OROSCOPO
martedì 21 novembre 2017
logo

ULTIMI PER CRESCITA MA UE NON CI BOCCIA

12 novembre 2017

In attesa che il 22 novembre arrivi il giudizio di Bruxelles sulla nostra legge di bilancio, abbiamo incassato in settimana una ben strana approvazione da parte della UE. Nonostante i numeri  dicano che per la crescita economica ci piazziamo ultimi  fra i 28 paesi dell'Unione, arrivano dai palazzi della burocrazia europea solidi segnali di incoraggiamento, che portano Pierre Moscovici, commissario agli affari economici, a dire che siamo sulla buona strada e che la nostra è una vera ripresa. In effetti erano anni che il nostro pil non aumentava dell'1,5%, ma pur con questo lusinghiero risultato (in calo previsto per il prossimo biennio) siamo il fanalino di coda dell'Europa. I nostri governanti incassano questo mini successo, sottolineando la solidità della ripresa e il pur timido rialzo dei consumi, ma sanno che molto c'è da fare, soprattutto sul fronte della finanza pubblica, come ha rilevato Moscovici. Grava il macigno del debito pubblico che non cala mai, ed anzi resta appesantito a causa dei dieci miliardi di soldi pubblici impiegati per il salvataggio delle banche, quindici secondo i conti di Bruxelles. Questo atteggiamento morbido della Ue non può spiegarsi altrimenti che con le preoccupazioni legate alle prossime elezioni politiche. La Commissione non vuole accelerare possibili giudizi fortemente negativi e molti immaginano che anche la vicina pagella sulla nostra legge di bilancio assomiglierà molto ad una reprimenda leggera, che rimanderà al dopo elezioni possibili diktat su un rientro più rapido sul fronte del debito e del deficit. 

Quella politica non è la sola incognita sul tappeto italiano, un'altra, non certo più leggera, è quella delle annunciate misure da parte della Bce. Finora la politica monetaria di Mario Draghi, con il consistente programma di acquisto di titoli pubblici, è stata uno stimolo fortissimo soprattutto per le economie più deboli, come la nostra. Nei prossimi mesi la riduzione e la progressiva eliminazione di questi interventi inciderà non poco sulla nostra economia, che dovrà fare a meno di questo eccezionale ombrello protettivo. Ultima preoccupazione, molto legata ad una calante reputazione italiana sui mercati finanziari, è quella legata alla salute delle nostre banche. Non giova quello che sta emergendo dalle audizioni della Commissione parlamentare di inchiesta , mentre segnali non proprio incoraggianti stanno arrivando dalle insorgenti difficoltà di alcune banche, finora ritenute solide, che si apprestano a chiedere altri soldi ai loro azionisti, spesso piccoli e piccolissimi.
(ITALPRESS).

Share |


Commenti disabilitati per questo articolo