OROSCOPO
sabato 22 luglio 2017
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SVOLTA PER LA QUESTIONE BANCARIA ITALIANA

23 giugno 2017

La "questione bancaria" titola da mesi il Sole 24 ore, il "sacco bancario" sintetizza La Repubblica. Esplode con tutta la sua virulenza la crisi di numerose banche del Paese e sono ore decisive per l’intervento del Governo, chiamato a legiferare con urgenza per tappare in qualche modo questi buchi, salvare i risparmiatori, mettere in liquidazione le ultime due banche entrate in default, affiancando cosi l’azione di chi si è detto pronto a rilevare una parte del patrimonio delle banche venete. Solo Banca Intesa ha voluto aderire al grido di aiuto lanciato per dare una continuità operativa ai due istituti di credito del ricco nord ovest. Due banche che fotografano al meglio l’analisi che il Governatore della Banca d’Italia ha fatto sulla mala gestio che ha caratterizzato per anni la guida di alcuni istituti di credito italiani. Non casi isolati, ma un insieme di situazioni che, collocate sul territorio del Paese, segnalano la loro presenza cosi al Nord est, come al Nord ovest , nel centro d’Italia, sulla fascia adriatica e via andare. Per non parlare di una serie di casse di risparmio di cui si parla di meno, per non dire che nella lista delle banche commissariate da via Nazionale figurano solo istituti di credito cooperativo, le Bcc. 

Qualcuno ha voluto criticare l’atteggiamento di Banca Intesa che ponendo sul tavolo le sue condizioni per intervenire, ha scelto fior da fiore dicendo chiaramente che si rende disponibile a rilevare solo la parte buona (non poco) delle due popolari venete, integrando questa parte sana di attività’ in un meccanismo che funziona, che ne ha fatto la prima banca italiana, banca di sistema. Critiche assurde, diciamo noi, anche se il peso degli interventi necessari per creare la struttura che aggregherà crediti in sofferenza, per coprire l’uscita del personale in esubero, e per altre necessità farà cadere sulle spalle dello Stato, quindi dei contribuenti, qualcosa come 12-13 miliardi. E rimane ancora appesa la gravissima situazione del Monte dei paschi di Siena, per parlare solo del caso più eclatante. 

Mai nella storia repubblicana ci eravamo di fronte ad un situazione così grave, con un sistema bancario falcidiato finanziariamente, certo per via della recessione ma anche tanto, citando sempre Ignazio Visco, dall’incapacità o peggio chi ha guidato anche per decenni queste banche. E per capire cosa è successo, questa l’altra fresca novità della settimana, è stata approvata la costituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche con una serie di competenze investigative che richiederebbe dieci anni di lavoro. Non solo l’analisi delle cause della crisi, i suoi risvolti giudiziari e lobbistici, ma anche il comportamento delle autorità’ che dovevano controllare il settore. 

Probabilmente non si partirà prima di settembre, con scarso tempo a disposizione. Che sarà certamente utilizzato per consumare faide politiche fra chi ha sostenuto questo o quel banchiere, protetto questa o quell’altra banca. E se si parlerà subito anche delle responsabilità della Banca d’Italia, sarà soprattutto per mettere sotto i riflettori la gestione di Ignazio Visco che in quelle settimane si giocherà la possibile riconferma del mandato in via Nazionale. Chissà se ci sarà tempo di capire perché non si è intervenuti prima, come hanno fatto negli Usa e in Europa, per salvare le proprie banche. Andando invece avanti a dire che non un euro dei contribuenti veniva speso per questo fine. Ormai questa favoletta è finita, ci hanno messo i soldi tutti (anche le stesse banche in un non esaustivo intervento solidaristico di sistema), e ancora non abbiamo risolto la "questione".(ITALPRESS).

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