OROSCOPO
giovedì 24 agosto 2017
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PARADOSSO USA, RICETTA TRUMP PER IL RILANCIO?

3 marzo 2017

Wall Street vola nella settimana dedicata da Donald Trump al raffreddamento del clima politico interno dopo le sparate delle sue prime uscite ufficiali, dalla cerimonia dell’insediamento in poi. Nel suo discorso inaugurale di fronte al Congresso, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha usato toni molto più morbidi per illustrare il suo programma di governo, ha smussato alcuni angoli impervi, ha aperto a possibili forme di collaborazione con l’opposizione democratica. Non ha nella sostanza cambiato i contenuti dei suoi cavalli di battaglia elettorali, ma li ha adattati al suo nuovo ruolo istituzionale. E’ bastato questo e la conferma delle sue linee guida, per imprimere ai mercati americani una spinta che non si registrava da tempo. E dire che 'The Donald' ha solo dato i titoli dei suoi così strombazzati interventi, senza spiegarne passaggi reali e contenuti. Ma un’America vogliosa di "nuovo" ha reagito bene, con una fiducia che i grandi network televisivi, insieme ai sondaggisti, hanno subito registrato. Trump non ha problemi di rispetto di parametri e che si possa fare debito pubblico per assecondare le sue promesse elettorali non lo preoccupa. Ecco allora che la sua ricetta, prontamente definita Trumpeconomics, si basa su poche ed elementari basi. 

Un consistente intervento sulle aliquote fiscali, con la promessa di tagliare di netto la pesante imposizione tributaria del 35% che grava sulle imprese, un ingente piano di investimenti infrastrutturali da mille miliardi di dollari. Come finanziare tutto ciò è per ora un mistero, anche se sembra assai probabile un sostegno economico che arrivi dal mix pubblico-privato. Molti i dubbi degli osservatori sulla sostenibilità di un simile programma. Aggravati inoltre dal silenzio che è sceso per ora sulla minacciata introduzione di dazi, sulla cosiddetta border tax che dovrebbe favorire una ripresa forte delle produzioni nazionali, penalizzando le importazioni. Sono forti le perplessità delle aziende che producono anche fuori dagli Usa, e di tutte quelle che operano nel commercio vendendo anche prodotti esteri. E ancora nessuna indicazione certa sulla ridefinizione dei trattati commerciali chiusi dalla precedente amministrazione e che Trump vuole rimettere in discussione. Di contro sono euforici i manager che guidano le società del settore edile e della meccanica, per non parlare di quelle che producono armamenti dopo l’annuncio di Trump di voler incrementare queste spese del 10%, qualcosa come 54 miliardi di dollari in più. E stappano le bottiglie anche tutte le compagnie che operano nel settore finanziario. Dopo la grande crisi del 2008 e anni seguenti, le autorità’ americane erano corse ai ripari introducendo norme di controllo più rigide sugli eccessi della finanza e delle banche che tanti guai avevano provocato ai risparmiatori. La promessa di Trump di deregolamentare questo comparto ha provocato subito l’impennata delle quotazioni facendo intravedere nuovi forti guadagni speculativi. 

In questo contesto è una vera e propria manna per Trump la congiunzione astrale di un’economia volgente al bello. Crescono le aspettative per una ripresa dell’inflazione e con essa una ripresa della Borsa, l’aumento dei rendimenti per obbligazioni e risparmio in genere, un rafforzamento del dollaro. E’ molto probabile che già a meta marzo la Fed rialzi i tassi di interesse, misura questa che come noto è assai salutare per le banche che sono favorite potendo guadagnare sui margini di intermediazione. Insomma il combinato disposto di una congiuntura favorevole e una raffica di annunci per ora senza contenuti sono alla base di quello che disegna il paradosso americano, di un neo Presidente partito fra gli sfavori dell’opinione pubblica internazionale, ma in grado di imprimere nuovo slancio al modello Usa.
(ITALPRESS).

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