OROSCOPO
domenica 22 ottobre 2017
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ILLUSIONI UE PER UNA RINASCITA ITALIANA

24 febbraio 2017

L’ennesimo richiamo della Commissione europea, con annesso ultimatum minaccioso per la possibile apertura di una procedura d'infrazione, non è certo una novità nella storia dei conti pubblici italiani. Ma i contorni di questa nuova bacchettata sono decisamente più preoccupanti rispetto alle analoghe e ripetute reprimende di questo tipo. Colpisce la durezza dell’analisi, il tono delle parole e la quasi rassegnazione dell’esecutivo europeo nel descrivere lo scenario nostrano. E’ vero che c’è anche spazio per riconoscere i progressi fatti sul piano delle riforme, ma l’analisi nel complesso è decisamente sconsolata. Pier Carlo Padoan lo sa e ha fatto buon viso a cattiva sorte, spiegando ai suoi distratti colleghi quanto sia importante ottemperare in tempo, e bene, a questo diktat per bloccare sul nascere l’ennesimo vulnus alla nostra già bistrattata reputazione continentale.
In fin dei conti una manovra correttiva di soli 3,4 miliardi è veramente ben poca cosa se confrontata al volume crescente del nostro debito pubblico, ma rappresenta comunque un intervento necessario per confermare la nostra adesione ad un patto sottoscritto e un dovere preciso nei confronti dei partner.

Dicevamo che rispetto ad altre occasioni questa volta Bruxelles, scattando una impietosa fotografia del nostro sistema socio-politico, l'ha accompagnata da considerazioni di fondo assai poco lusinghiere. Un Paese bloccato dalla guerriglia politica, dal deflagrare di tensioni interne ai partiti più rappresentativi, da un blocco dei processi decisionali. L'UE denuncia lo stallo delle riforme, e anche quando ne riconosce il positivo impatto laddove attuate (mercato del lavoro) sottolinea però come questo percorso sia di fatto già bloccato. D’altra parte è difficile dar loro torto, non potendo per ora ipotizzare quanto durerà l’attuale legislatura. Una panoramica a 360 gradi dello scenario nazionale fa cadere le braccia a qualsiasi osservatore neutrale. Gli indicatori di bilancio sono in rosso, il debito pubblico non scende, la crescita è bassa e si festeggia ogni qualvolta si ottiene uno 0,1% in più.
La produttività è stagnante e la Ue sottolinea il problema rappresentato dalle banche italiane, con parole pesanti. Fiducia in calo, sostegno alla ripresa limitato, sofferenze in crescita, fonte di potenziali effetti negativi per gli altri paesi della zona euro. Peggio di così…Non aiutano poi gli spettacoli di questi giorni. Il settore nazionale dei trasporti è falcidiato da un basso livello della concorrenza, vedi la lotta di piazza dei tassisti contro i nuovi attori del mercato, pesano anche le défaillance nella gestione di soggetti centrali come Alitalia, alle prese con l’ennesima crisi aziendale. Ma è inutile farsi illusioni o provare a convincere l’Europa. Benissimo fa il ministro dell’Economia a rassicurare i commissari europei sulle nostre buone intenzioni, ma il timore è che si sia superato ormai il limite della pazienza. Vedere dal di fuori un Paese, che in presenza di questi conti pubblici e di questi numero pre-fallimentari, si scanna per un congresso di partito, per la costruzione di un stadio, paralizzato dalle proteste incivili delle lobby, quale senso di fiducia può ispirare?
(ITALPRESS).

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