OROSCOPO
domenica 22 ottobre 2017
logo

CULTURA ISLAMICA E IGNORANZA (TERZA PARTE)

20 febbraio 2017

È significativa la decisione recente del Consiglio dei saggi del Regno del Marocco che, dopo aver sostenuto il Re nel suo intervento del 2016 (Dichiarazione di Marrakesh, http://www.coreis.it/documento/marrakesh-declaration/) a conferma della libertà e del pluralismo religioso ha deciso questo mese di eliminare la pena di morte per apostasia (http://www.coreis.it/lislam-dopo-la-svolta-in-marocco/).

Tale decisione ha inoltre il valore di evitare che gli estremisti possano continuare a strumentalizzare la conversione a Dio contro il cristianesimo e l'ebraismo (http://www.spaziotransnazionale.it/2017/02/lislam-la-svolta-marocco/). 

Si tratta di un segno di rinnovamento della cultura islamica che argina l'ignoranza!

Applicare la pena di morte per omologare un popolo non è mai stato un dettame della Rivelazione divina quanto piuttosto una interpretazione rigorosa di alcuni amministratori e giuristi che pretendevano associare il progresso culturale e spirituale con l'imposizione di una sola identità confessionale, superiore alle altre. Rinnegare la tradizione d'origine equivaleva, secondo loro, ad un tradimento. Così si misconosce la portata universale di ogni religione e si discriminano i cittadini secondo un parametro fazioso di maggiore o minore dignità religiosa.

Ciò provoca in alcuni una "convenienza" alla conversione per motivi che esulano dalla ricerca spirituale e che possono volgarmente coincidere con la volontà di un diritto particolare o di un potere personale, in altri casi, o per altri indirizzi religiosi, la stessa conversione può diventare oggetto di una perdita di dignità, diritto e potere.

Jahiliyyah è il termine arabo islamico che descrive un periodo storico e culturale "dell'ignoranza" che caratterizzava i popoli nella penisola arabica, organizzati in tribù rivali e accomunati da un idolatria politeista, nel senso che ogni tribù adorava il proprio idolo e la città della Mecca ospitava un mercato di culti pagani, nel vero senso di un volgare commercio della religione dove ogni individuo acquistava benefici scegliendo il proprio idolo a uso e consumo.

Da questa mercificazione della religione (jahiliyyah) si distinguevano asceti cristiani, alcune famiglie della comunità ebraica e gli hunafa', i puri adoratori del Dio Unico, uomini e donne ispirati dalla profezia di Abramo e fedeli al culto al Dio Unico. All'interno di quest'ultima e nobile radice si sviluppa la famiglia del messaggero dell'islam, il Profeta Muhammad, che insieme alla Rivelazione del Corano, come parola di Dio, insegna l'anelito alla conoscenza della scienza sacra e la coerenza al mondo delle responsabilità. 

Da allora, la prima compagnia spirituale del messaggero dell'islam ha avviato un percorso di disciplina alla conoscenza per uomini e donne che ha distrutto l'ignoranza, il maschilismo e la suggestione degli idoli e, contemporaneamente, ha rispettato i simboli delle altre tradizioni monoteiste cristiane ed ebraiche riservando a questi credenti la piena dignità di culto dedicato, secondo metodi e riti differenti, allo stesso Dio del profeta Abramo.

Se un musulmano "ignorasse" tale origine della propria famiglia e compagnia spirituale e della propria dottrina e sensibilità religiosa rischierebbe paradossalmente di ripercorrere all'indietro il processo storico, commetterebbe un'apostasia delle sue radici, e così farebbe ritorno all'era dell'ignoranza, della barbarie e della idolatria (jahiliyyah). Non è forse proprio questo che succede nell'epoca contemporanea con il tribalismo e la mercificazione della dottrina ai fini di una volgare propaganda condita di sensazionalismo e giustizialismo, quando si distruggono vite umane e segni delle civiltà e dei culti di altre comunità presenti o passate?

Ora come allora, la coerenza alla vita reale viene dalle persone di vera fede e onestà intellettuale nel Dio Unico e non dall'ideologia totalitaria ed egoistica. La cultura islamica nasce da una dinamica tra la coltivazione terrena delle responsabilità e l'adorazione celeste che riguarda non solo i musulmani ma anche tutti gli altri credenti e le altre creature e cittadini.

Yahya Pallavicini 

(ITALPRESS).

Share |


Commenti disabilitati per questo articolo