OROSCOPO
giovedì 19 ottobre 2017
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PAPA FRANCESCO PREMIO NOBEL PER L'ECONOMIA?

30 giugno 2017

Il lavoro che manca, il livello indecente dei trattamenti pensionistici, la finanza che non assolve al suo compito di sostegno dello sviluppo, le banche che non supportano al meglio imprese e famiglie, la corruzione dilagante che inquina l'economia, sporca gli investimenti. In un anno quanti interventi, quante reprimende, quanti fastidiosi richiami, per chi ascolta, da parte di questo Papa Francesco. Ma che vuole, stia al suo posto Jorge Bergoglio, non disturbi i manovratori.

Non arrivano apertamente critiche alle parole del Pontefice, ma si leggono attraverso i distinguo di osservatori, banchieri, economisti che ribattono nei dettagli più ridicoli alle sue parole. Una volta il complesso di queste affermazioni era alla base della cosiddetta dottrina sociale della Chiesa, appannaggio di preti senza fantasia definiti comunisti, soprattutto quelli della chiesa sudamericana. Oggi queste considerazioni, rese esplicite dalle parole e dagli atti del Papa argentino, vedi alcune encicliche e discorsi pubblici, entrano in quel patrimonio diffuso di chi vede con favore e convinzione la necessità di apporre idonei correttivi ad un capitalismo reso meno controllabile e più invasivo anche alla luce di una evoluzione  tecnologica che toglie spazio e discrezionalità all'uomo, inteso come soggetto al centro del processo decisionale.

Anche le parole nette e chiare che Bergoglio ha pronunciato in settimana sullo scandalo delle pensioni d'oro e dei trattamenti scandalosi di fine rapporto rientrano in questo alveo e suscitano reazioni infastidite, al punto da far dire ad alcuni dotti economisti che il Papa non tiene conto dei fondamentali, con ciò intendendo l'andamento dei dati macroeconomici di questo o quel paese, come se si avesse a che fare con un'economista del Fondo monetario internazionale, e non come il massimo guardiano di una etica delle cose e della vita ormai priva di alcuna considerazione. Una vergogna. Pochi sono quelli invece che dicono che il Papa ha ragione. A dire che il sindacato ormai è equiparato ad un partito politico, che il banchiere di oggi - tranne eccezioni illuminate - è piegato a logiche di guadagno che spesso porta a situazione di dissesto giudiziario, che la finanza dei raider ci ha portato alla più grave recessione di sempre. Certo è un Papa rompiscatole che parla in questo modo all'economia e alla finanza, ma che meriterebbe un bel Nobel se il corpus delle sue teorie portasse ad una maggiore etica in un mondo che l'ha persa completamente.

Giuliano Zoppis

(ITALPRESS).

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