OROSCOPO
giovedì 29 giugno 2017
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CULTURA ISLAMICA E IGNORANZA (PRIMA PARTE)

1 febbraio 2017

Mashhad è nel 2017 la capitale della cultura islamica. Non tutti conoscono questa città che si trova nella Repubblica Islamica d'Iran, centro spirituale per i musulmani sciiti che visitano il mausoleo dell'imam 'Ali al-Rida (Madinah 766, Tus 818), nipote del grande maestro Ja'far al-Sadiq e ottavo grande imam tra i poli spirituali dell'Islam sciita. Mashhad è anche la storica capitale della famosa Regione del Razavi Khorasan dove sostavano, insegnavano e viaggiavano saggi musulmani e carovane di commercianti da tutto il mondo nel medioevo islamico.

La storia dell'imam 'Ali al-Rida è significativa nel rappresentare sapienza e sacrificio, iniziale ritiro educativo e successivo riconoscimento temporale, nobiltà di parentela e invidia degli arabi. Orfano del padre ucciso dal califfo abbaside Harun al-Rashid, diventò un saggio rispettato dal figlio e nuovo califfo al-Ma'mun che lo designò persino suo successore. Non sappiamo cosa sarebbe potuto succedere alla civiltà islamica se questa eredità spirituale e temporale avesse potuto realizzarsi offrendo forse la possibilità di una nuova convergenza di rispetto e fratellanza tra musulmani sunniti e sciiti, una unità e ordine tra profonda spiritualità e amministrazione politica della comunità.

La storia narra la scomparsa dell'imam 'Ali al-Rida a Tus, altra città nota ai cultori della intellettualità islamica perché due secoli dopo vi sarebbe nato, cresciuto e morto un altro maestro di dottrina del mondo musulmano sunnita, l'imam Abu Hamid bin Muhammad (al-Tusi) al-Ghazali.

Vicino a Tus si sviluppa la città di Mashhad che significa "luogo del martire" e la "presenza" dell'imam 'Ali al-Rida ispira la residenza dei cittadini, dei pellegrinaggi e dei fedeli. Dopo 1200 anni questa città è stata eletta Capitale della Cultura Islamica nel programma dell'ISESCO sostenuto dai 57 Stati del mondo islamico.

La capitale della cultura islamica di Mashhad ospita significativamente una riflessione sul rapporto tra la dottrina islamica della conoscenza e l'ignoranza o la sfida della modernità, intesa come processo di secolarizzazione e allontanamento dal quadro della tradizione, dalla ragione più essenziale e religiosa della vita e dal sacro ricordo di Dio.

Può essere opportuno ricordare che la cultura religiosa si distingue dalla cultura moderna proprio per una prospettiva simbolica del linguaggio e dei contenuti che hanno la funzione di elevare l'animo umano al discernimento tra bene e male e al riconoscimento della scienza divina nella dinamica della vita e dell'universo. La concezione della cultura che invece rifiuta un riferimento religioso o che pretende radicalmente di "ignorarlo" sviluppa una dialettica filosofica e sentimentale che limita la visione dell'uomo alle sue facoltà razionali ed emotive, dissociandolo da qualsiasi riferimento alla trascendenza, alla metafisica come principio superiore da cui si riflette la manifestazione del mondo o dei mondi, per citare una espressione dal Sacro Corano.

La cultura moderna "ignora" Dio e l'universo delle vie di salvezza dell'anima insegnate dalle varie tradizioni spirituali mentre la cultura religiosa islamica descrive la centralità di Dio nella vita dell'uomo e della donna dal passato all'attualità, dall'escatologia all'Aldilà. 

Spesso la cultura moderna, anche quando vuole descrivere l'Oriente, è particolarmente eurocentrica, nel senso di concentrarsi sul modello di vita occidentale che dalla rivoluzione industriale si vuole mettere in evidenza con la conseguente scomparsa di riferimenti all'antichità e alle radici del pensiero occidentale e alla storia delle civiltà nei loro scambi e interessanti contaminazioni reciproche. La cultura moderna sembra quindi "ignorare" le proprie basi di saggezza e le tracce di confronto intellettuale con i sapienti delle varie culture e comunità religiose dell'oriente islamico sulla scienza, la geografia, la cartografia, l'astronomia, la matematica, l'alchimia, la medicina e lo studio sull'anima e dell'universo.

Mashhad, Tus, la regione del Khorasan, ci spingono ad andare oltre le bellezze di questa terra, dei suoi popoli e maestri, della sua arte e architettura, per riconoscere l'universalità della cultura tra le particolarità degli insegnamenti, degli spazi e dei tempi. Così possiamo riscoprire il valore del dialogo e dell'incontro tra culture ed essere ispirati nell'ampiezza della conoscenza alla vita reale!

Yahya Pallavicini

(ITALPRESS).

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