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martedì 19 settembre 2017
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PAPA FRANCESCO DALLA FINE DEL MONDO A MILANO

30 marzo 2017

I giornalisti mi chiedono se Papa Francesco ha questa particolare attenzione per i poveri in virtù delle sue origini sudamericane come se la sua recente visita nella periferia popolare del quartiere delle Case Bianche di Milano dipendesse dalla sua esperienza tra gli emarginati in Argentina. Siamo proprio "alla fine del mondo" quando si pretende ridurre l'analisi di un pontefice alla psicoanalisi del suo passato personale. Di certo non possiamo negare che la storia della formazione giovanile possa avere anche un riflesso nel comportamento che ogni adulto esprime ma dimenticare che l'attenzione ai poveri è un naturale spirito di solidarietà religiosa universale e cristiana e attribuirla solo ad una esperienza individuale, nazionale o confessionale ci sembra radicalmente sbagliato. Tutti i Profeti e i Santi e le persone sensibili al travaglio della vita hanno sempre espresso attenzione e generosità nei confronti del prossimo e nel conforto ai poveri, agli orfani, alle vedove, agli ammalati e non tutti sono nati in Argentina! Perché è così difficile riconoscere o rispettare la virtù della carità senza secondi fini e senza accuse pretestuose di pauperismo? I maestri musulmani risponderebbero dicendo che c'è egoismo, tanto egoismo nella capacità della mente dell'uomo di generare alibi per giustificare la propria avidità.

Tra i primi insegnamenti di Papa Francesco alle Case Bianche della periferia di Milano c'è stata la sua intenzione di entrare nella città accompagnato dall'arcivescovo Angelo Scola come un sacerdote, come una persona semplice che è stato ordinato al servizio religioso. Forse è proprio questa ordinazione sacerdotale che i religiosi di ogni comunità dovrebbero ricordare come base della loro vocazione spirituale. Secondo l'insegnamento dei maestri musulmani è il significato profondo di Faqr, povertà spirituale, che rende l'uomo libero nella pacifica sottomissione alla Sua Volontà. Il termine "fachiro" deriva dalla stessa radice ma non significa incantatore di serpenti! Gesù si accompagnava ai lebbrosi e ai poveri con una dignità sacrale straordinaria e una capacità di sollevare, di dare reale sollievo spirituale, mai emotivo o magico. 

Tra i doni fatti a Papa Francesco alla periferia di Milano una stola sacerdotale tessuta e ricamata a mano e una raffigurazione della Madonna, la vergine Maria madre di Gesù. Il simbolismo della tessitura aveva colpito alcuni saggi alla ricerca di corrispondenze con la trama della croce e, allo stesso modo, il simbolo della madonnina che si trova in cima al Duomo di Milano rappresenta una protezione spirituale per la città e i suoi cittadini. 

Riconoscere il senso più profondo di gesti, doni, simboli, permette forse di rispettare meglio la complessità e la ricchezza dell'universo religioso e spirituale. Si possono così facilmente trovare corrispondenze e anche differenze tra le dottrine e i fedeli delle varie vie religiose e trovare quindi un migliore orientamento in ciò che unisce i credenti e in ciò che li rende diversi, senza divisioni o omologazioni artificiali.

Essere poveri è qualcosa che accomuna vari credenti dal'induismo all'islam, dal buddhismo al cristianesimo, dall'ebraismo al taoismo. Essere consacrati è qualcosa che accomuna in modi differenti tutti i religiosi, dai semplici fedeli ai ministri del culto e ai teologi. Essere avidi, egoisti, ignoranti, arroganti e violenti condiziona il comportamento di uomini e donne di ogni tempo e regione della terra, a prescindere dalla loro cultura e fede. 

Ciò che ci sembra più interessante e utile è scoprire l'universalità di alcuni insegnamenti, comportamenti e simboli proprio come quello di Maria, presente anche nel sacro Corano come madre di Gesù e modello di devozione e di comunicazione con Dio. C'è in questa intimità spirituale una occasione profonda per i credenti di tutte le comunità, quella di una nuova coerenza con la responsabilità religiosa che deve dare alla luce un messaggio di Verità e Pace, accessibile a tutti e declinato in linguaggi differenti nel rispetto delle sensibilità dei popoli. Per questo, anche per i musulmani di Milano, la visita di Papa Francesco in Duomo tra i consacrati e tra le rappresentanze religiose invitate assume un significato importante: quello di una fraternità da riscoprire o, come dice il Cardinale Angelo Scola, una "Unità nella pluriformità".

Yahya Pallavicini

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