del Benevento, vorremmo dire che forse si sta ripetendo quello che era successo in passato: in coda squadre troppo deboli, il che non abbellisce per nulla il campionato. Già c’è chi ha preso 11 gol (il Verona), chi 10 (il Benevento, peraltro ancora a zero punti) e chi vola in testa a punteggio pieno: troppa differenza. Dicono gli esperti che dal 1960 non c’erano tre squadre a punteggio pieno: allora Inter, Juventus e Roma, erano a quota 8 (la vittoria valeva due punti) e lo scudetto lo vinse la Juve. Gli interisti della prima ora, quelli cioè che hanno visto giocare i nerazzurri di Helenio Herrera, il “mago”, con i Picchi, Suarez e Mazzola, sono ottimisti: vincere giocando male è segno positivo. Gli scudetti allora fioccavano grazie a vittorie rubacchiate, ma anche a grandi prestazioni.

Spalletti sembra il condottiero moderno di un’Inter che vuole andare lontano. Icardi intanto è rimasto all’asciutto, nonostante il travestimento da biondo nordico: i difensori crotonesi lo hanno smascherato subito e non gli hanno permesso di segnare. Ha molto choccato i tifosi nerazzurri il fatto che il formidabile Skriniar, autore del gol che ha sbloccato la partita, si chiami...Milan. La Juve sul campo del Sassuolo non ha fatto grandi cose: ha vinto grazie alle tre prodezze di Dybala, ma la difesa non è sembrata ancora registrata. Le assenze, lo choc di Barcellona, l’avversario poco arrendevole hanno causato qualche sbandamento. Ormai tutti parlano solo di Dybala. Lo hanno chiamato Tribala: gli autori di giochi di parole hanno un futuro radioso. Per noi - lo ripetiamo - somiglia a Sivori, che aveva un sinistro altrettanto magico, era argentino e ha lasciato un segno indelebile nella storia juventina. Un nuovo personaggio: chissà che sofferenze, Buffon e Higuain...Gli emiliani non vanno più come in passato: attenzione. Quarta è la Lazio, che è passata a Marassi sul Genoa dopo una partita movimentata: il giovanissimo Pellegri (16 anni) e Immobile hanno ingaggiato una lotta a suon di gol, vinta dal laziale per un erroraccio di Gentiletti. La squadra di Inzaghi ha delle notevoli risorse e ne sentiremo parlare molto. I rossoblu sono già nei guai. Il Milan, ha vinto con una doppietta di Kalinic (che aveva fatto anche il terzo gol, annullato dalla VAR), battendo quell’Udinese che l’anno scorso gli aveva soffiato sei punti. I friulani sono rimasti in partita sino alla fine, ma la classifica non è delle migliori.

Torino e Sampdoria (una partita in meno) si son dati battaglia, hanno divertito. Zapata ha segnato dopo soli 16 secondi. Il Torino ha ritrovato i gol di Belotti, la Samp quelli di Quagliarella (ora quattro), ma il pareggio ha frenato tutti. “Se non abbiamo vinto, è stato per colpa nostra” ha ammesso Mihajlovic. La Roma, con una partita in meno, ha fatto un passo in avanti contro l’inesistente Verona (Pecchia già in pericolo?), creando una massa di occasioni, sfruttate parzialmente da Dzeko (“solo” due gol). Si è visto un ottimo Pellegrini, ma soprattutto un grande Florenzi, tornato quello di prima. Ha esordito Schick: un punto di forza notevole. La Fiorentina, contro il Bologna (secondo ko consecutivo), ha dimostrato che la falsa partenza era dovuta a questioni di amalgama. Ora le prodezze di Chiesa, la compattezza della squadra viola, convincono anche la scettica tifoseria fiorentina. A Bologna sperano che con Palacio davanti si veda qualcosa in più. Il Cagliari ha vinto a Ferrara: che scorno per Borriello, tanto più che Joao Pedro ha fatto un euro gol. Ha segnato anche Barella, un ragazzo nel mirino delle “grandi”. La VAR è stata usata in tre casi nella partita che l’Atalanta ha pareggiato a Verona, sul campo del Chievo: l’arbitro Mariani, grazie alla tecnologia, si è rimangiato un rigore per l’Atalanta, ha annullato un gol di Ilicic già concesso e ha fischiato il rigore del pareggio di Gomez che ha ribattuto così al gol di Bastien. Discussioni, ma l’1-1 è sembrato giusto. Ora il turno infrasettimanale, con Bologna-Inter, Juventus-Fiorentina e Lazio-Napoli, partite per il primato. Siamo ad aspettare, attoniti.

(ITALPRESS)

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