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giovedì 29 giugno 2017
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FISCO, INTERVENIRE SU COSTO LAVORO E PRODUTTIVITÀ

7 marzo 2017

Il tema fiscale è l'argomento oramai più sensibile per i cittadini italiani, esasperati dalle eccessive tasse dirette ed indirette su lavoratori ed imprese. Da tempo i cittadini scelgono questo tema come terreno di verifica per giudicare la affidabilità dei governi. Nel tempo della "seconda Repubblica" il prelievo statale sulle buste paga, sulle case e beni in generale, e sull'impresa, sono la prima causa della impossibilità per la nostra economia di riprendersi.

I lavoratori non riescono a tirare avanti rispetto ai tanti obblighi che hanno di spesa familiare, per molte imprese è oramai impossibile continuare a produrre in Italia, dove gran parte del loro guadagno viene incamerato dalle fameliche casse delle entrate pubbliche.

Si capisce perché il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha annunciato l'intento di ridurre il cuneo fiscale per lavoratori ed imprese, con cittadini oramai convinti che i governi facilmente ricorrono a gravami fiscali per espandere la spesa; e lui vuole dare un segnale in controtendenza. Ma ha annunciato la misura di riduzione anche per dare tono alla sua conduzione del Governo che inevitabilmente risente della precipitosa parziale uscita di scena di Renzi, delle tensioni post scissione del PD, delle pressioni della Commissione Europea sull'endemico debito pubblico che continua a crescere.

Il Governo pensa di tagliare il cuneo del 5%; metà per le imprese e l'altra metà a favore dei lavoratori. Non è una svolta, ma se riesce davvero a mantenere la parola, può essere un segnale in controtendenza.

Certamente è una misura auspicabile ma per un vero shock necessario alla economia, come l'abbattimento delle tasse nell'area lavoro, dovrà mirare a tagli molto più grandi per rianimare un paese come lItalia che trae  gran parte del suo guadagno dalla produzione di beni e servizi. Una politica come questa, moltiplicherebbe i vantaggi a favore di tutti, per l'innesco di meccanismi finalmente virtuosi nella economia.

Peraltro si darebbe anche un senso alla manovra di aprile da 3,4 miliardi di euro richiesta dalla Commissione UE.

Si spera che insieme a questa salutare decisione si confermi e si rafforzino gli incentivi alla detassazione dei maggiori redditi dei lavoratori provenienti dalla maggiore produttività nelle aziende. Infatti scelte come queste non possono creare un clima adatto ad ottenere più risultati di competitività nelle nostre imprese per affrontare adeguatamente la sfida di confronto con gli altri competitori internazionali.

Chi come noi deve uscire dal circolo vizioso di tasse pesanti, almeno fino a quando il debito pubblico non scende e la ricchezza nazionale non cresce, deve concentrarsi esclusivamente su questi due punti.

Ma la spesa pubblica è alta perché Comuni, Regioni e Municipalizzate non intendono toccare nulla, pur essendo nell'occhio del ciclone da almeno un lustro. Gentiloni promette un nuova spending review per trovare i fondi per ridurre il cuneo fiscale, ma sono molti a essere scettici sul risultato. Ma comunque vadano le cose, non si può che passare per questa via, pena guai peggiori per i contribuenti.

Raffaele Bonanni

(ITALPRESS).

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