OROSCOPO
martedì 21 novembre 2017
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ITALIA OUT DAI MONDIALI, PERDITE ECONOMICHE INGENTI

14 novembre 2017

Si attenua pian piano la delusione sportiva, si scioglie lentamente lo sconforto emotivo. Emergono le sagge parole di Gigi Buffon che lucidamente, a caldo, ha parlato di un fallimento anche sociale. Ma l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2018 in Russia, rappresenta un danno enorme per il sistema Paese, se è vero che il calcio rientra fra le prime dieci industrie nazionali e che la vittoria del 2006 incise per quasi un punto percentuale sulla crescita del Pil. Perdono tutti, il movimento calcistico, le aziende private, lo Stato, gli organismi internazionali. Per la Fifa l’Italia rappresenta l’11% del suo giro di affari complessivo. Per il Paese si tratta di una grande perdita in termini potenziali. 

A partire dai consumi: non si venderanno tv (di solito con i mondiali il fatturato di settore cresce del 15%), caleranno i consumi alimentari, non ci saranno nuovi abbonamenti digitali, crolleranno gli investimenti pubblicitari delle aziende sponsor (una brutta botta anche per la stampa quotidiana). L’Erario non avrà le entrate derivanti dalle scommesse sulle partite dell’Italia, che sono sempre elevate in queste occasioni. Svanirà quell’effetto psicologico positivo che ha fatto salire in occasione delle (rare) vittorie anche la Borsa. Tutto questo, secondo alcuni analisti finanziari, significa dover rinunciare a una mancata entrata complessiva che viaggia fra i 150 e i 200 milioni. Per il movimento calcistico nazionale, poi, l’eliminazione è una vera e propria Caporetto economica e finanziaria. 

Vediamo. Vengono ovviamente meno i soldi derivanti dalla partecipazione che arrivano per i mondiali russi ad una torta complessiva di 400 milioni. Per avere un’idea: arrivare in finale porta 24 milioni, 32 la vittoria. Ma anche la semplice eliminazione al primo turno fa entrare nelle casse delle federazioni nazionali 8 milioni e un premio d'ingresso di 1,5 milioni. Sfumati. Il marchio Italia perde circa 70 milioni fra incassi dagli sponsor e diritti tv. Lo sponsor tecnico, la Puma, assicura alla Figc fino al 2022 circa 19 milioni. Ma non avrà alcun ritorno dalla vendita del suo abbigliamento sportivo dedicato ai Mondiali. Quelli del Brasile portarono in termini di merchandising (magliette, palloni, gadget e via andare) oltre 2,7 milioni.  La Rai assicura alla Figc 26 milioni per l’esclusiva delle partite, adesso si vedrà. Oltretutto, ci sarà l’asta per assicurare i diritti dei mondiali, ma il pacchetto comprende sia quelli di Russia 2018 che del Qatar 2022. Vedremo come si porranno, dopo l’uscita dell’Italia, i tre competitor Rai, Sky e Mediaset, di fronte a questo nuovo scenario. Calcolando comunque che dei primi 50 eventi tv italiani, ben 49 sono riferiti in termini di audience al calcio. Alla Figc la nostra eliminazione costa ben oltre 100 milioni. Per non parlare poi dei danni economici per gli operatori del turismo nostrano e sottacere, ma per fortuna non ci riguarda, del venire meno degli introiti che la nostra partecipazione avrebbe consentito alla Russia. Insomma un disastro. Anche in termini di reputazione internazionale. 

Ci sono poi una serie di fattori sociali, cui ha fatto riferimento ieri Buffon, che non sono da meno come rilevanza. Ma poco hanno anche fare con gli aspetti economici, ma tanto con il nostro costume e il sentire nazionale. Come unica notazione in proposito, vale la pena ricordare il vero e proprio boom che si ebbe in Italia dopo la vittoria del Mondiali del 2006 con le scuole calcio che avvicinarono i bambini all’attività sportiva. Per chiudere c’è da sottolineare l’unico aspetto positivo per il Paese. Fra giugno e luglio non calerà la nostra produttività lavorativa.
(ITALPRESS).

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